Proposte make-up MAC per Halloween: not afraid to be freaky













Stanotte non ho sonno e sono anche molto arrabbiata, per fortuna ci sono le amiche che cercano di starti vicino come possono; a loro basta solo uno sguardo per capire che non è giornata e ti comprendono rispettando i tuoi silenzi. Tra l'altro ieri è stato un giorno decisamente pieno: la mattina è scivolanta in men che non si dica, poi la lezione di inglese, che sembra essere stata assimilata correttamente e il doposcuola pomeridiano terminato verso sera. Dopo me la sono spassata un pò con mia sorella che aveva voglia di dolci e si è dilettata facendo dei buonissimi biscotti fantasmino. Prometto di postarvi presto la ricetta.
Poco fa mi è arrivata una notifica e leggendo di che si trattava ho pensato subito ad uno dei miei ragazzi del doposcuola: maschio, terza media, taglio di capelli che vagamente ricorda quello degli emo, felpe e pantaloni larghi, malato di videogiochi e soprattutto con una cartella Eastpack. Io al tempo non l'ho mai avuta, ma è innegabile la sua fama di marchio indiscusso di zaini e borse.
E poi mi ricorda tanto lo street style e infatti molti artisti amano questo brand, che ora comprende anche una linea di abbigliamento. E' risaputo poi che le collaborazioni tra brand e artisti portano a belle esperienze e soprattutto a maggiore visibilità e stavolta è toccato a Zed, la nuova star musicale Zombie. Nell’ultimissima campagna infatti, EASTPAK ha assoldato un esercito di zombie, simbolo di immortalità e robustezza e per dimostrare la sua gioia di vivere quest'anno ha scelto di collaborare con questo musicista strampalato, autore di "Chocolate" (Zed and the Party-belt), il video lo trovate sotto. Il suo album è stato prodotto da John Stargasm, celebre per il suo lavoro in numerosi club di successo e per i suoi tormentoni internazionali.

90 minuti. Questo è il tempo che dovremmo cercare di sfruttare al massimo isolandoci da ogni fonte di distrazione per svolgere al meglio il nosto lavoro. Possibilmente tutto di fila, e ci siamo, appena alzati, e quasi ci siamo, allontanando da noi cellulari, telefoni e roba varia (il pc non vale perchè mi serve), e ci siamo. Ora, guarda caso ho a disposizione 90 minuti tutti per me, prima di andar via e volendo provare l'esperimento, si accettano scommesse su quante cose riuscirò a fare nell'arco di questo tempo: vi dico che se sbrigo anche solo due mansioni, sono la donna più felice al mondo, perchè in quest'ultimo periodo la testa proprio non mi accompagna. Ma sorvoliamo...

Oggi sono così, in vena di dolcezza e rassicurazioni e allora ho pensato di iniziare la settimana in modo soft, augurandomi che la vostra possa essere splendida come questa canzone che adoro!
●●●C’è chi coltiva il suo orticello, (ora più che mai in periodo di recessione) e chi invece talenti e crede nelle capacità di un bimbo che vuol dire la sua nonostante la piccola statura e una manciata di anni. Certo è che dopo aver letto questo articolo non direte più “Sono solo bambini!”. Potrete pensarlo, convincervi di avere un’intelligenza superiore a quella di un marmocchio di dieci anni, ma non esserne del tutto sicuri.
La storia è semplice: un bambino che gioca, tutto nella norma. Lo è meno se il suo passatempo preferito è scrivere di moda, pubblicare un libro o addirittura criticare il cibo. Non proprio come giocare con le Barbie o fingere di suonare una chitarra collegata alla tv. Se poi provate a chiedere a questi ragazzi cosa vogliono fare da grandi, vi risponderanno che, pur non essendolo ancora, una carriera avviata ce l’hanno già e questo è un altro colpo basso visti i tempi che corrono. Il profilo medio di questi bimbi prodigio è molto simile per tutti: un metro e mezzo circa di altezza, età compresa tra i nove e i tredici anni, tutti rigorosamente americani. Di enfants prodiges ce ne sono molti, ma alcuni di loro si sono così distinti per le storie curiose, da aggiudicarsi un tam tam impressionante sui blog di mezzo mondo e sulle pagine delle maggiori testate internazionali.
Prendete per esempio la storia di Alec Greven, Colorado, 9 anni. Un bel giorno la maestra chiede alla classe di scrivere qualcosa che li avesse colpiti. Qualcuno avrà parlato di una giornata speciale o di un giocattolo, Alec sceglie di raccontare della fatica che si prova nell’avvicinarsi ad una ragazza. Il suo tema piacque così tanto alla maestra che decise di crearne un volumetto da vendere ai mercatini, notato poi da un editore a caccia di talenti.“Come palare alle ragazze” è oggi un delizioso best seller che regala consigli su come avvicinare le donne. Un bel colpo per l’ego dei farfalloni più incalliti.
O magari la storia di David Fishman, classe ’96, e della sua passione per la cucina. Tredici anni e già quattro da critico gastronomico. Su suggerimento della madre, David comincia a nove anni a scrivere riflessioni sui ristoranti che frequenta. Un giorno, stanco della solita pizza, si reca alla Salumeria Rosi, un piccolo ristorante di NewYork. Si siede e assaggia alcune portate, accompagnato dal signor Cesare, proprietario del locale. David prende appunti come un vero critico e la Salumeria Rosi si aggiudica un’ottima recensione. Da quel momento il ragazzo è passato sotto l’ala protettrice di Alan Richman e ora scrive per il New York Times. L’umiltà è ancora illesa per fortuna, il giovane Fishman sa che ha ancora molto da imparare, ma di strada ne ha gia fatta abbastanza. Lo si sente parlare come un uomo quando dice che il cibo è un lavoro e la cena in un ristorante è simile ad uno spettacolo teatrale, dove il primo atto è il servizio. Ama il pesce, i piatti semplici e si è innamorato dell’Italia e della sua cucina durante un viaggio qui nel Bel Pese, che sicuramente porterà nel cuore e trasferirà sulle pagine del suo taccuino.
C’è poi l’incredibile storia di Damon Weaver, che a soli 11 anni è il più giovane giornalista della Cbs e vanta nel suo curriculum numerose interviste da capogiro. L’ultimo colpaccio qualche tempo fa: Damon era determinato ad intervistare il presidente della Casa Bianca. Si prende quindi la briga di contattare alcuni uffici stampa per combinare l’incontro e alla fine ci riesce. Nei numerosi video che circolano su Internet lo si attendere seduto in una grande sala della Casa Bianca e finalmente stringere la mano di Barack Obama, che lo accoglie come se fosse uno giornalista adulto e parla con lui per circa dieci minuti, affrontando i temi più scottanti.
Tavi Williams invece è una vera celebrità blog che non ha nulla da invidiare alle sue colleghe più adulte. Ha solo tredici anni, e si descrive come “una piccola cretinetta che sta in casa tutto il giorno a progettare outfit fighi e provare giacchette e cappellini” e intanto il suo blog è diventato in poco tempo un vero e proprio punto di riferimento per le amanti della moda. Precoce sì, ma decisamente geniale!Scatta da sé le foto e le unisce a fiumi di parole e immagini di moda. Ha catturato l’interesse di numerose testate americane e si è già guadagnata una cover entrando a far parte del fashion system a tutti gli effetti.
Riflettendo su queste storie, mi viene in mente che qui in Italia nessun piccolo talento è sulla cresta dell’onda e semmai ce ne fossero, probabilmente verrebbero additati come diversi, strani e sarebbero oggetto di studi psicologici sulle devianze mentali e all’ordine del giorno di assurdi e noiosi dibattiti, inevitabilmente associati agli ultimi fatti di cronaca. Certo un undicenne dovrebbe ancora giocare, ma non credo di essere l’unica a preferire una ragazzina che parla di moda ad una che va in giro semi-nuda per strada. Sicuramente presto soffriranno il peso della celebrità e potrebbero essere tentati dall’aura di successo creato intorno a loro, ma come porre un freno alla passione di questi ragazzi? Sarebbe davvero giusto tarpare loro le ali solo e non permettere di seguire la propria strada? Senza contare che, età a parte, sono bravi, più dei loro coetanei, anche più di alcuni colleghi adulti e, perché no, magari raccomandati...■■■
Meglio tardi che mai, si dice. Ed eccomi qui a presentarvi il nuovo numero di Controstile, in edicola a partire da oggi.


Sono stanca, gli occhi si chiudono e ho le mani congelate per questo freddo assurdo piombato all'improvviso, ma giuro che stasera troverò un briciolo di forza per uscire con le mie amiche.
Per una serie di situazioni più o meno inverosimili mi sono ritrovata a riflettere molto sull'amicizia in questo periodo e mai come ora la mia opinione a riguardo è stata così ingarbugliata e poco chiara. Non perchè all'improvviso mi ritrovi senza amici, ma è proprio quando accanto hai molta gente che inizi a riflettere sulla natura dei rapporti, sugli sviluppi di questi e a chiederti se davvero stai percorrendo la strada accanto alle persone che contano.

E' ufficiale: Bari, via Sparano, store H&M. La prima vera shoe designer collection firmata Jimmy Choo sarà distribuita anche qui da noi. Concedetemi questo momento frivolo e lasciatemi credere di essere un pò privilegiata...:) Ovviamente ho già adocchiato il mio paio preferito!



Lo ammetto. Sono stata tentata dai consigli di Patrizia e ora nella wishlist alla vostra destra compare anche lui. Sciò, via la mano dal portafogli! Manteniamo la calma...
Chi l'ha detto che la routine può essere noiosa? Magari a volte, io però la trovo eccezionale! Per esempio trovo rassicurante il rito del risveglio: alzarsi dal letto e ancora assonnata preparare il cappuccino, accendere il pc e nell'attesa sgranocchiare qualche biscotto, controllare le email e cominciare a fare il giro di telefonate spuntando dalla lista gialla del giorno prima gli impegni e le mansioni che mi spettano. E mentre stamattina facevo un giro su Facebook finalmente da un canale spunta questa.

L'occasione della cover è data da un nuovo musical per cui fremo già da un pò, Nine, nelle sale italiane dal 15 gennaio 2010 con la regia di Rob Marshall, per intenderci lo stesso di Chicago. Il cast prevede questi quattro pilastri rosa del cinema, che personalmente adoro per le caratteristiche che le contraddistinguono e perchè ognuna di loro è bellissima, femminile, forte e carismatica. E nel mio orgoglio italiano annuncio a chi non lo sappia che la lista degli attori prevede anche il nome di Sofia Loren in primis, ma anche di Ricky Tognazzi, Giuseppe Cederna, Valerio Mastandrea e Martina Stella.

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Da tempo medito l'acquisto di un oggetto tecnologico, più di uno a dir il vero. Imparando a conoscermi al di fuori di questo spazio, basta poco per capire che rinuncierei volentieri a un paio di scarpe per un pò di sana tecnologia e se dovessi scegliere di spendere una somma considerevole per una borsa o un cellulare all'avanguardia, non ci penserei due volte e sceglierei l'ultimo.
Tutta colpa del mio papà: lui è esattamente come me e da piccola mi divertivo ad osservare i suoi aggeggi tecnologici, il suo stereo, i cd in vinile, la parabola satellitare, il primo cellulare entrato in casa, il pc o la nuova tv. Ormai oggi si consulta con me prima di fare una spesa di questo tipo, tanto che sono diventata abbastanza esperta in marche, accessori e caratteristiche tecniche dei vari prodotti. Era naturale che per me diventasse una mania, tanto che anche G. si è dovuto adeguare regalandomi negli anni lettori mp3, cellulari e software vari. La passione poi si è sposata bene con quello che oggi è il mio lavoro e visto che pc, cellulari e Internet sono ormai il mio pane quotidiano, nasce l'esigenza di avere sempre a portata di mano le mie risorse, non quelle della famiglia.
E se in questo momento mi chiedeste come spenderei i guadagni di questo mese, non ci penserei due volta e vi indicherei lui.

Oddio non riesco più a togliermela dalla testa, e ora come si fa?
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