giovedì 29 luglio 2010

The beautiful life, ovvero la bella vita che tutti sogniamo di fare

da Controstile Luglio/Agosto 2010


Alla voce “lusso” il dizionario della lingua italiana indica uno “sfoggio di ricchezza o abbondanza spesso inutile”, “tutto ciò che costa molto in proporzione all'effettiva utilità”, in poche parole tutto ciò che è superfluo, ma che la maggior parte di noi può solo desiderare di avere: abiti costosi, gioielli, auto o vacanze da sogno. Ora, partiamo dal presupposto che chi leggendo queste parole fa della morale spicciola è un grande ipocrita.

Perché tu, lettore incallito o magari capitato su questa pagina per caso, davvero non hai mai desiderato un’auto di grossa cilindrata? O un bel diamante? O una vacanza da sogno? Piuttosto diciamo che si tratta di una questione di gusti, o ammettiamo di non potercelo permettere, perché se così non fosse non staremmo qui a parlarne, ma tutti sogniamo qualcosa che al momento “è solo un lusso”.

Concedetemi poi una piccola parentesi, perché davvero mi piacerebbe conoscere chi ha detto che il denaro non fa la felicità. Viene quasi da pensare che per qualche assurdo scherzo del destino a pronunciare queste parole sia stata una persona poco facoltosa e anche un tantino risentita. A questo punto il mio lato più romantico scalpita e mi strattona, ricordandomi che un’apparenza impeccabile spesso nasconde vite tormentate e che realmente anche l’uomo più ricco del mondo non può pagare per debellare il dolore, il male nel mondo, le malattie e la morte; potrà avere più mezzi e tempo a sufficienza per cercare una soluzione alternativa, ma il destino è spesso più democratico e sicuramente beffardo.

Quindi parliamo pure di lusso, di chi può permettersi una casa fiabesca o uno yacht stratosferico, un’intera collezione di vini pregiati o una vita da pascià in un hotel di Dubai. Parliamo pure di sfarzo e opulenza, ma resto del parere che alla luce dei giorni che viviamo, sia già un lusso inestimabile concedersi una pausa o poter affermare senza ombra di dubbio di avere una vita senza preoccupazioni e arrivare tranquillamente a fine mese concedendosi anche qualche sfizio.

Perché in un’epoca afflitta da problemi economici e insicurezza cronica, tutti abbiamo bisogno di un’isola felice, un peccato di gola, un pensiero inconfessabile o un desiderio mai espresso. Qualcosa che sappiamo essere lì, ci coccola la mente e ci tiene in pugno con l’illusione che un giorno sarà nostra o magari qualcosa per cui impieghiamo anni e anni di risparmi solo per il gusto di poter dire di avercela fatta. Non sono ipocrita e non nego che la bella vita non mi fa gola: credo però che sia tutta una questione di punti di vista, decenza e buon gusto.

Perché diciamolo pure: i soldi non fanno la felicità, ma neanche fanno di un perfetto imbecille un signore!

Il mio articolo continua qui a pag. 12 e 13 con "Lusso low cost: 15 piccoli lussi accessibili"

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giovedì 22 luglio 2010

Controstile n.11 Luglio/Agosto 2010 + Questionario




In attesa del cartaceo, ecco il nuovo numero di Controstile, per i mesi di luglio e agosto, dedicato al lusso. Tra alti e bassi, successi e delusioni è gia passato un anno, e di sicuro posso affermare che  sto vivendo una bellissima esperienza e  provando una grande soddisfazione. Mi piacerebbe conoscere anche il vostro parere, quindi se vi va, perchè non perdere due minuti del vostro tempo per compilare il questionario qui in basso?

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martedì 20 luglio 2010

Cappuccino, biscotti e...SATC!


Cosa c'è di meglio di un ottimo risveglio per iniziare la giornata? Il caldo stamattina sembra aver allentato un pò la presa e finalmente ho aperto gli occhi e dal balcone accanto a me proveniva un dolce venticello. Giusto il tempo di preparare la colazione e accendere il pc e trovo questo video sulla  bacheca Facebook: un dolce pensiero di un amico patito quanto me di Sex and The City. Il miglior risveglio degli ultimi tempi: cappuccino, biscotti e SATC!

Buongiorno Blogosfera: com'è stato il vostro risveglio? Che programmi avete per oggi?

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lunedì 19 luglio 2010

To do list

Vi capita mai di compilare la lista delle cose da fare? Io purtroppo non vivo senza. Mi circondo di fogliettini e post-it che conservo dappertutto o porto sempre con me; vi annoto cose da fare, appuntamenti da ricordare, persone da incontrare-dove-e-quando, cose da comprare. E' diventata talmente una mania, che certe volte entro nel panico se non ricordo qualcosa. Lo so, dovrei smetterla, ma vi assicuro che nonostante tutto la mia mente è ben allenata!

In ogni caso ho segnato alcuni dei punti fondamentali del prossimo mese di vacanze: purtroppo niente viaggi lunghi quest'anno, ma solo fine settimana e gite fuori porta (spero). Ho però intenzione di fare tante cose e soprattutto recuperare la tintarella degli anni precedenti, visto che per lavoro la mattina sono in ufficio (mi diverto tantissimo, per carità, ma la nostalgia del sole è davvero forte!).

E voi? Qual è la vostra mania più assurda? E cosa c'è nella vostra lista di cose da fare?

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lunedì 12 luglio 2010

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sabato 10 luglio 2010

Stay tuned

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giovedì 8 luglio 2010

Last night I saw: Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto



INDAGINE SU UN CITTADINO AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO
Un film di Elio Petri
con Gian Maria Volontè, Florinda Bolkan, Orazio Orlando, Gianni Santuccio
Poliziesco, Italia 1970

Tu puoi essere marchesista, anarchico, situazionista, Mao, Limpiao, tu puoi leggere il Libretto Rosso, ma tu puoi fare tutto quello che vuoi! Tu non sei un cavallo! Tu sei un cittadino democratico...e io ti devo rispettare...ma i botti terroristici, le intimidazioni, le bombe: che minchia centrano con la democrazia???!!!



Sarei contenta di parlarne con chi l'ha visto, quindi non esitate a commentare; quanto a me sono totalmente affascinata dalla figura di Gian Maria Volontè! Ora però mi conviene tornare a studiare (siamo in tema, visto che si tratta di Semiologia del Cinema e degli Audiovisivi), perchè non credo che il prof. si accontenterà di Toy Story3!

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mercoledì 7 luglio 2010

Sweet memories

Conservo queste foto gelosamente da più di una settimana, non sono miei scatti, ma di un ragazzo che stringe da poco tra le mani una reflex e si diverte a imparare a utilizzarla. Presto mi auguro di poter fare anch'io la stessa cosa.

Venerdì 25 giugno, Lido Massawa. In qualità di redattori di Controstile abbiamo partecipato ad una bella iniziativa organizzata da una scuola di Barletta, una sfilata per la precisione, e quelle che sembravano solo colleghe (il sospetto che si nascondesse un legame più profondo c'è sempre stato) si sono rivelate ottime amiche e divertentissime compagne di una serata decisamente alcolica. Negli ultimi tempi le cose per me non sono andate proprio alla grande, tuttavia quella sera quel velo di malinconia da troppo tempo fermo sul mio viso, non è sceso nemmeno per un attimo. La prova evidente è il sorriso, a volte anche stupido, stampato sulle mie labbra.

Ho deciso di modificare le foto per ricreare un effetto vintage, come vecchie polaroid da sfogliare e sorridere ripensando a dolci ricordi.



Perchè postarle adesso? Oltre a ricordare dei bei momenti, vorrei che fungessero da promemoria per la prossima serata. A quando la prossima ragazze?

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La sindrome di Ken tra i migliori post della giornata su Paperblog

Quando ieri sera pubblicavo il fatidico post su Barbie e consorte, quasi ridevo da sola ricordando tutte le volte che ho pianto per una bambola o per un Ken che mi aveva sedotto e abbandonato, quindi potete immaginare il mio piacere nel condividere con voi quei pensieri semiseri, discutibilissimi, per carità, ma di sicuro conosciuti ai più.

Stamattina ho discusso della cosa con i miei colleghi di lavoro e tra quanti le Barbie non le hanno mai sfiorate e chi invece come me ci ha giocato eccome, ho potuto ricordare un'altra variante del Ken, che effettivamente mi era sfuggita, ma molto in voga a quel tempo: Action Man. Prototipo maschile ben diverso dallo sbarbatello piacione che tutti conosciamo, più rude, più uomo, insomma più action. C'è chi, come la mia amica Pamela, sostituiva volentieri il Ken inflazionato con Action Man. A distanza di anni posso ammettere che se intendeva abbastanza per essere una bambina!

Il tutto per dirvi che poco fa mi è arrivata una mail dove mi veniva segnalato il mio articolo nella homepage di Paperblog come uno dei migliori della giornata! "Caspita!" mi son detta e condivido volentieri con voi questa lieta notizia.


Qui
il mio articolo, che potete votare, commentare e condividere dappertutto.


Dimenticavo, ma credo che l'abbiate capito: lo spezzone del video del post come di quest'ultimo è tratto da "Toy Story 3", nelle sale cinematografiche italiane a partire da oggi. Inutile dire che appena avrò un pò di tempo correrò a vederlo.

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Akuel Skyn, il sesso come dovresti sentirlo



Immaginate di chiamarvi Willy o Gina in base ai casi e che dopo una giornata alquanto strassante, non abbiate voglia di nulla, se non di una notte bollente con il vostro partner. Inizia così la corsa contro il tempo, per incontrarvi nel vostro nido d'amore e di scenario in scenario, evitando ammalianti passanti giungerete alla meta collezionando...preservativi!
Ora, tralasciando l'imbarazzo iniziale nel leggere l'inizio di questo post e soprattutto nel scriverlo, sto parlando del simpatico mini-game  di Akuel Skyn, novità assoluta nel campo dei preservativi, che grazie al Sensoprene offre la sensazione di non indossare nulla. Sappiamo bene quanto conti la prevenzione e come questa influisca sul nostro stile di vita, quindi ben vengano campagne di questo tipo che sensibilizzano e, perchè no, strappano anche un sorriso.


Per giocare online a "Mr. Skyn in Goldon City",  basta cliccare qui e pubblicare il vostro punteggio; quanto al mio, lo so, potevo fare di meglio, ma la fretta, si sa, gioca brutti scherzi. E non finisce qui: commentando questo post e lasciando la vostra email nel testo del commento infatti, potreste anche voi vincere i gadget firmati Akuel Skyn. Quindi spogliatevi della timidezza e datevi da fare! Fantastici premi vi aspettano!
Akuel
Skyn
preservativi

Articolo sponsorizzato
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martedì 6 luglio 2010

La sindrome di Ken, ovvero quando l'uomo è un super accessorio della donna


Mi sono imbattuta in questo video per caso, tra un aggiornamento e l'altro sulla bacheca di Facebook e mentre lo guardavo, oltre che ridere ininterrottamente per tutta la sua durata, ho riflettuto su come gli stereotipi scaturiti dai giochi dell' infanzia ce li portiamo dietro per tutta una vita. Mi fa paura ammetterlo, ma gran parte dei luoghi comuni tipici di un rapporto amoroso ci vengono inculcati sin da piccoli, e proprio durante le ore spensierate dei giochi, vien fuori quello che sarà il nostro carattere da grandi. Generalizzazioni di sicuro, ma inutile negare che qualcosa di vero c'è.

Le osservazioni da me partorite a tal riguardo si soffermano su due questioni in particolare:
a) i luoghi comuni della nostra infanzia in rosa fatta di Barbie e fidanzati di plastica;
b) i rapporti uomo-donna a seguito della nostra infanzia in rosa fatta di Barbie e fidanzati in plastica.
A mio avviso, nella maggior parte dei casi i due punti vanno di pari passo. Tutte noi giovani donzelle del nuovo millennio, per quanto emancipate e indipendenti, sogniamo un abito bianco o quanto meno un bel principe azzurro che ci ami alla follia e, perchè no, ci regali un anello luccicante o un paio di Louboutin (possiamo discutere sulla marca e il modello, ma più o meno siamo lì). E per quelle più evolute basta solo un uomo. I nostri guai iniziano con gli innumerevoli accessori rosa che possediamo sin da piccole, i regali di Natale infantili che ogni anno consistevano in cucine, suppellettili in plastica, aspirapolveri e passeggini e soprattutto con la nostra prima Barbie.


Chi non ha mai avuto una Barbie? E l'allegra compagnia al seguito? Ricordo che dopo aver collezionato un numero consistente di bambole in plastica e dalla chioma fluente, che una in fila all'altra facevano bella mostra di sè e delle loro specialità sulla mia mensola (una era snodata, l'altra era una diva, l'altra ancora era una baby-sitter spogliarellista di notte), non abbastanza soddisfatta decisi di allargare la famiglia ad un solo Ken e a Shelly con tutti i suoi allegri amici. Tralasciando la piccola e innocua sorellina biondo platino, voglio essere sincera con voi e parlarvi della reputazione che ho di Ken. Quanto a voi uomini, avete tutta la mia stima!


Sarà capitato a tutte di essere Barbie per un giorno e tutte prima o poi sono diventate un pò stronzette e dispettose; già vi immagino mentre usavate i vostri potenti poteri di persuasione nei confronti di soggetti deboli (sorelline, fratelli minori o maggiori, amichetti), umiliandoli e costringendoli a prendere parte al vostro perfetto siparietto dove per loro c'era posto solo nei panni di Ken.

Ora, Ken era un belloccio palestrato, tendenzialmente sprovvisto di caratteri sessuali evidenti; il suo compito era quello di accompagnare una o più Barbie nei loro estenuanti giri di shopping sfrenato, scarrozzarle in una coupé rossa fiammante ed esaudire ogni loro più piccolo desiderio, ovviamente anche sposarle e avere dei bambini (come facevano non so, visto che, ripeto, erano asessuati, ma si sa, noi bimbi dell'altro secolo eravamo felici con poco e le nostre bambole con noi). Pena pianti, scenate isteriche delle bimbe di turno e sculacciata finale dalla mamma. Il tutto con uno sfavillante e indelebile sorriso a tutto denti.

Cerco di mettermi nei panni del malcapitato di turno che, nella migliore delle ipotesi era costretto a muovere il suo bambolotto meccanicamente e a ripetere frasi senza senso che solo qualche anno dopo l'avrebbero fatto vergognare di se stesso; tutto quello che a un bimbo era chiesto di fare era assecondare il volere della sorella o amica assatanata e guai distrarsi o pensare di cambiare gioco. Al poveretto era al massimo concesso di improvvisare incidenti d'auto o contendersi la fidanzata con un Ken più palestrato o dalla barba più colta (solo io avevo "Ken barba magica"? Vi prego ditemi di no!)


Non sono poi mai riuscita a spiegarmi come per un solo Ken ci fossero almeno 5 Barbie, pronte a contenderselo e spupazzarselo a dovere, un vero mistero! Ovviamente era d'obbligo cercare in tutti i modi di fregarlo alla migliore amica. Sì, perchè noi bambine eravamo perfide già a quell'età e per nessun motivo al mondo avremmo rinunciato a coronare il nostro sogno: una casa stratosferica, un camper superaccessoriato, un guardaroba da sogno e un Ken tutto per noi in un Barbie World in cui la materia prima scarseggiava. Nascono così le prime liti tra donne, finite a volte anche con la rottura di un'amicizia e segni indelebili di violenza sul corpo della malcapitata di turno.

Mi vergogno e al tempo stesso sorrido confessando e scrivendo che ai tempi ero la ragazzina sfigata che puntualmente si faceva fregare il Ken dall'amica più disinibita e belloccia, non che nella vita reale qualche anno dopo sarebbe andata meglio. E' che in realtà, pur nutrendo molta fiducia nel genere maschile, alcuni uomini non hanno abbastanza cervello o quanto meno sanno nasconderlo bene, e al timido sorriso di una ragazzina acqua e sapone preferiscono la disinibizione più sfacciata e ad un set articolato di frasi composte e pensieri sensati e intelligenti, si accontentano di una coppia di tette abbondanti o siliconate nel caso di Barbie.

Il mio carattere si è formato nei giorni caldi d'estate, quando io e la mia migliore amica dell'epoca preferivamo giocare sulle scale del pianerottolo di casa e, non che mi piacesse, ogni volta ero la cornuta della situazione, quella che si faceva sfilare l'uomo da sotto il naso, sedotto dall'amica bastarda. In seguito ho sempre cercato di lottare contro queste ingiustizie, evitando di bruciare le tappe e mostrando il mio carattere piuttosto che qualche centimetro di pelle in più, forse anche per questo col passare degli anni, dopo ripetute esperienze spiacevoli adolescenziali, ho incontrato l'uomo che sarebbe riuscito a darmi filo da torcere e di cui tutto si può dire eccetto che è uno zerbino.
Sì perchè, qui lo dico e lo confermo,  come esiste la donna-oca, a onor del vero esiste anche l'uomo-zerbino. Brutte razze, per carità, ma non affatto leggende metropolitane. Seppure sia difficile tracciare l'evoluzione delle due specie, così come al momento mi appare difficile fare un'analisi dell'andamento e dei picchi di zerbinaggio e quaquaraquaggio, di sicuro c'è che esistono.

Aldilà di ogni parere su questo argomento, lascio trarre a voi le conclusioni; sì lo so che aspettavate le mie, ma credo che siano comunque evidenti, anche se il mio scopo era solo quello di farvi sorridere come io ho sorriso osservando quel video. Partendo però dal presupposto che entrambi i casi, per quanto esasperati sono curabili, non posso fare a meno di notare come intorno a noi siano decisamente aumentati in termini di esemplari; inutile dire che provo una profonda pena soprattutto per la salute mentale e fisica degli uomini super-accessori della donna-barbie. 

Casi umani stereotipati e utilizzati soprattutto per strapparci qualche sorriso? Esasperazione da parte mia dei tratti e relative scuse pretese nei confronti di questi soggetti? Li noto e non posso farci nulla, se non sospirare e attendere tempi migliori, sperando che l'evoluzione non metta i bastoni fra le ruote!

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Niente cheesecake, in compenso cupcake!

Alla fine ho dovuto abbandonare l'idea del cheesecake. Niente dolce questo fine settimana, spero solo di rifarmi il prossimo week-end. Speravo di postarvi la ricetta qualora il dolce mi fosse riuscito e siccome mi presento dopo qualche giorno a mani vuote, ho di scusarmi riproponendovi qualcosa che a suo tempo fu una vera delizia e di cui vado molto fiera.


L'anno scorso infatti ho preparato per la prima volta i cupcake. Chi mi segue da tempo sa che all'epoca fu un grande evento, perchè oltre ad essere buonissimi erano anche belli da vedere, una rarità per quanto sono pasticciona! Vale quindi la pena di proporre la ricetta ai nuovi lettori di questo blog

CUPCAKE  ALLA CREMA DI BURRO


Ingredienti per l'impasto:
  • 125 grammi di burro ammorbidito
  • 125 grammi di zucchero
  • 3 uova
  • 100 grammi di farina
  • 25 grammi di cacao amaro
  • 1 cucchiaino e mezzo di lievito
 Ingradienti per la crema rosa:
  • 125 grammi di burro
  • 250 grammi di zucchero a velo
  • 1 fialetta di aroma alla vaniglia
  • latte q.b
  • colorante per alimenti rosso
  • decorazioni in zucchero per il tocco finale
 pirottini in carta, sac à poche, teglia per muffin

In una scodella unite lo zucchero alla farina e al cacao, aggiungete il burro ammorbidito, le uova e
il lievito e mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo. Versate l'impasto negli appositi stampini coperti dai pirottini e infornate il tutto a 190° per circa 15 minuti (Attenzione: credo che il tempo dipenda soprattutto dal forno; il mio, per esempio, per cuocerli ha impiegato più tempo, quindi vi consiglierei di controllare spesso e fare la prova dello stecchino).

Mentre i dolcetti si cuocciono in forno, preparate la crema al burro. Unite, poco alla volta, lo zucchero a velo al burro ammorbidito, lavorando l’impasto con cura. Aggiungete l’aroma alla vaniglia e il latte, quanto basta per ammorbidire leggermente il composto. A questo punto dovete colorare la crema. Potete farlo a vostro piacimento, io però in questo caso ho usato il colore rosa. Per ottenere quella gradazione vi servirà qualche goccia di rosso versato sull'impasto e qualche goccia di acqua.

Una volta sfornati i vostri cupcake, passate alla decorazione. Munitevi di sac à poche e sbizzarritevi ad abbellire i vostri gustosissimi dolcetti. Per il tocco finale usate piccole decorazioni in zucchero. Il risultato sarà delizioso…per il palato ma anche per gli occhi!

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sabato 3 luglio 2010

Novità in arrivo nel Very Good Trip

Continua il tour europeo delle squadre del Very Good Trip, nel frattempo i ragazzi hanno percorso già 2500 kilometri, stanno vivendo momenti indimenticabili e non mancano sfide insolite, tanta adrenalina e qualche momento difficile.

A due settimane dall'inizio della gara, la squadra inglese e quella francese hanno lasciato l’avventura lasciando posto a "Neil & Karen" (Regno Unito) e ai "Bros Brothers" (Francia), che stanno cercando di rifarsi del tempo perduto; tra le altre novità anche la nuova Coupé Roadster Renault Wind, che i candidati hanno avuto il privilegio di guidare in esclusiva.

Tra le prove che i ragazzi hanno dovuto superare, molte erano estreme, come il salto con l’elastico dal ponte più alto d’Europa o l’hydrospeed. Altri hanno spiccato il volo con il deltaplano o la mongolfiera, inoltre tutti hanno avuto qualche momento imbarazzante, come distribuire gelati in cambio di baci, diventare taxisti per qualche ora, spalmare della crema solare su degli sconosciuti o infilarsi nel letto con una coppia per 30 minuti.


Ogni venerdì inoltre le squadre devono superare il rituale: devono riunire un certo numero di persone intorno all’auto ed organizzare un salto collettivo. La seconda settimana il rituale ha avuto luogo alle 7 di mattina, ed è stata dura per i nostri eroi rendere partecipi del gioco le persone che si stavano recando al lavoro!

Vi consiglio di seguire le loro peripezie giorno dopo giorno. Farlo è molto semplice: basta visitare il sito e scegliere la vostra squadra preferita, seguendola su  Facebook, Twitter e FlickR. Tutti i lunedì inoltre, vengono messi online i momenti salienti delle squadre. Il 12 luglio invece sarà online l’ultima trasmissione del Very Good Trip con la “Consegna delle chiavi”, durante la quale verrà proclamata la squadra vincitrice.

Avete tempo fino alle 18.00 del 9 luglio per votare il vostro team preferito!

Questi il video dell'ultima cronaca giornaliera per squadra.



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venerdì 2 luglio 2010

Ho deciso: nel week end Cheesecake!

Oggi terrò la dose di pensieri e riflessioni per me, più per il poco tempo a disposizione che per altro. Anche perchè la giornata è trascorsa tranquilla (almeno fino ad ora) e nei prossimi giorni ho solo voglia di rilassarmi (e studiare).



D'accordo, oltre a rilassarmi e studiare, proverò a riprodurre anche questa minidelizia in versione maxi: mi cimento con la famosa cheesecake americana e che qualcuno me la mandi buona, in modo da evitare casini di qualsiasi tipo! Vi terrò aggiornati...

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giovedì 1 luglio 2010

"...Dolce vita che te ne vai sul Lungotevere in festa, concerto di viole e mondanità, profumo tuo di vacanze romane "

In un rarissimo caso di zapping frenetico (non accade spesso, solo in casi disperati, vedi "non ho nulla da fare, ma proprio nulla" o "sono sola come un cane"), tra tutte le schifezze che la nostra bella tv italiana riesce a propinarci (vedi "Miss Italia nel mondo" che nel doposerata è riuscito a strapparmi grasse risate), ho beccato una chicca sulla terza rete nazionale, il che è davvero una fortuna sfacciata, considerando i tempi che corrono e che l'alternativa sarebbe stata continuare a rigirarsi i pollici perchè del pc non ne potevo più.


Ora, ammazzatemi pure, ma io "Vacanze Romane" non l'avevo mai visto; Audrey Hepburn andrà pure di moda, ma ho sempre evitato di venerarla ossessivamente visto che di questi tempi sembra solo un buffo luogo comune. Ho amato "Colazione da Tiffany", questo è vero, ma sfido qualunque ragazza a non immedesimarsi in quello scricciolo di donna talmente elegante da far sembrare le paturnie la cosa più bella che esista! E che dire di Gatto!

Dicevo, Vacanze Romane non l'ho mai visto e ammetto che quando il film è terminato sono rimasta davvero male, chissà cosa immaginavo. Ma l'essenziale, ciò che sul serio ha rapito il mio cuore, è stato l'insieme dei particolari , delle piccolezze che mi hanno fatto riflettere e hanno aperto tanti cassettini nella mia mente. Innanzitutto l'eleganza e la leggerezza che solo i vecchi film in bianco e nero sanno darti e nonostante siano passati più di 50 anni, sono riuscita a immedesimarmi alla perfezione nei panni della principessa Anna, non so, sarà forse colpa anche di questo strano periodo della mia vita. Lo stress e la noia della solita routine, la costrizione di adempiere ai propri doveri, quando in realtà si vorrebbe evadere ed esplorare nuovi posti, la voglia di scappare e mollare tutto, le solite cose, almeno per un pò, tanto scrupolosa come sono alla fine so che tornerei. La gentilezza dei modi, sempre e comunque e l'attenzione ai particolari. La voglia di stupire, magari con un taglio di capelli diverso e la passione per il fare progetti e rispettarli, conoscere una nuova città ed esplorarla da cima a fondo, esagerare un pò, ma alla fine essere sempre se stessi.


Per un attimo ho sognato di tornare indietro di 50 anni e vivere la Roma di quei tempi: indossare lunghe gonne a ruota e girovagare per il mercato rionale, magari un venditore gentile ti regala anche un fiore; sorseggiare coppe di champagne seduta a un tavolino sul passeggio pomeridiano, fare lunghi giri in vespa e poi la sera andare a ballare su un battello illuminato. E soprattutto avere accanto un uomo d'altri tempi alla Gregory Peck, magari anche un pò brusco, ma con un cuore dolcissimo. Bentornato romanticismo! Che fine avevi fatto?

"E a mezzanotte, me ne tornerò,
simile a Cenerentola, là da dove sono evasa."
"E sarà la fine di una bella favola"

A proposito di anni '50, non posso non ricordarvi la bellissima collezione Louis Vuitton per il prossimo inverno. Cliccate qui per le altre foto, video e particolari della collezione.

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Sono tornata, almeno per ora


Mi dicono che ho un brutto carattere e che spesso non mi accorgo dei guai che combino. Mi dicono anche che abuso della tecnologia, che ne sono dipendente e che spesso senza accorgermene tendo a far trasparire tanto, fin troppo, i miei stati d’animo, anche con gente che non è tenuta a sapere. Io invece credo che il problema sia alla base, e che le situazioni che mi spingono a parlare non dovrebbero proprio accadere; sarò pure schiava del nostro tempo, ma potrò decidere come gestire i miei stati d'animo!? Nomi non ne ho mai fatti, se gli altri capiscono, vuol dire che anche loro conoscono l'andazzo di certa gente! 

Senza troppi giri di parole ho deciso ancora una volta di mettere nero su bianco i miei sentimenti, la vera me, quella che per troppo tempo è rimasta nascosta dietro le finte scuse del poco tempo a disposizione, dietro a un perbenismo decisamente falso e alla convinzione che fossero ben altri i problemi importanti. Ma ciò che è importante lo decidiamo noi ed io per troppo tempo ho inseguito falsi e stupidi modelli che non mi hanno portato a nulla, se non a gettare il mio ego nel panico e a convincermi che non ce la potrò mai fare, che non sono abbastanza all’altezza del mondo che mi circonda.

Credo però che ognuno di noi abbia i suoi tempi, che prima o poi le cose accadono per tutti e sono anche fermamente convinta che a volte arrivano treni da prendere al volo, che ti portano in stazioni mai sperate e prima di arrivare a destinazione ti mostrano luoghi sconosciuti eppure bellissimi. Credo anche che in meno di mezzo paragrafo ho scritto un mucchio di banalità, ma proprio non mi va di fermarmi, soprattutto ora che sembro un fiume in piena e non mi sentivo così da troppo, tanto tempo.

In questo periodo lascio che la vita mi scorra tra le dita, a volte lenta e calda come la sabbia in estate, altre volte violenta e così veloce che quasi mi sfugge e nessuno sa quanto sia davvero pericoloso non restare al passo coi tempi e lasciare che stupide paure facciano crollare muri di convinzioni accumulate per anni, giuste, fondate, soprattutto quando tutti ti vedono in un determinato modo e solo tu sei così cieca da non renderti conto che per gli altri sei speciale, vali davvero qualcosa e sono convinti che hai le carte giuste per mostrarlo al mondo intero.

Solo che tu ti senti sola, incompresa e a volte, la maggior parte delle volte, giochi a fare la vittima; piangi e scalpiti come una bambina che fa i capricci e non ti accorgi che in questo modo fai male solo a te stessa e alle persone che nonostante tutto sono lì, ti amano e vorrebbero che anche tu riuscissi ad amarti e a capire che sei bella, molto più dentro di quanto tu lo sia fuori.

E di questi tempi davvero non è poco. Avere delle persone che ti amano dico. Nonostante negli ultimi tempi tu abbia fatto pulizia di amicizie  inutili e abbia aperto gli occhi, sai che puoi ancora contare su un numero di persone sufficiente a riempire tutte le dita non di una, ma addirittura due mani. E questa non la reputi fortuna? Che ti importa se quella stronza ti ha fatto soffrire? O se quell’altra nemmeno ti saluta per strada? In nome di cosa continui a disperarti? Forse perché avete passato tanto tempo insieme e bei momenti? Stronzate! Sono i fatti che contano, non i ricordi, e i fatti dicono chiaramente che loro non ci sono più, non ci sono mai state quando ne avevi bisogno. Hanno addirittura riso delle tue difficoltà, fregiandosi di esserti superiori solo stupidi pezzi di carta che tu ancora non hai!

Dovresti insegnar loro qualcosa, la dignità per esempio e l’essere fieri di se stessi. Dovresti ricordar loro che essere soli, nonostante si è circondati di bei titoli, non serve a nulla. Dovresti ricordar loro che a tuo avviso è meglio avere qualche centinaio di euro in meno in tasca, ma più amore e umiltà nel cuore, perché non è vero che solo i soldi fanno la felicità e se davvero la pensassimo tutti così saremmo davvero fottuti.

Dovresti anche smetterla di farti seghe mentali per chi davvero non ti merita, girare pagina e non dar loro la soddisfazione di sapere che le hai strappate violentemente dal tuo cuore e dalla tua vita, nonostante tu l’abbia fatto sul serio. Dovresti crescere, lo sai, e sai che la prova più grande che tu possa sostenere è il silenzio, ma sai anche che queste dita e la tastiera sotto di loro sono la tua arma più potente, fremono e proprio non riescono a stare ferme, sai che con questa testa che sempre più somiglia a una caldaia fumante, sai essere dolce e stronza al tempo stesso, sei capace di grandi cose e sai far male, tanto male. E sai anche che forse, dovresti smetterla di scrivere tutte queste stronzate e pensare ad usare la penna per farti conoscere e far apprezzare il tuo lavoro.

Ma sei ancora qui, otto paragrafi dopo il cursore lampeggiante su una pagina ancora vergine e questo di sicuro è una grande cosa, perché non capita tutti i giorni di essere così logorroica e benedici questo momento, nonostante l’afa appena arrivata e la gente, ma quanta gente c’è qui in casa?

Adesso il cursore è di nuovo lampeggiante, prendi fiato e ti concedi una pausa, rifletti e ti riprometti solo di essere più costante e di smetterla di usare questo blog solo per sfoghi momentanei. Dovresti scrivere di più, sai che ti farebbe bene. E al diavolo tutti i problemi, le stronzate e i falsi amici! Al diavolo la paura di non farcela, che tanto c’è chi ne approfitta e ti sorpassa. Al diavolo l’insicurezza e la timidezza, che non ti permette di essere un po’ più sfacciata e di aprire tante porte che con le buone proprio non si spalancano e ci vorrebbe un bel calcio per far venire giù la serratura.

Oggi sono cattiva, in realtà lo sono già da un po’, ma sento che questo sentimento forse non è poi tanto negativo: potrei usarlo per ripulirmi e cominciare finalmente a credere in me stessa. Potrei usarlo per capire bene dove e cosa colpire e smetterla di sprecare energie su cose inutili...

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