E domani? Un'altra giornata intensa. Spero solo di riuscire nell'impresa e strappare una vittoria (compresa tra il 18 e il 30, a questo punto non fa differenza...).
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Cinque ragazzi in quella fascia d’età che precede il quarto di secolo. Nella vita di tutti i giorni studenti universitari, adorano divertirsi in compagnia, ma a differenza dei loro compagni hanno già all’attivo un album musicale e numerosi concerti a fianco di note band internazionali. Gli About Wayne nascono a Roma nell’aprile del 2008 dall’incontro di Giampaolo Speziale (voce), Daniele Giuili (chitarra), Jacopo Antonini (chitarra), Giovanni De Sanctis (basso) e Francesco Maras (batteria). E quella che sembrava essere una semplice passione da condividere in un garage in nome dell’amore per la musica, in poco tempo si trasforma in un importante successo e un accurato studio di sonorità lontane dai soliti clichè tipicamente italiani.
Un rock coinvolgente ed energico, per certi versi alternativo (almeno rispetto alle solite band nostrane e per la loro volontà di cantare esclusivamente in inglese) e ispirato alle grandi formazioni d’oltremare, come i 30 Seconds To Mars, i Panic! At The Disco e i My Chemical Romance. I testi invece esprimono un disagio e un senso di rivalsa tipico della loro, la nostra generazione, disposta a tutto pur di cambiare le cose che non funzionano.
Da cover band a gruppo con un proprio stile ben preciso, gli About Wayne iniziano così a suonare live in tutta Italia, partecipano a numerosi contest, vincono premi e salgono sul palco dell’Heineken Jammin Festival, lo stesso che lo scorso anno ha visto protagonisti anche Ben Harper e i Pearl Jam. Poi finalmente il loro disco d’esordio: "Rushism" esce ad aprile, composto da 10 tracce, tra le quali anche un bellissimo arrangiamento della cover dei Beatles “Eleanor Rigby”.
La volontà di intervistarli nasce dal desiderio di scoprire come cinque coetanei ce l’abbiano fatta in un periodo non proprio facile e conoscere i progetti futuri, che sicuramente vedranno il supporto di numerosi fans, gli stessi che da tempo li incoraggiano e seguono attraverso i canali sparsi per la rete o li hanno scoperti per caso in situazioni diverse dal solito concerto (hanno infatti firmato anche la colonna sonora di Freaks, la prima web serie italiana in onda su Youtube).
Ciò che ne viene fuori è il ritratto di cinque ragazzi semplici ma con le idee ben chiare, col cuore ancora chiusi in quel box in cui instancabili condividono idee e arrangiamenti, ma già ben proiettati nel panorama della buona musica, di notevole livello, influenzata dai propri idoli e in grado di far esibire live con una grinta travolgente e tanta personalità e professionalità.
Chi sono gli About Wayne sul palco e nella vita reale?
Siamo cinque ragazzi che si divertono a mostrare alla gente la propria passione, con il sogno di diventare delle rock star affermate. Nella vita di tutti i giorni siamo persone semplici e tranquille, suoniamo tutti da tanti anni e quasi tutti lo facciamo anche per lavoro.
Come nasce il gruppo e qual è il vostro percorso musicale?
Io (Daniele Giuili) e Giampaolo (Speziale) ci siamo conosciuti nel 2006 e abbiamo iniziato a collaborare a vari progetti. Tra di noi c'era feeling, ma sentivamo che mancava qualcosa. Giovanni (De Sanctis) lo conoscevamo già e lo stimavamo come musicista. Io studiavo chitarra nella stessa scuola di musica di Jacopo (Antonini). Venivamo messi sempre in competizione e questa cosa paradossalmente ci ha permesso di legare molto. Francesco invece ce l’ha presentato Jacopo. Dopo esserci conosciuti abbiamo subito capito che avevamo un obiettivo comune, quello di scrivere musica originale e diffonderla. Quindi senza indugi ci siamo messi al lavoro.
Avete spesso dichiarato che il nome della vostra band deriva dal termine inglese “Wane” (con l’aggiunta della y), che corrisponde ad un modo un po’ retrò e letterario di definire il declino. Da quale punto di vista? Magari anche in riferimento ai nostri fatti quotidiani attuali?
Viviamo sicuramente in un periodo di declino e di recessione economica e culturale. Quanto a noi, piace parlare dei problemi quotidiani dei giovani della nostra età, con ironia però, senza vittimismi. Buttarci giù di certo non aiuterebbe nessuno. Infatti l'aggiunta della “Y” rende tutto più esotico e ottimista.
Siete saliti sul palco dell’Heineken Jammin Festival con alcuni dei più grandi del panorama musicale internazionale e nel 2010 avete anche vinto l’edizione 2010 dell’Aré Rock Festival. Che ricordo avete di quell’esperienza e del premio tutto pugliese? E' stata un’esperienza bellissima, soprattutto perché ci siamo trovati benissimo con il pubblico pugliese e in particolare con quello di Barletta. La vittoria è stata molto soddisfacente, visto che gareggiavamo con gruppi molto validi. Abbiamo un ricordo fantastico.
La scorsa primavera invece è uscito il vostro album d’esordio, “Ruscism”, risultato di anni di sperimentazioni e intenso lavoro. Cosa contiene e quanto di vostro c’è in questo album? Chi scrive i vostri testi e come nascono?
La maggior parte dei testi li scriviamo io (Daniele Giuili) e Giampaolo, ma anche Giovanni, Jacopo e Francesco hanno partecipato in maniera attiva. In questo album c'è molto di nostro, ma assolutamente non tutto. E' normale che nel primo disco ci siano ancora molte influenze. Credo che i veri About Wayne in versione integrale, si ascolteranno nei prossimi dischi, sicuramente dopo aver raggiunto la quasi totale maturità artistica.
Avete firmato un bellissimo arrangiamento della cover dei Beatles “Eleanor Rigby”. Perché proprio questo pezzo che in qualche modo ha segnato uno spartiacque per il gruppo di Liverpool? Amiamo i Beatles, li consideriamo quasi delle divinità, se non fossero fatti di carne ed ossa. Eleonor Rigby è un pezzo che ci ispirava moltissimo in ambito di riarrangiamento musicale. Ci si poteva lavorare sopra con molta libertà.
Da cosa nasce la voglia di cantare in inglese e quali sono le vostre ispirazioni?
Tutti noi ascoltiamo musica estera da quando siamo nati. Non siamo dei grandi estimatori della musica italiana. Quindi la scelta di cantare in inglese è venuta spontanea, e nulla potrà farci cambiare idea.
Che idea avete quindi del panorama musicale italiano? Davvero non vi piacerebbe collaborare con nessun nostro artista?
Non abbiamo assolutamente un’opinione favorevole del panorama musicale italiano. O meglio, ci sono un sacco di gruppi e musicisti strepitosi nel nostro Paese, che però non trovano spazio a dispetto di “cariatidi” prive di talento e creatività. Ci piacerebbe pero’ lavorare con un membro dei Verdena, un gruppo valido che a noi piace molto.
Impeccabili sul palco, ottimi brani e una particolare cura nell’arrangiamento dei pezzi e nei video. Chi cura le atmosfere e come avviene la scelta dell’ambientazione?
Tiriamo giù qualche bozza, ma sono i nostri registi di fiducia Claudio Di Biagio (youtuber di “Non aprite questo tubo”) e Matteo Bruno ( Cane Secco) a curare tutto in modo più dettagliato. Sono due grandissimi talenti e lavorare con loro è anche uno spasso.
La copertina dell’album è un incrocio dei vostri volti: quanto siete legati nella vita reale?
Siamo legatissimi, ormai quasi come una famiglia. Sono tre anni che ci frequentiamo assiduamente sia per lavoro che per svago. E questo non fa che aiutare nella riuscita del progetto.
Avete da poco firmato la colonna sonora di “Freaks”, la prima web serie tutta italiana su Youtube che ha registrato migliaia di followers e fan. Com’e’ stato collaborare con altri giovani di talento e quanto è importante credere in progetti nuovi e interessanti come questa serie ispirata ai telefilm d’oltremare?
E' stato fantastico lavorare con persone preparate, giovanissime e piene di idee. Ormai in Italia l'unica strada per affermarsi è avere delle idee vincenti e innovative e saperle sviluppare per conto proprio. Freaks è stato realizzato praticamente senza budget e ha dato tantissima visibilità a molte persone che lo meritavano.
Quanto conta per voi oggi la tecnologia e poter farsi conoscere e comunicare on-line?
E' fondamentale. Ed è anche molto divertente, visto che permette facilmente di confrontarsi con i fan.
Il 23 agosto c’è stata la Rocca Malatestiana, dove avete aperto addirittura il concerto dei Panic!At the Disco. I vostri progetti futuri? Quali sono le prossime tappe del tour?
C'è un tour autunnale in programmazione. Faremo il giro della penisola per continuare a promuovere il nostro disco. Poi subito un secondo disco. Ci chiuderemo nel nostro garage e ricominceremo a fare quello che più ci piace, scrivere.
Concludendo, che cosa ricorderete di questo periodo?
Credo che l'emozione più grande è stata il Rock In IdRhro, dove abbiamo suonato prima di uno dei nostri gruppi preferiti, i Foo Fighters e lo abbiamo fatto davanti a 5000 persone in festa. Indimenticabile!
Immortalare un tramonto, un oggetto significativo o solo scattare per il gusto di farlo, per poi scoprire inaspettate assonanze o riflettere su quelle immagini che inspiegabilmente parlano al posto tuo. Un po' il sunto della scorsa settimana, un po' il sunto di un'estate già passata, nel sole che tramonta e nella tartaruga che cede il passo all'omino di neve.
Presto arriveranno nuove sfide, nuovi progetti, nuove fatiche e, già lo so, anche qualche pianto e rimpianto. Presto arriverà di nuovo Firenze, la mia stanza, il lavoro, le mie dolci amiche coinquiline e le sere vuote e stanche, quando l'unica cosa saggia da fare è riposare e raccogliere le energie per il giorno seguente. Presto pero' arriveranno anche nuovi sorrisi e belle notizie, o almeno spero. Ma nel frattempo lasciatemi godere gli ultimi bocconi di felicità, i sorrisi delle persone che amo, le strade rumorose, piene e assolate della mia città. E il penultimo fine settimana della mia estate. Un arrivederci, è chiaro, assolutamente non un addio.
“L’adolescente più anziana del mondo” è minuta, ha il viso irresistibile, una chioma corta e argentata e indossa un paio di occhiali da vista rotondi e spessi, adora le contaminazioni di stile e ha uno spiccato senso del gusto, farebbe sbiancare la più cool delle fashion icon e porta il nome di Iris Barrel Apfel. Piccolo particolare del tutto trascurabile, ha 90 anni.
Classe 1921, nata nel Queens, a New York, la Signora Apfel è una leonessa imprigionata in un corpo da graziosa donnina, un’ imprenditrice di successo specializzata nell’interior design, risucchiata dal vortice della moda non perché ne faccia davvero parte, ma per la ricercatezza del suo stile, quello che difficilmente si apprende, perché un dono innato. Il gusto è tutta un’altra cosa, del resto si sa, cambia col tempo e ci si mette davvero poco ad acquisirlo.
Lei invece, l’ “uccello raro” dal piumaggio coloratissimo e stravagante durante la giovinezza studia storia dell’arte, viaggia molto per lavoro e nel 1948 fonda con suo marito Carl Apfel la “Old World Weavers”, azienda tessile di fama internazionale, frequentata tra gli altri da Greta Garbo, Esthée Lauder e nove presidenti americani della Casa Bianca.
Nota agli esperti del settore per i suoi accostamenti bizzarri, ama i macro gioielli, meglio se dal gusto eccentrico ed etnico, adora mescolare capi di haute couture a pezzi acquistati nei mercatini e può dirsi pioniera di tale pratica. I colori accesi e brillanti, le stampe importanti e le pellicce, completano lo stile e caratterizzano il personaggio che è riuscito inconsapevolmente (?) a creare, di tale spessore da incuriosire i grandi della moda e far decidere nel 2005 di allestire una mostra a lei dedicata presso il Metropolitan Museum of Art di New York.
Rara Avis (Rare Bird): The Irreverent Iris Apfel, questo il nome della mostra, ha portato in esposizione i suoi incredibili abiti ed accessori e ha aperto le porte per la prima volta ad un personaggio che non fa parte del fashion system, ma che col suo gusto è stato in grado di dettare legge in materia di gusto, in un paese, l’America, che nonostante la molta libertà non guarda ancora di buon occhio l’eccentricità.
Perché parlarne proprio oggi? Perché secondo Vogue Francia quest’anno Albert Masyles, da molti considerato il padre del cinema documentario, dedicherà a Iris Apfel una retrospettiva cinematografica. Si attende solo la data, per il momento ancora misteriosa. Nel frattempo divertitevi ad ascoltare i suoi racconti in questo video di qualche tempo fa.
Piccola ma doverosa premessa: adoro la maionese come pochi altri condimenti. Capperi, carciofini e funghetti sott’olio tentano sempre di rubarle il primato nei miei panini più sfiziosi, ma alla fine vince sempre lei. Con il prosciutto, con il tonno, e come salsa preferita sulle patatine fritte.
Pochi ingredienti (calorici però e da consumare con parsimonia) che si accordano perfettamente in un’emulsione ben calibrata, perfetta per preparare piatti gustosi in pochi minuti. E non parliamo solo di ricchi contorni, ma anche e soprattutto primi, secondi e…dolci. A pensarci bene infatti, olio, uova e limone sono ingredienti base della nostra cucina, uniti in un unico composto nella maionese. La sfida che quindi Calvé (e chi non la conosce!) lancia agli appassionati di cucina o semplicemente ai lettori più golosi, è quella di inventare e proporre piatti con questo sfizioso condimento.
Visitando il sito Visto che buono infatti, è possibile prendere spunto dalle tante ricette sfiziose con protagonista indiscussa la maionese e condividere la proprie con i numerosi lettori del blog. Ogni mese Calvé seleziona un blogger emergente pronto a suggerire come rendere alternativa e gustosa la propria cucina. Abbandonata ogni titubanza e con un po’ di allegria (facile restare di buonumore con le MusiRicette, un mix di atmosfera per cucinare e ricette audio per evitare pasticci tra pentole e pc), in poco tempo sarà possibile liberare la fantasia e creare piatti assolutamente deliziosi.
Dal canto mio non potevo starmene in silenzio e anche se su due piedi non sarei così brava nel creare una nuova ricetta, vorrei suggerirvi un ottimo stuzzichino gustoso e veloce da preparare, perfetto per gli aperitivi fatti in casa con gli amici. La ricetta non sarà uguale, ma è quasi del tutto ispirata alla mia ordinazione fissa in uno dei miei locali preferiti, accompagnata a un buon boccale di birra ghiacciata.
CROSTINI TONNATI
Ingredienti
q.b. di crostini di pane
maionese
tonno
capperi
pomodori ciliegino e olive per decorare
pepe nero
Preparazione
Dissalate i capperi e spezzettate il tonno finemente. Unite la maionese e frullate il tutto nel mixer fino ad ottenere un composto omogeneo. Fate dorare i crostini e conditeli con la salsa appena ottenuta. Per il tocco finale basterà tagliare un piccolo spicchio di pomodoro o di olive verdi e una spolverata di pepe nero.
E voi? Vi piace la maionese? Come la utilizzate? Divertitevi a proporre le vostre ricette sul sito Visto che buono!
Osservando questa tela potrebbe venire in mente qualsiasi cosa. Riconoscere una figura o un paesaggio, riflettere sulle influenze dell’artista o sul messaggio che ha voluto condividere e comunicare, ritrovare un particolare stato d’animo o immedesimarsi nel dipinto e nei suoi colori, sfido però chiunque a mettere in dubbio la consapevolezza dell'artista nel crearla, il talento che ha percorso la sua mano durante tutto il lavoro o a porsi domande addirittura sulla sua età.
Quattro anni. Quelli di Aelita Andre, l’età anagrafica della bambina che si cela dietro queste tele dai colori purissimi e che ha già fatto il giro del mondo con le sue opere. C’è chi l’ha paragonata addirittura a Jackson Pollock per la tecnica del dripping o del gocciolamento, chi a Salvador Dalì o a Pablo Picasso e i più potrebbero storcere il naso davanti a tanta profusione di apprezzamenti, perché la verità è che questa bimba australiana è una vera macchina da soldi, che ha già realizzato 250 tele e ha all’attivo numerose mostre ed esposizioni in tutto il mondo.
Di origini russe, la piccola Aelita nasce in Australia il 9 gennaio del 2007 da papà Michael Andre e mamma Nikka Kalashnikova, entrambi artisti. Destino scontato o no, all’età di nove mesi, ancor prima di imparare a camminare, stringeva già un pennello tra le mani, pasticciava con grandi tele sul pavimento di casa e giocava con barattoli di vernice colorata. Il paese dei balocchi per chiunque, figurarsi per un bimbo di quell’età che divertimento sporcarsi in libertà e impiastricciarsi le manine di colore! Deve però averla pensata diversamente la mamma, che guardando i risultati della piccola con stupore (e sicuramente anche con un po’di orgoglio), ha mostrato alcuni suoi dipinti (aveva appena 22 mesi) ad un curatore di mostre di Melbourne. Impressionato dal lavoro l’uomo ha subito accettato di includerli in alcune mostre senza conoscere l’età effettiva della piccola. Qualche mese dopo la famiglia visita Hong Kong, Aelita dipinge per oltre un’ora davanti ai media cinesi, vende un quadro per 24,000 dollari e tutto il resto è una scalata verso il successo, che culmina con la sua prima mostra da artista surrealista inaugurata a New York City lo scorso giugno.
The Prodigy of Color, presso l’Agora Gallery, ha ospitato 24 dei dipinti di Aelita, in vendita per un prezzo compreso tra i 4,400 e i 10,000 dollari. Nove dei suoi lavori sono già stati venduti per un totale di circa 30,000 dollari e secondo la BBC tutto ciò fa di Aelita la più giovane artista professionista mai esistita. I suoi lavori sono classificati come espressionismo astratto, le tecniche molto ricercate (negli ultimi tempi ha anche inserito nei suoi quadri oggetti tridimensionali) e il risultato un vero e proprio incanto. Tutti stenterebbero a credere che sia davvero lei l’artefice di quelle pennellate e a lasciare a bocca aperta sono soprattutto i video, che la vedono all’opera seria e concentrata come una vera professionista. Peccato (o per fortuna) che per lei è solo una passione, che vista con occhi adulti però, aldilà della tenerezza suscitata, frutta parecchio.
Personalmente credo di aver detto già la mia sugli enfants prodiges in questo articolo. Guardandola nel video pero', stupisce, sconvolge, intriga e disarma. Ci si chiede come possa una bambina della sua età avere tanta consapevolezza e senso estetico, se stia semplicemente imitando i suoi genitori, se qualcuno le suggerisca come fare o sia davvero una mente prodigio. Mi auguro solo che, se davvero è tutta farina del suo sacco, la piccola Aelita coltivi questa passione senza nessuna pressione.
Per i curiosi italiani inoltre, vale la pena fare un salto alla Biennale di Chianciano, dove, secondo il suo sito ufficiale, le opere della piccola saranno presenti dal 17 al 24 settembre 2011.
Ammettiamolo, acquistare online è pratico e divertente. Certo è un’abitudine che andrebbe dosata e ponderata, cercando di fare shopping in siti affidabili e alternandolo a quello più “reale”, ma per chi ha problemi di tempo o più semplicemente non può recarsi negli store dei brand più famosi è davvero una gran comodità. Tra gli e-commerce nati negli ultimi tempi, oggi vorrei segnalarvi Leam.com , che dal 2010 propone una vasta scelta di brand per tutti i gusti.
LEAM è un’azienda romana, sul mercato dal 1950 e specializzata in moda uomo-donna-bambino, che oggi si espande anche online, mantenendo la stessa qualità e l’attenzione dei particolari offerta negli store curati dal buyer Gianni Amati. LEAM inoltre fa parte del circuito The Best Shop, che raggruppa i migliori negozi d'Italia. Tra le proposte di Leam.com, Burberry, Gucci, Dolce&Gabbana, le nuove linee ONE E SPACE e le collezioni Stella McCartney acquistabili con i più sicuri metodi di pagamento.Visitando il sito inoltre è possibile rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità, scoprire le preview (come quelle di Gucci e Stella McCartney per esempio) e approfittare dei vantaggiosi saldi estivi fino al 50%.
Sono passate già due settimane dall'inizio delle ferie e dal mio ritorno a casa e ancora due ne ho davanti prima di ritornare a Firenze, al mio lavoro e agli ultimi, forse più lunghi, mesi della mia esperienza che volge al termine. Un'estate strana, semplice ma bella perchè fatta di piccole cose, proprio quelle che riesci ad apprezzare solo quando sei lontano dagli affetti e ti accorgi che non hai poi bisogno di chissà cosa per star bene con te stesso.
Non si tratta di disprezzare le vacanze altrui, i gruppi di amici numerosi e le giornate piene, la mia estate è stata tutt'altro quest'anno, breve, ma proprio come l'avevo immaginata. C'è stato il mare e ancora ce ne sarà, gli amici, le serate fino a tardi, il relax e poi l'amore e i colori intensi e brillanti, quelli che ti mettono il buonumore. Da oggi però si aggiungono i veri impegni, lo studio e un po' di progetti che non guastano mai. Faccio appello a tutta la mia buona volontà e nel frattempo continuo anche a fare scorta di dolcezza, nuvole rosa e soffici e sorrisi, per affrontare al meglio il prossimo autunno, che per alcuni aspetti sento già che la nostalgia colorerà un po' più grigio del solito.
Lavoro "part time" sulla concretezza e sogno a tempo pieno. Mi occupo di scrittura, pubbliche relazioni, moda, tendenze e intrattenimento. Mi divido tra la vita reale che adoro e quella parallela su Internet, fatta di sogni, blog e social network.
PER RICHIESTE E COLLABORAZIONI SCRIVI A: suami7@hotmail.it