martedì 24 gennaio 2012

Pomikaki: la borsa ironica che stupisce e non crede alle apparenze

Ironia, quella sottile arte del non prendersi troppo sul serio. Chi è in grado di afferrarla di sicuro è felice. Da questo presupposto, nasce l’idea delle borse Pomikaki, le shopper in canvas che “all’apparenza” rimandano alle celebri e griffate it-bag. Guai però a chiamarle imitazioni. Nella simbologia legata al regno vegetale, il kaki, il “cibo degli dei”, ha il significato particolare di “non credere alle apparenze”, così come questo è il messaggio delle borse che ironicamente fanno il verso ad altre più famose: se all’inizio infatti può sembrare imitazione, le borse Pomikaki rivelano un prodotto ironico, di alta qualità e curato nei minimi dettagli, perfetto per quante amano prendersi in giro con intelligenza e ottimismo e al tempo stesso strizzando l’occhio alla moda sempre più spesso poco accessibile. 



“Prendiamo seriamente tutto ciò che riguarda il prodotto nella sua sostanza ma contemporaneamente ci divertiamo a “non prenderci troppo sul serio” in fatto di moda e status symbol. In un momento così particolare come quello che stiamo vivendo, ci piacerebbe che tutte le donne guardassero con divertimento piuttosto che con invidia a quel mondo patinato (ed irraggiungibile ai più) che cerca di abbagliarle con luci intense che però, una volta spente, lasciano sul piedistallo il vuoto dell’effimero.”

Nasce così il primo modello, Ivi. Realizzata a mano con materiali ecologici, racchiude in sè le iniziali di tre parole chiave della collezione: Intelligenza, Vanità, Ironia, a loro volta legate ai pensieri di tre personaggi dal forte carisma, quali Emilie du Chatelet (“Le donne sciocche seguono la moda, le pretenziose l'esagerano; ma le donne di buon gusto vengono a patti con essa”), Marilyn Monroe (“Non sono interessata al denaro. Voglio solo essere meravigliosa!”) e Oscar Wilde (“O si è un'opera d'arte, o la si indossa!”).

Presentata per la prima volta a Firenze in occasione del Pitti Immagine 2012, la borsa Ivi è il prodotto unico della Collezione Pomikaki Primavera/Estate 2012, proposta in 10 colori brillanti in cotone naturale sbiancato. Ogni borsa è corredata di una morbida custodia, di un numero di serie timbrato nell'etichetta interna e di un piccolo foulard, garanzia di un prodotto Pomikaki originale, da annodare al manico della borsa. E’ possibile acquistare le borse Pomikaki a partire dal 7 Febbraio in più di 300 punti vendita in tutta Italia, il costo si aggira sui 70,00 euro. Per richieste e maggiori informazioni è possibile contattare l’indirizzo di posta elettronica support@social-design.it o scrivere sulla bacheca del loro canale Facebook.

8 commenti:

CRZCproject 24 gennaio 2012 11:16  

bella l'idea!!

http://www.crzcproject.com/

Anna 24 gennaio 2012 11:18  

Sì, davvero una bella idea!

Anna 24 gennaio 2012 12:03  

Di borse come queste ce ne sono ormai parecchie in circolazione, ma ho voluto parlare di Pomikaki perchè è un marchio italiano

Cristina L 24 gennaio 2012 12:17  

Sono molto belle e conoscevo anche un marchio giapponese che le faceva...ma costavano di più!! :S


http://fashionismyway.blogspot.com/

Anna 24 gennaio 2012 12:19  

Ciao Cristina, sì infatti dicevo che ci sono molti modelli simili di vari marchi, queste di Pomikaki però sono più economiche.

Anonimo,  24 gennaio 2012 23:21  

l'unica ed originale è Banana Taipei esistente dal 2010, prodotta in Taiwan e completamente ecologica; questa pomikaki (commercializzata da un piccolo gruppo italiano ma completamente fabbricata in Cina) è solo un sottoprodotto-copia non solo della borsa in sé ma addirittura della filosofia di vita degli artigiani che hanno pensato ideato e commercializzato banana Taipei che ripeto è un prodotto Taiwanese famoso in tutto il mondo.

Anna 25 gennaio 2012 09:17  

Caro anonimo, riporto la risposta che Pomikaki dà a una ragazza che muove più o meno le tue stesse critiche nella loro pagina Facebook:

"Piccola precisazione le borse in cotone stampate con tecnica fotografica esistono da moltissimo tempo, non le abbiamo di certo inventate noi (e nemmeno Banane Taipei!). Abbiamo approcciato il mercato italiano solo ora perché inizialmentela produzione era molto artigianale e non ci consentiva una distribuzione capillare. Inoltre volevamo che il marchio rispettasse una filosofia precisa e che avesse una personalità propria ben distinta. Non a caso
abbiamo già terminato anche la seconda collezione, che prevederà nuovi modelli e nuovi prodotti!
Volevamo arrivare in modo serio e professionale ad un mercato molto attento alle tendenze ed alle
novità ma che, in questo momento molto particolare, si sta giustamente concentrando anche e soprattutto sulla sostanza".

Per quanto riguarda il concetto di "imitazione", credo che non abbia senso muovere critiche di questo genere per un prodotto che "fa il verso" ad un altro. Inoltre è ormai noto il dibattito "contraffazione e imitazione" e per quanto mi riguarda se prodotti molto simili agli originali vengono tranquillamente diffusi e promossi su molti blog di moda (autorevoli o meno), non vedo perchè non dovrebbe valere la stessa cosa in questo caso.

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