martedì 3 luglio 2012

Donne allo specchio: siate belle e leggere, ma prima di tutto nel vostro cervello

Foto via Pinterest
Partiamo dai dati, che parlano chiaro: più del 50% delle donne dai 20 ai 60 anni non è soddisfatta di sé fisicamente. E se l'insoddisfazione è direttamente proporzionale all'avanzare dell'età, la lunga lista dei possibili difetti rintracciabili sul nostro corpo è molto soggettiva. C'è chi lamenta le dimensioni del naso, della bocca e degli occhi, chi scende verso il seno e lo vede troppo piccolo o al contrario troppo grande, chi vorrebbe una pelle meno grassa, meno chiara, chi addirittura vede la sua carnagione troppo scura; chi, pur avendo una chioma selvaggia di capelli ricci desidera capelli lisci come seta e chi invece dei suoi spaghetti ne ha piene le scatole e sogna una cascata di "fusilli". E poi i fianchi, i glutei, le gambe, i polpacci e i veri, unici spauracchi di tutte noi: l'aumento di peso, la cellulite, le smagliature. Se c'è una cosa davvero democratica dopo la ritenzione idrica è proprio la paura di non piacere, di non essere mai all'altezza, di invecchiare. Sfido ognuna di voi a studiare le reazioni istintive davanti a quel pezzo di vetro che ogni giorno riflette un'immagine di noi stesse diversa dalle aspettative, dai canoni estetici proposti, dai sogni di chi ci ama, ma ci vorrebbe differenti, dalla noi di qualche anno fa. Il corpo cambia e questo tutte lo sappiamo, accettarsi di buon grado è ben altra cosa e in questo caso potremmo parlarne ore senza risolvere la questione. 


La soluzione? Care amiche mie è vecchia quanto il mondo: accettarsi e amarsi incondizionatamente, non aspettando però che la bacchetta magica caschi dal cielo e ci trasformi improvvisamente in un tocco di modella. La bellezza è un investimento, non per questo dovrò svenarci, ma dovrà essere modico e duraturo nel tempo. Il vero segreto è la fiducia: in noi stesse, nei nostri mezzi, nell'autoironia che è l'unica vera arma di seduzione. Per incuriosire, stuzzicare, fare colpo, non servono necessariamente un paio di gambe chilometriche (però quelle aiutano, eccome!): basta un cervello funzionante che sappia innescare i giusti meccanismi interiori e di rapporto con gli altri. E poi la reazione a catena è assicurata: la voglia di scoprirsi ci spinge a un nuovo acquisto, di quelli che mesi prima non avremmo mai pensato, il nuovo abitino che scende morbido sul nostro corpo attira gli sguardi e il colpo d'occhio chiama il complimento. Che poi, restando in ambito di statistiche, ammettetelo, quanto vi piace sentirvi fare apprezzamenti? Bastano due fatidiche paroline pronunciate da chi non ci vede da tempo e che con fare sornione ci sussurra "Sei dimagrita?" per mandarci in visibilio! Tutto nella norma e forse lo sapevate già, ma l'effetto è lo stesso anche quando l'approvazione va sul profumo indossato, sul nuovo taglio di capelli, sul sorriso o sul colore degli occhi. 

La verità è che una carezza, il complimento giusto, un vestito che ci va a pennello, valgono molto di più di una dieta ferrea, di privazioni e lacrime. Il buonumore amiche mie è tutto, quello e la fiducia in voi stesse! Siate belle e leggere, ma prima di tutto nel vostro cervello!

4 commenti:

Hermosa 3 luglio 2012 19:33  

Splendido post. Sottoscrivo tutto. Parlo spesso di questi temi e trovo che non sia mai abbastanza:)

Anna 3 luglio 2012 19:58  

Grazie mille! :) Hai ragione, non è mai abbastanza, bisogna affrontare l'argomento ogni qual volta se ne presenti l'occasione

Luciana Franco 4 luglio 2012 02:07  

Approvo pienamente... anche nelle nostra acconciature, credo l'idea sia più valorizzare qualcosa di noi stesse, e comprendere anche cosa cerchiamo e perchè... forse una parte del lavoro è sempre interiore.. anche se può passare per un cambio radicale esterno, come quando una cara amica decise di stirare i suoi capelli ricci dopo la fine di una relazione... mi ricordo l'impresa con la mia piastra, una karmin g3 salon pro, e il risultato fu ottimo, anche dentro di lei

Anna 4 luglio 2012 09:25  

E' esattamente a questo che mi riferivo Luciana! Il cambiamento necessita sempre un lavoro interiore non indifferente.
Con l'aneddoto della tua amica mi hai fatto ricordare invece quando, poco più che adolescente, decisi di farmi il piercing al naso...sempre in vena di cambiamenti :)

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