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mercoledì 15 luglio 2015

HIV Infogame: prevenire l'HIV è un gioco (by Janssen) da ragazzi


Quanto ne sapete di HIV? Chi tra i vostri amici ne sa di più? Sensibilizzare e imparare divertendosi è possibile: lo conferma Janssen, che per affrontare il tema dell'HIV ha creato “HIV Infogame”, il primo serious game italiano sul tema. Un modo pratico e simpatico per affrontare l'argomento con semplicità e dando informazioni pratiche sull’infezione e su come prevenirla nella vita di tutti i giorni. Quelle informazioni che sempre più spesso mancano tra gli adolescenti e non vengono fornite dagli adulti o a scuola, quasi come se il virus fosse stato definitivamente debellato; invece si calcola che da quando il virus HIV è apparso nel mondo, nel 1982, sono 75 milioni le persone contagiate e 36 milioni i morti e anche se la soglia di attenzione si è abbassata, i casi di HIV positivi sono in aumento rispetto al passato negli ultimi 10 anni.

Da qui l'iniziativa dell'azienda farmaceutica Janssen, del gruppo Johnson & Johnson, realizzata nell’ambito del progetto HIVNonfermiamoci, sostenuto anche da SIMIT e ANLAIDS. L' infogame, parte con la scelta di un avatar e si svolge attraverso una serie di quiz, missioni e animazioni, alla scoperta di quali comportamenti adottare ed evitare per proteggersi dal rischio di infezione. In base al numero di risposte corrette, l'utente riceverà poi un nastro, simbolo della lotta all’AIDS, bronzo, argento e per i più bravi oro, per averne saputo di più riguardo il virus dell'HIV, su come proteggersi nei rapporti sessuali, quali sono le modalità di trasmissione, cosa fare in caso di esposizione accidentale del sangue e molto altro.

Un modo davvero intelligente per parlare ai ragazzi in modo chiaro e informare, grazie anche ai contatti messi a disposizione sul sito del gioco per trovare il centro di riferimento più vicino e numeri utili gratuiti per consigli e consulti su come prevenire l’infezione. E’ possibile giocare a HIV Infogame al link www.hivinfogame.it disponibile anche nella versione mobile e tablet e ricordate che per qualsiasi dubbio sull’HIV è disponibile il Telefono Verde AIDS e IST- 800 861 061 dal lunedì al venerdì dalle 13.00 alle 18.00 oppure il sito www.uniticontrolaids.it

E voi? Quanto ne sapete? Quale medaglia vi siete aggiudicati?

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giovedì 3 ottobre 2013

Pink is good: il nuovo progetto della Fondazione Veronesi per la ricerca e la cura del tumore al seno


Ottobre si tinge di rosa per la ricerca contro il tumore al seno. Da anni quel nastro colorato promosso dagli enti sta a significare la prevenzione e la ricerca, la solidarietà per le donne affette dalla malattia e la speranza di poter debellare definitivamente il cancro. Numerose sono le iniziative promosse ogni anno dalle associazioni più famose e tanti i grandi marchi che offrono la loro collaborazione promuovendo prodotti i cui ricavati sono devoluti alla ricerca, oggi però vorrei parlarvi di "Pink is Good", il nuovo progetto promosso dalla Fondazione Umberto Veronesi che durerà per l'intero mese e che si pone come obiettivo quello di battere definitivamente il tumore al seno.

I dati parlano chiaro: ogni anno in Italia 42.000 donne si ammalano di tumore al seno, ma grazie alla ricerca scientifica che ha compiuto passi da gigante, oltre il 90% delle donne a cui il tumore è stato diagnosticato in fase iniziale oggi guarisce. Fondamentale dunque promuovere la prevenzione e soprattutto fare informazione sul tema in modo serio e accurato, perchè il vero problema ancora oggi è la mancanza in alcuni casi di una diagnosi precoce per paura o per mancanza di informazioni. Molte donne infatti non sanno o non conoscono abbastanza, spesso si ignora che basterebbe una mammografia, definita appunto “esame salvavita", per diagnosticare al più presto il cancro, sconfiggerlo quando è ancora piccolo e avere più probabilità di guarigione, oltre ad evitare interventi invasivi e in alcuni casi "mutilanti" e quindi dannosi anche dal punto di vista psicologico. Morale della favola: d'accordo le catene virali sui social network, ma non sono affatto quelle che salvano la vita.

Paolo Veronesi, presidente della Fondazione Veronesi

Pink is Good si impegna in modo concreto a sostegno della ricerca, grazie al finanziamento di 10 borse di studio per ricercatori specializzati nel cancro alla mammella. Il progetto è reso possibile grazie a una cordata di aziende italiane che hanno dedicato un loro prodotto o servizio a Pink is Good e alla diffusione della comunicazione attraverso i principali media e social network, affinché ogni donna possa scoprire tutto ciò che serve per la prevenzione. Numerosi i brand che hanno aderito al progetto: da Blumarine a Moncler, da Rosato a Venchi, passando per 3 Italia, Groupon, Ghd Italia, Amazon, Melluso, Sony Music, Stefanel, Profumerie Douglas e Luisaviaroma.com, per citare solo i più noti.

Per sostenere la ricerca, basta visitare il sito del progetto: è inoltre possibile fare la propria donazione o scoprire i prodotti con il marchio Pink is good, informarsi sul tumore al seno e come prevenirlo e scoprire il bando per il finanziamento delle borse di studio. Cliccate, condividete e prevenite!


rif. pink is good

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