sabato 5 settembre 2009

My sister's keeper

Vorrei tanto conoscere alcuni critici cinematografici o presunti tali. Mi piacerebbe sapere quale parametro di giudizio utilizzano per classificare un film e se hanno seguito un corso specifico per essere così schizzinosi e bocciare una pellicola, quasi tutte. Di solito non leggo mai le recensioni, lo faccio per non essere influenzata e quando capita succede sempre dopo aver visto il film. Mi piace poter scegliere una pellicola solo guardando il trailer e non per sentito dire su una rivista specializzata. Mi piace poter dare un giudizio spassionato appena alzata dalla sedia e confrontarmi con chi mi accompagna. Salvo poi constatare che le mie impressioni da "sempliciotta ignorante" (non mi sento affatto così) si discostano sempre tanto dal giudizio dei grandi.

Stando ad alcuni critici La custode di mia sorella è un flop, una pellicola piena zeppa di luoghi comuni sulla malattia e sulla famiglia americana. Inutile dire che è stato bocciato anche il regista, Nick Cassavetes, per nulla simile a suo padre John. Quello che invece io ho visto è stato un film di sicuro strappalacrime e sentimentalista, ma comunicativo, pulito e piacevole da seguire.




La storia, tratta da un romanzo, è quella di una giovane ragazza affetta da quasi tutta una vita da leucemia, demoralizzata più dai sensi di colpa che dalla malattia lacerante. Per la sua famiglia, che l'ha sempre messa al primo posto, per i suoi fratelli, passati sempre in secondo piano e soprattutto per sua sorella Anna, nata addirittura in provetta per compensare alla sue carenze, per donarle sangue, globuli bianchi e qualche organo, per strappare alla sua vita qualche anno in più. La trama si svilupperà in una direzione poco scontata e tra rivendicazioni di emancipazione medica e riflessioni seppure poco appronfondite su temi forti quali l'eutanasia, regala allo spettatore emozioni forti e in fondo anche un pò di speranza. Dopo il dolore, la malattia e la tristezza, dopo tanta sofferenza, in qualche modo arriva il riscatto per tutti e la possibilità di continuare a vivere avendo fiducia nel domani.

Per me è stato un bellissimo film di apertura stagione e lo consiglio caldamente. Vale la pena osservare Cameron Diaz nel suo primo ruolo drammatico e valutarla finalmente come un'attrice completa e ormai matura, nulla a che vedere con la sua Mary dal ciuffo in su. Sorrido piacevolmente ripensando ad Abigail Breslin e a quanto sia cresciuta. E pensare che la sua collega più acclamata Dakota Fanning ha rifiutato la sua parte! Troppo impegnata nel ruolo di Vulture in New Moon? Bah...

5 commenti:

Francè 5 settembre 2009 13:43  

Aweee! Mamma mia in pochi giorni ti è tornato il sacro furore eh?:)
Devo dire che la nuova impostazione è molto più sobria e matura. Ed è proprio divertente l'header...ahah. Hai usato uno dei modelli e nn riesci ad eliminarne il titolo vero?
Di questo film avevo letto su Ciak e visto il trailer... e non mi ispirava non tanto per le critiche dei signor esperti..se fosse per loro dovrebbero chiudere i cinema. Ma la storia è davvero troppo angosciosa per un ipocondriaco come me! Quindi no grazie :)
E poi cento volte meglio la dolce Abigail che non quella odiosa di Dakota Fanning. Solo la sua interpretazione nell'ultimo harry potter mi ha fatto sorridere...ma in genere la detesto! :D

Anna Tursi 5 settembre 2009 14:16  

Eheheh, sì Francesco, è vero. Ho approfittato di alcuni chiarimenti di grafica per il restyling del mio blog. Quanto all'header non so perchè, le ho provate tutte ma non riesco ad eliminare quelle Arthemia, uff!

Angelica Scardigno 5 settembre 2009 16:33  

cmq il punto è che i critici spesso parlano anche quando non dovrebbero...il tema trattato dal film è troppo delicato per poter essere sottosposto ad un tipo qualunque di critica...

vito (grillociarlante),  5 settembre 2009 20:05  

Ciao Anna, vuoi un consiglio per diventare un critico famoso? stroncare impietosamente un film che sai piacerà al pubblico, di conseguenza osannare un film che saprai già non sarà gradito al pubblico.........
a me sembra che il metro di valutazione che hanno, salvo pochissimi casi, è questo.
Ciao buona serata, con amicizia, Vito

Anna Tursi 5 settembre 2009 20:43  

Sì, è più o meno questo il metodo. So benissimo che i luoghi comuni sono una brutta bestia, come anche questo dei critici, ma perchè allora mi capita di leggere solo brutte recensioni e pareri in stelline che non superano le due o tre?

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