martedì 28 luglio 2009

Ci vediamo ad agosto!

Questo blog chiude per ferie.
Domattina sarò già in vacanza, destinazione Barcellona.

Come sempre parto senza aspettative di nessun tipo, tranne quella di divertirmi in sua compagnia e dei miei amici. Fate i bravi durante la mia assenza e buona estate a tutti!
Scusate le poche parole, ma anche stavolta ho mille cose da fare, compresa la valigia...

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Laurea di Trilly al Copacabana

Domenica pomeriggio abbiamo festeggiato la laurea di Trilly, la prima tra
noi ragazze ad aver superato un traguardo importante.
Una festa bellissima in una location già di per sé animata e divertente,
la situazione giusta per trascorrere tutti insieme qualche ora in allegria,
tra chiacchiere, risate, musica da happy hour e fiumi di cocktails.







E' stato bello ritrovarsi tutti insieme in spiaggia, ballare a piedi nudi sulla
sabbia, rincorrersi per un gavettone e ridere come matti. Poi il sole è
tramontato, la musica si è spenta e c'è stato tempo per immortalare
qualche altro momento e un bellissimo panorama .

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giovedì 23 luglio 2009

Coming soon/ Controstile


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martedì 21 luglio 2009

Congratulations Strillo!

Negli ultimi giorni non sono stata poi così presente su questo spazio.
Del resto si sa, quando si portano avanti altri progetti contemporaneamente
bisogna fare una scelta e dare priorità alle cose più importanti. Vi parlerò
di cosa sto combinando a tempo debito; non voglio tirarmi la calzetta, mi
piace solo fare le cose per bene e al momento la situazione non è del tutto
definita. Stay tuned quindi!^^

Non potevo però restare in silenzio davanti alla soddisfazione della
settimana. Una bellissima seduta di laurea, tanta emozione e commozione
e un voto da capogiro. Dottoressa, da questo momento la tua carriera è
tutta in salita! Un augurio speciale da un'amica che ti vuole tanto bene!




(Volendo spiegare la foto: le mie espressioni sono ormai inclassificabili,
non c'è nessun bisogno di commentarle. Ero però intenta a strappare una
foglia di alloro dalla corona della neo laureata: si dice porti bene e dal
punto di vista universitario ho davvero bisogno di un pò di fortuna!)

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mercoledì 15 luglio 2009

Per avere successo bisogna capire dove passa la storia


Ho ripensato ad un articolo apparso ormai cinque anni fa sul Corriere della Sera. Uno schietto e speranzoso Francesco Alberoni lo intitolava più o meno così “Per avere successo bisogna capire dove passa la storia” e una ragazzina sognatrice in attesa della maturità lo leggeva più volte, per poi ritagliarlo e riporlo tra le sue cose più preziose.

Ci sono dei momenti decisivi nella vita in cui, scegliendo in un modo o nell'altro determiniamo, in modo irreparabile, il corso della nostra esistenza. E quasi sempre non sappiamo di farlo, non conosciamo noi stessi, non conosciamo il vasto mondo, le tendenze storiche, le forze che lo governano. E' il caso della ragazza che, in rotta con la famiglia, cercando se stessa, la sua indipendenza e la sua maturità, si innamora a diciott'anni, non ha paura di avere un figlio da sola, anzi ne è orgogliosa, lo vive come una sfida al mondo adulto e conformista. Poi si trova senza un lavoro a lottare giorno per giorno contro la miseria. O il giovane bullo che sfoga la sua volontà di potenza come sopraffazione, e che finisce nella camorra. Noi siamo il prodotto del nostro ambiente. E' incredibilmente difficile sollevarsi da soli, da una famiglia povera, da un ambiente isolato.

Ricordo la gente del ghetto nero di Watts, che non aveva i soldi per prendere il pullman con cui uscire e andare a cercare il lavoro. In alcuni campi solo un insegnamento precoce consente di arrivare al
successo, per esempio nella musica. Giuseppe Verdi, se non avesse incontrato un benefattore che, vincendo le resistenze di suo padre, lo mandasse a studiare a Milano, non ci avrebbe lasciato una riga della sua meravigliosa musica.

E' immenso il peso della famiglia, del suo sapere, delle sue relazioni sociali. E' la famiglia che ti manda nella scuola giusta, dove farai le amicizie utili, che ti inserisce nella rete di relazioni sociali in cui si fa carriera. Tutti i politici e i grandi funzionari inglesi venivano dalla scuola di Eton. In tutti i campi ci sono poi i "figli d'arte" che si avvantaggiano delle posizioni raggiunte dal padre o dalla madre: nello spettacolo, nella scienza, nella finanza. La nostra società è fatta di clan, consorterie, tribù. Se ci sei dentro la tua vita è in discesa, se sei fuori trovi strade sbarrate. Però c'è anche gente che riesce da sola e che, partendo dal basso, raggiunge i traguardi più elevati. Sono sempre persone dotate di una
straordinaria fantasia e di una volontà inflessibile. Gente che sa resistere allo scoramento e rialzarsi dopo essere caduta dieci volte. Ma deve avere anche una qualità in più: saper intuire qual è il tipo di attività più promettente in quell'epoca e qual è il suo centro propulsivo, il luogo in cui si deve andare.

Napoleone, per realizzare le sue potenzialità, non doveva restare in Corsica, ma recarsi a Parigi dove si plasmava la storia del mondo. Bisognava andare ad Atene nel V secolo, a Firenze nel '400 per imparare la pittura e la scultura, in Germania nel XIX secolo per imparare la filosofia, negli Usa nel XX secolo per fare la grande scienza. O, per il cinema, a Roma all'epoca di Antonioni, Visconti, Fellini. E, alla fine degli anni Settanta, a Milano quando con Armani, Versace e pochi altri potevi contribuire a creare la moda italiana. La capacità di capire dove si crea il nuovo, dove passa la storia o, come dice Hegel, lo "spirito del mondo", e di corrervi subito e coraggiosamente, è forse il più importante fattore di successo individuale
.”


Ricordo di aver interpretato questo articolo come un segno del destino, un incoraggiamento ad andare avanti per la mia strada, che poi qualcuno avrebbe pensato in qualche modo a me, di ceto medio, ma non abbastanza da potermi permettere l’università fuori senza l’aiuto di mamma e papà, io che nella vita avevo e ho un solo chiodo fisso e ogni giorno lotto contro chi non crede abbastanza in me e nelle mie capacità.

Quell’articolo, ritagliato accuratamente e risposto nella mia agenda, è ancora lì, a ricordarmi che ce la posso fare, quando brutti dubbi assalgono la mia mente e il mio cuore necessita di una forte dose di motivazione. Credo che sia capitato un po’ a tutti di essere demotivati, giù di tono o semplicemente stanchi, così come a tutti è capitato di pensare di non potercela fare, di essere precipitati in una realtà troppo grossa, insostenibile.

E guai a chi mi dice che non viviamo in un mondo difficile e che il futuro che attende noi giovani è semplice e roseo! Siamo in una fase di stallo e ce ne accorgiamo quando una persona più grande di noi inizia un discorso
dicendo “…certo ai miei tempi era tutto più semplice…”. Viviamo in un mondo in continua espansione eppure così piccolo, facile da raggiungere con un solo click.

Ci sembra di avere tante, fin troppe possibilità, eppure siamo maledettamente divisi tra quanti non sono disposti a lottare per i propri sogni e chi invece lo fa costantemente ma trova davanti a sé un enorme macigno. Disoccupazione, futuro incerto, qualcuno che ti sorpassa solo perché raccomandato, indecisione, confusione. Chiamatelo come volete, ma di certo il mondo là fuori non aiuta chi pecora si fa o lo è per davvero.

E quindi non mi resta che aggrapparmi alle parole di Alberoni, che pur non facendomi rientrare nella schiera dei “figli d’arte", mi incoraggia in qualche modo a pensare che ci siano tanti altri modi per emergere. La fantasia e la creatività per esempio. Il talento che scorre nel sangue e la pazienza, la stessa necessaria a costruire un castello di sabbia: sai bene che sei bravo e che in poco tempo riusciresti a tirarlo su e decorarlo alla perfezione, ma sei anche consapevole che basta un soffio di vento o un’onda più alta e in un batter d’occhio sul bagnasciuga non resterà che un cumulo di terriccio appiccicoso trascinato dall’acqua. La pazienza dunque e il coraggio di assurmersi la responsabilità delle proprie scelte, di rialzarsi dopo una battaglia persa e promettere a se stessi di vincere l’intera guerra. E poi ci vuole anche fiuto, dice Alberoni. Sapere dove si fa la storia e soprattutto con quali mezzi la si fa, fare l'inventario delle armi e saperle sfruttare al massimo.

E mi ritrovo a chiedermi se sia davvero questa la strada adatta a me, se sono abbastanza forte da reggere le sconfitte, le notte insonni e le cornette sbattute in faccia. Sono pronta a lottare contro chi mi riderà in faccia e mi darà dell’incapace? Sono pronta a sopportare che ci sarà sempre qualcuno un gradino sopra e accettarlo pur dubitando che ci sia arrivato solo con i suoi mezzi? Sono pronta a lottare per i miei sogni e le mie capacità? E in nome del giornalismo?

Ci penso ogni giorno e non ci dormo la notte, sono consapevole di ogni più piccolo risvolto negativo, so benissimo a cosa vado in contro e alle mille delusioni che insidiano il mio cammino eppure quando penso al mio futuro non riesco a vedere altro e mi sento realizzata solo se agito freneticamente le mie dita su questa tastiera.

E allora ricordo la risposta a tutte le mie domande e sorrido, e capisco che sono solo io l’artefice del mio destino, che ce la posso fare anche solo con le mie forze.

Consigli, sostegno e affetto di chi legge questo mio intervento sono però compresi e doverosi: non sarei dove sono se non ne avessi avuto bisogno e fatto tesoro.

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Blake Lively e Hayden Panettiere: mise impeccabili





Come essere eleganti e impeccabili abbinando un abito ai giusti accessori.
Ringraziando il cielo esistono ancora molte donne intelligenti (spesso con
alle spalle delle personal stylist, ma pur sempre di gran classe) e in grado
di vestirsi senza dover essere per forza volgari e di cattivo gusto.
Promosse. Ora però chi mi toglie dalla testa il desiderio di poter
indossare l'abito della Panettiere?

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lunedì 13 luglio 2009

Di tutto un pò. E non può mancare lo shopping




...e inizia una nuova settimana che si prospetta bella tosta e soprattutto,
si spera, carica di studio. Ieri pomeriggio dopo almeno un mese di astinenza
ho rivisto la spiaggia e ho preso un pò di sole, ma come dicevo ai miei amici,
sono ancora al 15% delle mie potenzialità e vorrei poter essere più costante,
e ritagliarmi degli spazi per il mare, ma il tempo è davvero tiranno e quando
sono libera proprio non mi va di andarci da sola perchè mi annoio.


In attesa della partenza, ormai quasi vicina, devo mettermi in testa che tra
i tanti conti alla rovescia c'è anche e soprattutto quello dell'esame e almeno
fino a quella data non potrò dirmi completamente in vacanza.
Semiologia del cinema, la storia dei film politico-indiziari, i registi che ne
hanno sancito il successo. Una materia bella e interessante, ma come farlo
capire alla mia testa che in questo momento non vorrebbe altro che un
pacco intero di caramelle gommose come quelle che in questo momento
stanno vendendo per la festa patronale?

Sarei davvero curiosa di sapere se anche dalle vostre parti c'è ancora
traccia di quel folklore cittadino di un tempo, se i santi protettori della
città sfilano in processione per le strade e se intorno a questo evento si
costruisce un vero e proprio business come da me, che comprende
illuminazioni, fuochi d'artificio, giostre ambulanti e bancarelle di ogni
genere. Per l'occasione poi l'intera città si riversa nelle strade del centro,
potete quindi immaginare la calca di gente e le file chilometriche per
camminare, quasi come in un museo. Molti barlettani ormai scappano da
questa allegra confusione, concedendosi magari un week end fuori città,
io invece resto fortemente ancorata alla tradizione e pretendo che il tutto
si ripeta ogni anno come in un rito, proprio come quando avevo otto anni e
saltavo di gioia pensando ai giorni della festa.

Era bello attendere con le altre cugine la sera del sabato, ammirare i
giocattoli esposti sulle bancarelle, magari desiderare un pesciolino rosso o
dello zucchero filato e sperare di salire sulla nostra giostra preferita.
E' ancora bello, dopo tanti anni, ripercorrere le strade della città con lo
stesso sorriso, solo per il gusto di ricordare i bei tempi passati, un pò meno
però, constatare che il tempo scorre, si cresce e quei piccoli particolari
tanto cari ai nostri ricordi, non sono poi così perfetti se guardati con occhi
da adulti. Proprio in questi giorni di festa infatti ci si rende conto di quanta
gente è sola, disperata, di cosa significhi lavorare sodo per portare qualche
soldo a casa, di quanta gente attende queste poche ore per svagarsi un pò
e di chi invece va in giro solo per il gusto di dar fastidio al prossimo.
Ma questa è davvero una storia che il mio lato più infantile non vuole
vedere, nè accettare.


Cambiando argomento, dichiaro ufficialmente di essere entrata nel giro
degli acquisti online, con successo, mi auguro. Ho appena concluso un
ordine che dovrebbe arrivarmi entro la settimana prossima. Questo
copricostume, che con ogni probabilità userò come vestitino a Barcellona.
Comodo, fresco e soprattutto coloratissimo, perfetto insomma.




E siccome l'appetito vien mangiando, se non le ordino tramite Internet so
già dove trovarle qui a Barletta. Le bellissime Melissa. I want them!

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sabato 11 luglio 2009

Some pictures

Mi sono ricordata di avere qualche foto in sospeso dalla scorsa settimana.
Ultimamente non stanno mancando le occasioni per ritrovarsi, tra uscite,
compleanni e imprevisti vari, non manca la voglia di stare insieme e
divertirsi anche con poco. Venerdì scorso il compleanno di Francesca:
inutile dire che è stata una piacevolissima serata.









Lunedì sera, villa del castello. Ho molti scatti ad opera di Chiara che
ricordo sorridendo. Le foto di gruppo, le pose strane e la folle idea di
immortalare tutte le teste per poi taggarle su Fb. E poi ci sono io.
A meno che non mi metta d'impegno e provi e riprovi milioni di autoscatti,
è davvero difficile che venga bene in una foto di rito. Sorriso di circostanza
ed espressioni buffe, troppo per me. Ecco perchè al contrario amo questa
foto: una delle poche degli ultimi tempi in cui mi rispecchio pienamente.
Forse è la sua presenza che distende i tratti del mio viso, e sempre lui a
rendermi un pò più dolce...

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venerdì 10 luglio 2009

It's time to leave-easyJet



Ve ne state comodamente seduti davanti al pc e credete di esservi
registrati ad un nuovo concorso, mentre sul vostro schermo scorrono le
immagini di quello che sembra un corto. E se invece in qualche modo i
protagonisti del filmato vi coinvolgessero chiamandovi addirittura al
cellulare? Quella che è una semplice ma intelligentissima operazione di
marketing, potrebbe trasformarsi anche in una simpatica trovata che al
momento coinvolgerà quanti sono sovrappensiero.

Si tratta infatti di It is time to leave, la nuova campagna pubblicitaria che
easyJet ha realizzato con gli esperti di Vanksen ,sfruttando la tecnologia
del web call-back.

Guidate dunque con i tasti del vostro cellulare il protagonista del filmato
verso l'aereoporto a lui più vicino. Ve ne sarà grato e vi regalerà qualche
momento divertente!

itistimetoleave.com

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I would like a Chloé, please

Ecco, se in questo momento avessi una cifra considerevole da spendere a
mio piacimento e nessuna spesa urgente, utile o altri desideri da realizzare,
probabilmente mi regalerei una di queste senza pensarci due volte.





La collezione f/w 2009 Chloé; c'è solo l'imbarazzo della scelta per colori,
dimensioni e modelli. In queste foto Paraty & Sally.

Oggi ho un pò il cervello resettato: ho mille pensieri per la testa e poco,
pochissimo tempo a disposizione, spero solo di riuscire a fare tutto e
soprattutto farlo bene. E mentre ieri pomeriggio ero ferma ad aspettare
per un appuntamento, ho approfittato del ritardo dell'ospite per andare
in edicola ad appropriarmi di questo.



The Black Barbie Issue è l'allegato del numero di luglio di
Vogue Italia. Una celebrazione della "forever icon" che quest'anno compie
50 anni, attraverso un bel numero di scatti degni dei migliori shoot
fotografici. Improvvisamente sono tornata bambina, quando mi divertivo
a vestire le mie Barbie e sognare di essere come loro: perfette, sorridenti
e con un guardaroba infinito di vestiti e scarpette. Frivola? Probabilmente,
ma come non esserlo sfogliando queste pagine?

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mercoledì 8 luglio 2009

Meno 21 a...

E' un'estate fiacca la mia quest'anno, calda e trascorsa di mattina tra le
mura di casa; poco mare, tanti impegni e per il momento nessuna
possibilità di poter organizzare qualcosa di divertente almeno per le
prossime due settimane. Gli esami incombono e anche se il mio senso del
dovere non è proprio alle stelle, non c'è nulla da fare, la mia dolce metà e
le mie amiche sono più responsabili di me, quindi a meno che non voglia
andare al mare da sola, mi toccherà aspettare il fine settimana per
affondare i piedini nella sabbia e sperare in un bagno decente.
Nel frattempo mi consolo con le allegre uscite serali, lo shopping
(sabato giro con le amiche nel centro commerciale di Molfetta; il bottino:
shorts corallo Pull&Bear, zeppe vertiginose e tulip dress bianco a stampe
Zara), tanti nuovi ed entusiasmanti progetti e la voglia di vacanze.

Perchè sì, quest'anno vado in vacanza per la seconda volta. Parto il 29
e starò via una settimana: destinazione Barcellona.



(Foto di MorBCN) Chi mi segue da tempo sa che ci sono già stata tre anni
fa con la mia famiglia. Un'esperienza bellissima e indimenticabile, un
viaggio assolutamente fuori dagli schermi, a partire dall'avventura on the
road, che ci ha permesso di ammirare i paesaggi che cambiavano e
scorrevano davanti ai nostri occhi. L'imbarco con l'auto a Civitavecchia,
le quindici ore di viaggio in una mini crociera e finalmente le costruzioni
della città all'orizzonte. Le foto, i ricordi, il ritorno in auto salendo la costa
fino in Francia, i bellissimi luoghi visitati e la voglia di tornare a casa il più
tardi possibile.

Barcellona è una città dinamica, colorata, assolutamente da vivere.
La movida spagnola è paragonabile alla nostra, anche se la supera di gran
lunga e considerando la marea di turisti che la investe in tutte le stagioni,
non ci si annoia mai. Bella e cosmopolita, non dorme mai, risulta caotica e
allo stesso tempo a misura d'uomo. Il mio viaggio poi all'epoca prevedeva
il pernottamento a Lloret de Mar, ho quindi potuto conoscere anche la
parte più chiassosa e folle della Costa Brava in giro di notte per le strade di
quell'angolo di mondo fatto solo di locali notturni, discoteche e luoghi di
divertimento.

Quest'anno mi sentivo già abbastanza privilegiata per aver trascorso
un'intera settimana a Londra, credo quindi che Barcellona quest' estate
sia una gran bella fortuna. Partiremo in sei e condivideremo un
appartamento a pochi passi dal mercato della Boqueria e per pochi passi
intendo girare l'angolo della strada e trovarsi sulla Rambla.



Ho voglia di quelle gustosissime confezioni di macedonia di frutta fresca
che si acquistano a poco prezzo nel mercato, il più bello per varietà, colori
e profumi. Ho voglia di catturare le atmosfere e le tonalità della città e
perdermi nella notte spagnola ballando fino all'alba. Come sempre cerco
di non fare progetti di alcun tipo per evitare che vadano in frantum, ma
concedetemi un bel conto alla rovescia in attesa di quel giorno.
Oggi siamo a meno 21. Consigli e suggerimenti da parte di chi è stato in
questi ultimi tre anni sono ben accetti

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martedì 7 luglio 2009

A volte il vincitore è semplicemente un sognatore che non ha mai mollato

Tutti mi dicono che sono fin troppo buona e io ho sempre saputo che
qualcosa non quadrava in quest'affermazione. La bontà, per come la vedo
io, non sempre ripaga e guai aspettarsi solo del bene dalle persone o dalle
situazioni che ci circondano. Per mia natura però sono portata alla lealtà,
vivo dei valori che mi sono stati insegnati e mai li rinnegherei, nemmeno
per un bene maggiore, il mio. Sbagliato e folle e infatti anche stavolta a
causa dei miei scrupoli e delle mie banali illusioni non ci ho dormito la notte.


Continuavo a ripetermi che non mi sentivo soddisfatta, non ero fiera di me
e del mio lavoro, sapevo che potevo fare di meglio, dare di più, se solo mi
fossi liberata delle catene che mi stringevano i polsi e le caviglie.
Quelle catene, ho poi capito, non erano avvinghiate al mio corpo, ma nel
mio cuore, nella mia testa, immaginarie e io solo so quanti inutili scrupoli
mi son fatta!

Perchè dietro questo schermo siamo tutti belli, abbiamo una vita perfetta,
ci atteggiamo a persone già arrivate e magari nella vita vera, quella che
conta, chissà quali scheletri nell'armadio nascondondiamo, chissà quale
prezzo siamo disposti a pagare per arrivare dove vorremmo. Ma davvero
tutto ciò ci renderà felici? Non è più logico e soddisfacente credere in noi
stessi, nelle nostre forze e capacità, nel potere dei sogni?





Ieri ho avuto il piacere di scambiare qualche chiacchiera con Noemi, una
ragazza che legge il mio blog (e chissà che dopo questo post capirà che
non disturba affatto con i suoi commenti^^). Mi ha fatto riflettere con
le sue parole e mi sono emozionata nello scoprire che mi ha sempre
seguito silenziosamente, perchè si rispecchia nel mio mondo e nelle mie
parole. Dovrei badare di più a chi è disposto a darmi supporto e non a chi
cerca di farmi affondare. Dovrei essere fiera di ciò che sono grazie solo
alle mie capacità e non temere il futuro, dovrei credere più in me, quella
stessa persona che tante volte ha ricevuto sorrisi, apprezzamenti e
riconoscimenti solo per il fatto di essere se stessa.


E smetterla di aver paura del futuro, perchè, citando una frase che in
questi giorni amo particolarmente, a volte il vincitore è semplicemente
un sognatore che non ha mai mollato
...

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mercoledì 1 luglio 2009

First b*day on the beach

Oggi sono di poche, pochissime parole, non sono molto di compagnia e
sono assalita dai rimorsi di coscienza perchè non sto facendo il mio
dovere, ma tra un'ora sarò fuori di casa per una piacevole commissione,
spero di darvi al mio ritorno belle novità.







E come di rito, non è estate senza qualche compleanno da festeggiare
in spiaggia. Stavolta è toccato a Trilly; lode per il catering di tutto
rispetto e standing ovation per le enormi caramelle gommose e
colorate! Divine! (Dopo queste foto credo che sia ufficiale che non
sono affatto fotogenica
!) Voglia di giocare con i colori, inventare
nuove stramberie, ballare fino a notte fonda!

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