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lunedì 14 dicembre 2015

Proposal Generator by Vashi: stupisci con una proposta di matrimonio su misura


Ammettiamolo: le fiabe e Facebook ci hanno rovinato.

In principio c’era il principe azzurro: biondo, aitante e sul cavallo bianco, svegliava donzelle indifese con un bacio e le salvava da draghi sputacchianti e matrigne cattive sposandole. Nella vita reale invece manco l’ombra di un destriero o di un bacio salvavita! Poi è stata la volta di Facebook e così per ogni donna fortunata che condivide il racconto della sua superomantica e orginalissima proposta di matrimonio, ci sono milioni di rosicone che la invidiano o, peggio ancora, infliggono violenza psicologica ai propri fidanzati pretendendo di farsi chiedere la mano sul cucuzzolo della montagna, trovando (per caso) l’anello in un cupcake (senza strozzarsi, of course!) o nuotando tra gli squali. La situazione, lo ribadiamo, si è complicata, visto lo spuntare come funghi sui social di video ad alto tasso di zucchero creati da tizi (peraltro sempre fighi e con il viso d’angelo) che chissà mai come riescono a fare il giro del mondo per chiedere la mano della propria ragazza o hanno deciso e pianificato di sposarla sin dal primo momento che l’hanno vista. Con buona pace di chi, poverino, vorrebbe solo vivere insieme all’amata per il resto della vita, ma non sa proprio come compiere il grande passo.

Si scherza ovviamente, ma un recente sondaggio lo conferma: su un campione di 1000 uomini recentemente fidanzati, più della metà (68%) si sente sotto pressione al pensiero di escogitare una proposta stravagante all’altezza delle ultime tendenze. E’ per questo che Vashi, brand inglese di gioielleria e diamanti, ha pensato di confezionare proposte ad hoc per le altrui fidanzate e proprio a ridosso del Natale ha lanciato un simpatico microsito per suggerire ai ragazzi (ma anche alle ragazze) idee originali. Il brand ha infatti notato un picco significativo di vendite di anelli di fidanzamento proprio in questo periodo, quando le luci delle feste, il vischio e l’atmosfera romantica diventano lo sfondo perfetto per coronare un sogno.

La grafica semplice, il tono ironico e l’idea originale, incoraggiano i visitatori a considerare innanzitutto la personalità del proprio partner quando si decide di immaginare la proposta, per crearla su misura della propria metà. Viene quindi chiesto di inserire dettagli sul partner, per esempio, se è estroverso o introverso e i suoi hobby, insieme a un budget che rispetti le sue tasche (va bene l’originalità, ma evitate di svenarvi se non potete!). Per i più audaci c’è poi il tasto “Sorprendimi”, che genererà proposte random ad alto tasso di improvvisazione, dal porre la domanda sulla pagina Facebook del proprio amato, al falciare il messaggio sul prato del giardino. Basterà un clic finale e il sito proporrà un’idea su misura e se proprio non vi va bene, potrete sempre riformulare le domande ricominciando da zero.

Sempre attenta ai dettagli e proprio per questo amata da molte celebrities inglesi (come Rita Ora, Pixie Lott e Cheryl Versini Fernandez) Vashi e il suo generatore di proposte infondono così una dose extra di romanticismo anche agli uomini con i piedi per terra, un po’ noiosetti o, al contrario, “troppo” in tutto: siamo infatti portati a credere che la proposta di matrimonio debba essere sempre spettacolare, ma non a tutti piace davvero. Che siate più tipi da linguetta della lattina infilata al dito mentre guardate un film in tv o che portiate il vostro partner dall’altro capo del mondo solo per fare la fatidica domanda, ciò che conta è conservare un ricordo indimenticabile di quel momento, oltre a un divertente aneddoto da raccontare a figli e amici.

Tutto ciò che serve è quindi solo un po’ di coraggio e tanto amore. Se poi c’è anche un anello di diamanti, tanto meglio! 


Let’s face it: fairy tales and Facebook have ruined us. In the beginning there were Princes Charming: blonde, handsome and on a white horse, woke up helpless girls with a kiss and saved them from spitting dragons and evil stepmothers. In real life, however, not even the shadow of a horse or a lifesaving kiss! Then it was the turn of Facebook, and for every lucky woman sharing the story of her super romantic and original marriage proposal, there are millions of grudging envy her or, worse than this, inflict psychological violence to their boyfriend forcing them to ask their hands on a top of a mountain, finding (by accident) the ring in a cupcake (without choking, of course!) or swimming with sharks. Situation is complicated, since the sprout like mushrooms on social network of video with high rate of sugar, created by guys (which are always cool and with good boy faces) that, who knows how, go around the world to ask their girl’s hand or decided and planned to marry her since the first day they met. Poor guys who just want to live their beloved for the rest of their life but don’t know how to set the scene! 

Of course I’m joking, but a recent survey confirms this: on a sample of 1000 men recently engaged, more than a half (68%) feel under pressure to find an extravagant proposal according to last trends. For this reason Vashi (www.vashi.com), English brand of diamond jewellery, has decided to create tailor made proposals right now, and just before Christmas, launched a very nice microsite (www.vashi.com/proposalgenerator) to suggest men (and women too) original ideas. The brand has in fact noticed a significant spike in sales of engagement rings in this period, when lights, mistletoe and romantic atmosphere become the perfect background for a dream come true.

Intuitive graphic, ironic tone and the original idea, encourage visitors to consider first of all the partner’s personality. People have to answer with partner’s details, for instance, if she is extrovert or introvert and her hobbies, respecting an affordable budget (originality is fine, but please, avoid to slash your veins if you can’t!). And for the boldest ones, there is the button “Surprise me”, which generate proposals randomly, from put the question on the beloved’s Facebook wall, to mow the message on the grass in the garden. Just a final click and the website will give you a tailor made idea and if you don’t like it, you can start again.

Attentive to details and loved by English celebrities (Rita Ora, Pixie Lott e Cheryl Versini Fernandez, etc.) Vashi and its proposal generator give and extra dose of romance to grounded men, the boring ones or, conversely, “too much” in everything: we believe that wedding proposal should always be spectacular, but not everyone likes. Whether you are a pull-ring can style and slipped during a TV movie or bring your partner on the other part of the world just to ask the fatal question, what really matters is to save an unforgettable memory of that moment and to have a funny story to tell to children and friends.

All you need is just a bit of courage and lot of love. It you also have a ring, well, much better!

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lunedì 31 agosto 2015

Welcome September: sui nuovi inizi e sul nuovo lavoro


31 agosto 2015. A casa, in Puglia, i miei giurano che si schiatti di caldo, mentre qui a Londra sembra già ottobre inoltrato. Stamani l'alba mi ha sorpreso sbadigliante, con un occhio semiaperto che si abituava alla prima, flebile luce del giorno e in mente il suono martellante della pioggia che ricade sui tetti e per strada rendendo il tutto più lento e quasi senza tempo. Una colazione abbondante, qualche pagina di Porter, i miei compiti a casa in formato moda, la mia playlist jazz preferita su Spotify e l'ultimo giorno di libertà assoluta da godermi in attesa di domani, 1 settembre, che per me ha sempre avuto un significato speciale, ma quest'anno è ancora più pieno, carico e colorato. Perchè proprio domani inizierò il mio nuovo lavoro qui a Londra.

Ci ripenso spesso da quando, due settimane fa, dopo alcuni colloqui e prove, mi hanno chiamato offrendomi ufficialmente il posto e io incredula e allo stesso tempo inorgoglita ringraziavo e accettavo con il cuore che batteva forte dalla gioia; il caso ha però voluto che proprio oggi, mentre facevo ordine tra i miei appunti, pensavo alle prossime foto da caricare su Instagram e rileggevo vecchi post, mi imbattessi in uno di questi e in una frase in particolare che mi ha letteralmente spiazzato:

"Sogno di andare a vivere all’estero, ma credo che non avrò mai abbastanza coraggio per farlo."


Da quella frase sono passati tre anni. Ero certa che gli eventi si sarebbero susseguiti e che qualcosa avrei fatto, ma mai e dico mai, nemmeno nelle più fervide fantasie, avrei immaginato che non solo avrei avuto abbastanza coraggio da spostarmi dalla mia città, ma di cambiare addirittura stato, viverci in pianta stabile e soprattutto trovare, nel giro di un anno, un lavoro nel mio campo. Un' amica, congratulandosi per la notizia, mi ha scritto che non ho mollato e il tempo mi è stato riconoscente e io sono pienamente d'accordo con lei, ma aggiungo che la vera benedizione per me è stata arrendermi ai cambiamenti e salire finalmente su quell'altalena di emozioni, tra alti e bassi, che è la vita. 

Un anno di follie, sogni, pianti, incertezze e dubbi, un anno di lavori che mai avevo fatto, ma che mi hanno portato a conoscere gente splendida, un anno di sogni grandi, di amici sinceri, anche se lontani, di passioni forti, sorprese e di una città che non smetto di amare, anzi, se possibile, si fa largo nel mio cuore sempre più prepotentemente. Durante quest'anno sono stati tanti i momenti in cui mi sono lasciata andare, ho perso di vista il mio obiettivo o l'ho messo in secondo piano giustificandomi che era troppo difficile per me e che forse avevo sbagliato tutto, ma i "non ce la faccio", in fondo lo ammetto sempre, solo in pochi casi corrispondono a verità e la maggior parte delle volte sono solo scuse che inventiamo per tenere a bada noi stessi e per non affrontare le paure. Io le mie le ho vinte quasi per caso un mese fa, dopo che si era presentata un'occasione imperdibile di lavoro a Monaco di Baviera e stavo per impacchettare tutto e trasferirmi, ma in cuor mio non era quello che volevo e sapevo che allontanarmi da Londra sarebbe stato molto doloroso. E allora in un misto di follia e disperazione ho deciso finalmente, dopo un anno, di darmi una vera possibilità qui e crederci fino in fondo, ho pensato che se in molti ce l'avevano fatta, anch'io avrei potuto trovare qualcosa di davvero adatto ai miei sogni.

Tutto è nato da quel momento. Il presente è me che scrivo questo post, con un mix di emozioni simili al primo giorno di scuola, quando sei incerta su ciò che succederà, ma hai voglia di iniziare, anche solo per indossare lo zaino e usare il diario e le nuove penne colorate. Il futuro? Un nuovo lavoro come social media marketing specialist in un'azienda di servizi e prodotti e la felicità di accogliere tutte le novità che arriveranno, perchè mai come oggi mi auguro di poter dire un giorno che sì, sono felice e senza rimpianti e che sto facendo esattamente ciò che sognavo. Domani è 1 settembre, dicevamo e io sono follemente innamorata del suo significato, dei nuovi inizi e delle liste di nuovi progetti e obiettivi, ma quest'anno, in cima a una serie di appunti, ancor prima della palestra, del cambio di stagione e dei nuovi posti da vedere a Londra, ci metto tre parole: PASSIONE, IMPEGNO e PERSEVERANZA.

E che buon inizio sia, non solo per me, ma per tutti voi, non solo per le mie novità, ma anche per i vostri sogni, qualsiasi essi siano, ovunque essi siano, con un occhio di riguardo a quelli nel cassetto.


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domenica 5 luglio 2015

Giornata Mondiale del Bacio: 5 consigli per labbra da favola


Pare che a Mangaia, isola del Pacifico meridionale, gli abitanti del luogo non abbiano sentito parlare dei baci fino all'arrivo degli inglesi nel 1700. Eppure si tratta di un'usanza che possiamo rintracciare sin dall'inizio della specie umana, che, secondo molti studiosi, si è sviluppata al fine di raccogliere informazioni sui potenziali partner. Detto in modo più carino, per capire se fosse la persona giusta. Spontaneo, romantico, appassionato o semplicemente affettuoso, il bacio è uno dei gesti più naturali del mondo e peraltro fa bene al nostro organismo, visto che rilascia un cocktail di sostanze che donano benessere e felicità pari agli effetti dello yoga e della meditazione. Pensiamo inoltre che in media nella nostra vita spendiamo due settimane a baciarci (l'equivalente di più o meno 336 ore), che il bacio rafforza ben 146 muscoli, tra cui 34 facciali e 112 posturali ed è un toccasana per la salute perchè aiuta a bruciare calorie, rafforza il sistema immunitario, abbassa lo stress e la pressione sanguigna: non solo una questione di trasporto insomma, ma un vero e proprio gesto salva vita.

E così che nel 1990 la Gran Bretagna ha istituito la Giornata Mondiale del Bacio, diffusasi presto in tutto il mondo con l’obiettivo di celebrare questo magnifico modo di esprimersi universale, ricco di miti e credenze, come in India, dove si pensava che il respiro fosse una parte del proprio spirito e baciarsi equivaleva a scambiarsi le anime. E voi? Siete pronti per il 6 luglio e per un bacio a regola d'arte? Prima però 5 consigli per rendere le vostre labbra saranno a prova di bacio.



1. Sorriso tira baci - Si sa che la prima impressione è la più importante e un sorriso bianco e smagliante è sicuramente più seducente. Per ottenerlo è importante limitare il consumo di dolci e zuccheri, come anche di caffè e tè che lasciano macchie scure sullo smalto dentale. Preferite quindi del tè verde, che a differenza di quello nero, contiene una sostanza in grado di annientare i batteri del cavo orale. Mele, sedano e carote sono smacchiatori e sbiancanti naturali, così come la polpa della fragola strofinata sui denti per circa un minuto. I kiwi invece contrastano i problemi alle gengive, rinforzandole e rendendole meno sensibili all'azione dei batteri che causano problemi a livello dei denti e del cavo orale. Infine prezzemolo, salvia e menta masticate dopo i pasti aiutano a mantenere l'alito fresco.

2. Labbra sempre perfette - Freddo, stress e scarsa attenzione minacciano le nostre labbra e le rendono secche e screpolate. Potete rimediare applicando due volte a settimana uno scub allo zucchero e quotidianamente un burrocacao dalla texture ricca e corposa, meglio ancora se volumizzante, come il nuovo Lip & Cheek Tata Harper, che rimpolpa, rende le labbra setose (e le gote luminose).

3. Il rossetto giusto - Le labbra parlano e attirano l'attenzione esattamente come voi. Esaltatene la bellezza naturale con un colore intenso e irresistibile come Provocalips, il nuovo rossetto a due fasi di Rimmel in 10 seducenti tonalità che promette labbra a prova di bacio senza lasciare alcuna traccia per ore.

4. Che bacio siete? - E se amate giocare e divertirvi con i test, Dai un bacio - prova bacio è l'app che fa per voi. Baciando lo schermo valuterà il vostro bacio suggerendovi consigli divertenti e adatti a diversi tipi di baci.

5. Baciate chi volete - Ma il segreto più importante per un bacio indimenticabile resta sicuramente farlo con la persona giusta, chiudere gli occhi e gustarsi il momento!

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giovedì 30 aprile 2015

Ovunque tu sarai, il romanzo di esordio di Fioly Bocca pubblicato da Giunti


"Chi può dire quando scatta davvero l’amore, 
quando si accende quella spia luminosa che non ti permette più di concentrarti 
sulle cose che fino al giorno prima facevi con la meccanicità di un automa. 
A un certo punto niente è più degno della tua attenzione: 
mentre guidi pensi a come lui potrà mai stringere le mani sul volante, 
 ti lavi i denti e vedi i suoi occhi fissarti attraverso lo specchio, 
cucini un piatto di spaghetti e ti chiedi se preferisca il peperoncino o il pepe. 
Chissà se l’innamoramento è una scossa improvvisa, 
come uno sparo nel buio, 
o se si tratti invece di una scia che si insinua tra i pensieri e li trasforma, 
la bava di una lumaca che cammina piano, 
 lucidando appena la strada che si lascia dietro." 


Parlare d'amore non è mai facile. Il rischio di banalizzare è sempre dietro l'angolo e allora l'unica cosa sensata resta forse parlare in prima persona o se proprio non ce la si fa, far parlare terzi, ma utilizzando i propri pensieri, paure, passioni e ossessioni. Perchè in fondo tutti abbiamo bisogno di leggere l'amore, assaporarne la speranza e riviverlo sfogliando le pagine di un libro e sfido i cuori più duri ad ammettere e giurare che mai, nella loro vita, abbiano letto qualcosa di anche lontanamente sdolcinato. Che lo zucchero fa gola a tutti e anche bene.

Per quante hanno voglia di una storia romantica con l'effetto "lacrimuccia in agguato", è quindi con piacere che segnalo "Ovunque tu sarai", romanzo d'esordio della scrittrice italiana Fioly Bocca, pubblicato lo scorso 8 aprile. Intensa ed emotiva, la trama gira su due grandi interrogativi che spesso ronzano nelle nostre teste: quanto può incidere un incontro di pochi minuti su un’esistenza? E quante volte un grande dolore ci salva la vita? Lo sa bene Anita, la protagonista del romanzo, cresciuta sulle Dolomiti ma ormai da tanti anni a Torino, che quelle montagne è costretta a rifrequentarle a causa della terribile malattia di sua mamma. Ed è proprio per amore della madre che la protagonista ogni sera mette da parte le sue paure e malinconie per scriverle lunghe e-mail della buonanotte piene di gioia. Evitando di raccontarle del suo lavoro poco entusiasmante e dei problemi con il suo fidanzato, ormai distratto e distante. Il destino è però sempre dietro l'angolo e durante uno dei viaggi in treno, Anita incontra Arun, un ragazzo italo-cambogiano scrittore di libri per bambini al quale racconterà la sua tristezza. Ma chi è Arun? E perchè nonostante cerchi di tenerlo lontano qualcosa la riporta a lui?

Dopo Sara Rattaro e Simona Sparaco, Giunti lancia e punta su Fioly Bocca e sul suo evocativo e struggente romanzo. Il finale? Qualsiasi esso sia, l'amore salva sempre. Tutti. Buona lettura! 


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venerdì 27 marzo 2015

"Alta infedeltà" quando i tradimenti (e relative giustificazioni) vanno in tv


Ci sono storie d'amore che durano una vita intera e passioni in grado di sconvolgerle in un attimo. Un tradimento non è mai facile per chi lo subisce e a qualcuno potrebbe anche venir in mente di meditar vendetta. Spiattellando il fattaccio su una pagina di giornale, per esempio, o chissà in quali altri strani o assurdi modi. Ormai appurato che l'articolo di giornale scritto dall'ex marito tradito non era altro che un'abile strategia marketing, resta il fatto che traditori e portatori sani di corna vanno davvero in scena ogni sera su Real Time con "Alta infedeltà - 1000 modi di tradire". Il programma che aveva proprio fatto parlare di sè con l'ormai celebre articolo, sviluppato da Discovery Italia e dal 16 marzo in onda dal lunedì al venerdì alle 20.40, racconta e analizza i vari aspetti dell'infedeltà e i due differenti punti di vista, quello dell'amante fedifrago e del tradito. Perchè l'amore infedele sarà pure simile nel momento in cui esplode, ma le cause, le modalità e soprattutto gli effetti non sono mai prevedibili.

Curiosa di sapere se avete già visto qualche puntata di questo programma (qui da Londra alle volte mi è difficile trovare del tempo anche per la tv), cosa ne pensate e se vi siete rispecchiati in qualche situazione raccontata, vi invito inoltre a fare il test  per capire che tipo di traditrice siete. Il mio profilo? Tradirei solo per amore. E forse non ci sono andati poi così lontani...

Buzzoole

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mercoledì 22 ottobre 2014

#ScrivimiAncora: la commedia romantica con Lily Collins in uscita il 30 ottobre


Cose che mi mancano di casa: andare al cinema almeno una volta (se non due) a settimana. Poco importava se per un film drammatico, un horror o un cartone animato, meglio se a dividere le emozioni ci fossero con me una o più amiche e se il film in questione fosse una commedia romantica, perchè il bello era proprio commuoversi e scambiarsi sguardi umidi e complici. Ecco, guardando il trailer di #ScrivimiAncora ho pensato proprio a questo, alle mie amiche e alla curiosità di vedere una pellicola toccante e delicata sui sentimenti di amicizia e amore, che tanto si sa, hanno confini molto labili. Tratto dal best-seller di Cecilia Ahern, edito in Italia da BUR Rizzoli e diretto da Christian Ditter, #ScrivimiAncora è distribuito da M2 Pictures e uscirà in Italia il 30 ottobre; protagonisti la bella e talentuosa Lily Collins e Sam Claflin, che interpretano Rosie e Alex, due amici fin dall'età di 5 anni. Come ogni film romantico che si rispetti, pur essendo complici e profondamente legati, pur condividendo sogni e passioni, i due protagonisti verranno separati dal destino che farà prendere alle loro vite strade diverse, fatte di imprevisti e opportunità mancate. A legarli però una fitta corrispondenza di lettere, mail e sms, in uno scorrere inesorabile di anni che in ogni caso li legherà più che mai.



La storia racconta di due persone che provano un profondo amore l’una per l’altra, ma che sono costantemente spinte ad allontanarsi”, ha spiegato l'autrice Cecilia Ahern, che ha scritto "Scrivimi Ancora" solo pochi mesi dopo aver finito un altro suo famoso best seller, "P.S. I Love You", anch'esso adattato poi per il grande schermo e interpretato da Hilary Swank e Gerard Butler. Una storia sui dubbi della crescita dal sapore autobiografico quindi, visto che Cecilia Ahern durante la pubblicazione aveva solo 22 anni. Fresco, appassionante, attuale e dal cast giovane, #ScrivimiAncora è interpretato da due attori che sono sicura avranno molto riscontro al più presto; trovo infatti Lily Collins perfetta per questo ruolo, mentre Sam Claflin, già protagonista di "Hunger Games - La ragazza di fuoco" è stato addirittura paragonato a un giovane Hugh Grant. Tra i due inoltre, pare sia nata una sintonia tale che ha permesso sin dal primo minuto di ricreare quella magia fatta di sguardi e complicità propria dei personaggi del libro.

Non mi resta che invitarvi a guardare il trailer e a dirmi cosa ne pensate: a me vengono in mente i romanzi che amo leggere, tante parole d'amore, quelle che tutte noi vorremmo sentirci dire, sguardi complici e i lieto fine nei quali sempre confido.



 

Articolo Sponsorizzato

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lunedì 1 settembre 2014

Lunedì primo settembre: dedicato a chi ama gli inizi, gli obiettivi e voltare pagina


Lunedìprimosettembre. Leggendolo tutto d'un fiato, iniziandolo con un bel respiro, vivendolo come un nuovo inizio. Perchè le pagine bianche possono piacere o no e la lista degli obiettivi entusiasmare o far salire l'ansia, ma il mondo appartiene a chi è abbastanza coraggioso da concludere un capitolo della propria vita per iniziarne uno nuovo con speranza e determinazione. Il segreto per la buona riuscita di tutte le cose è solo quanta passione e impegno ci metti, che si tratti del massaggio per spalmare l'anticellulite o della perseveranza nell'inseguire i propri sogni e acciuffarli. E io, che amo scandirmi il tempo, organizzarmi la giornata, collezionare agende, incollare post it e fare liste, quest'anno ho deciso di mollare tutto e lasciarmi andare: alle novità, agli imprevisti, alle improvvisazioni. Perchè c'è più vita negli incontri non programmati che negli appuntamenti fissati da settimane e poi rimandati o peggio ancora cancellati, c'è più stupore nell'osservare il mare a strapiombo dopo essersi persi tra le viuzze di un centro sconosciuto che nel girare ore ed ore muniti di mappe e gps, c'è più soddisfazione nel constatare di aver perso quei chili di troppo semplicemente alzando il posteriore dalla sedia e passeggiando con le amiche che nell'appuntarsi, senza mai farlo per davvero, la prenotazione della palestra. Possibilmente prima di maggio.


Ho perso tanto di quel tempo nel cercare di far quadrare situazioni e conti e ora che Londra, in un solo mese, mi ha fatto perdere la bussola, sorrido, nonostante qui la vita non sia sempre facile. Un motivo ci sarà. Ho deciso quindi di dichiarare guerra agli obiettivi inutili e noiosi, alle giornate pianificate e al rigore, con l'augurio di avere più tempo per i piccoli piaceri della vita, la grinta e la forza per non perdere mai di vista il mio sogno e la passione sempre viva per le cose che amo. Il resto è solo questione di punti di vista: due mesi fa ho scelto di abbandonare ogni certezza per tanti, troppi punti interrogativi e in molti l'hanno chiamato coraggio quando per me è solo istinto di sopravvivenza ed evoluzione. 

E allora che un buon inizio sia, ma il più divertente possibile e senza avere fretta di scrivere la parola fine.

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domenica 10 agosto 2014

(Quasi) Un mese a Londra: riflessioni contorte, bilanci più o meno attendibili e aspettative future


"O la va o la spacca. Em, ormai ci conosciamo da cinque o sei anni, ma siamo diventati «amici», lo sai, da almeno due anni, che non sono un'eternità ma ormai credo un po' di conoscerti e di sapere qual è il tuo problema. E sappi che ho passato antropologia per il rotto della cuffia, perciò parlo con cognizione di causa. Se non vuoi sapere la mia teoria, piantala di leggere.
Bene, ecco qua: mi sa che tu hai paura di essere felice, Emma. Forse pensi che il corso naturale delle cose è che la tua vita sia triste, grigia, cupa, e che ti porti a odiare il tuo lavoro e dove abiti, rinunciando al successo o ai soldi o, Dio ce ne scampi, a un ragazzo (piccola digressione: ti avverto che essere bruttini è un atto di autolesionismo, si diventa noiosi). Arrivo a dire che in realtà secondo me ci provi gusto a essere insoddisfatta e a rendere al di sotto delle tue capacità perché così è più facile, vero? Insuccessi e infelicità...E' più facile così perché puoi scherzarci sopra. Ti scoccia sentirtelo dire? Scommetto di si. Be', siamo solo all'inizio. [...]
Em, non ti capisco: sei giovane, sei praticamente un genio, eppure la tua idea di divertimento è concederti il lusso di un bucato. Be', io penso che meriti di più. Sei sveglia, spiritosa, gentile (fin troppo, se vuoi sapere la mia opinione) e di gran lunga la persona più intelligente che abbia conosciuto. E (altra sorsata di birra, prendo fiato) sei anche una donna bellissima. E con questo (altra sorsata) voglio dire che sei anche «sexy», anche se scriverlo mi fa una certa impressione.
Be', non ho nessuna intenzione di farci sopra uno sgorbio perché è politicamente scorretto dire che una donna è «sexy», e per la semplice ragione che è la pura verità. Sei uno schianto, vecchia carampana, e se potessi farti un unico regalo per tutta la vita che ti resta sarebbe un'iniezione di fiducia. Abbi fiducia in te stessa. Un'iniezione di fiducia o una candela profumata, scegli tu."
(David Nicholls, One Day)
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17.50, orario italiano. Per ricordarmi da dove vengo e che prima o poi vi ritornerò. E' una domenica oziosa in pigiama, mentre fuori pioggia e sole giocano a rincorrersi. Il giusto tempo per riflettere, anche sul fatto che forse è il caso di tornare a scrivere. Caspita quanto mi manca scrivere! Nel frattempo qui a Londra bisogna sottrarre un'ora e io mi domando quante cose sarò in grado di fare durante questo tempo e se mai riuscirò a scrivere questo post tutto di un fiato. Perchè raccontarsi è per me facile, un po' meno se ho problemi di spazio e caratteri. A cosa sto pensando di preciso? Che sono contenta di aver finalmente deciso di arrendermi ai cambiamenti, perchè nulla è per sempre eccetto questi. Penso che se qualcuno mi chiedesse di descrivere il mio stato d'animo al momento, gli direi che è come se fossi su un'altalena: tra alti e bassi, di emozioni soprattutto. Rischio vertigini sempre in agguato. Penso che tra nove giorni sono due mesi esatti di follia assoluta, iniziata con la prenotazione di un volo per Londra, mille punti interrogativi e due valigie abbastanza pesanti, continuata con una splendida esperienza vissuta, un altro volo verso casa, una pausa di mare e amici e poi ancora un volo che mi ha riportato nel Regno Unito, questa volta definitivamente o almeno per un po'.

E dopo quasi tre settimane di sbattimenti, incertezze se restare o no, corse in metro, pause mozzafiato guardando la città col naso in su, chilometri macinati alla ricerca di un lavoro e pratiche burocratiche da sbrigare, solo oggi ho deciso di aggiornare la mia città attuale sui social network, non per farmi bella, ma perchè magari porta bene e finalmente ci credo fino in fondo. Perchè avevo immaginato il momento della partenza in mille modi, mille volte, ma mai avrei pensato che sarebbe arrivato, ancora più assurdo poi, immaginare la mia vita qui. Non so quale sia esattamente il meccanismo che fa seguire l'azione ad un pensiero, so solo che per tanto tempo mi sono detta "Ho voglia di trasferirmi, di vedere nuovi posti e fare nuove esperienze", ma mi è sempre mancato il coraggio e quel pizzico di incoscienza (o forse di presa di coscienza) che trasforma quella che sembra la più grande cavolata nel più bel regalo che potessi farti.



E così, improvvisamente, tutto diventa più facile e chiaro: ti sei buttata, e già questo è metà dell'opera, e tutto quello che senti non è paura del vuoto e di schiantarsi al suolo, ma voglia di toccare l'acqua e godersi il vento tra i capelli durante il tragitto. Ed io avevo bisogno esattamente di questo. Di questo, dell'imparare a fare figuracce e di migliorare il mio inglese. Anche a costo di dover lasciare un lavoro importante nella mia città e di vivere nell'incertezza. Anche a costo di lavorare come cameriera, commessa o cassiera per i primi tempi, in attesa di ambientarsi. Dopo tre settimane ho così realizzato che è non è cosa da tutti e mi sento più coraggiosa e sicura. Perchè i "non ce la faccio" solo in pochi casi corrispondono a verità e la maggior parte delle volte sono solo scuse che inventiamo per tenere a bada noi stessi e per non affrontare le paure. Non so ancora se vincerò mai le mie, ma ci sto provando.

Sto provando a ritrovare la mia individualità, a gestire gli imprevisti e ad improvvisare, a uscire di casa perchè c'è una metropoli dannatamente bella là fuori e con mille posti ancora da scoprire. Sto provando ad accantonare la parte più introversa e impacciata di me e sto cominciando a buttarmi, ad andare per prima e sola, a chiedere, anche se il mio inglese non regge, a fare colloqui, anche improvvisando con la lingua. Non sempre vinco, ma buttarsi nella mischia è sempre meglio di stare fermi.


I giorni trascorsi poi non sono sempre stati belli: i primi tempi in un posto nuovo tutto è splendido, è vero, ma basta un attimo di incertezza e un brutto momento a buttarti giù e farti desiderare di tornare in un posto sicuro e caro. Io di brutti momenti e ansia ne ho avuti un po' e ancora tanti ne avrò, ma quando mi capitano cerco un posto a caso non ancora visto e mi ci fiondo, osservo tutta quella gente accanto a me che mi sfiora, incrocia e sorpassa e penso che non sono sola e che forse, con tanta grinta e impegno, anch'io potrò farcela.

Era proprio necessario venire a Londra per capirlo e (provare a) cambiare? Per me che faccio le cose sempre e solo quando mi sento pronta, in grado e certa, sì. Per me che dico "Ok lo faccio" e poi mi tiro indietro, poi mi vengono mille dubbi e torno sui miei passi, sì. Per me che sono un'insicura cronica, altruista e poco propensa all'idea che possa essere all'altezza di qualcosa, sì. Perchè ho bisogno di cadere, fare figuracce, accettare l'idea di sbagliare forma, termini e frasi in inglese per i primi tempi, perchè ho bisogno di abbandonare le certezze di una vita e l'idea che tutto sia per sempre, perchè ho bisogno di capire che i "no", le porte sbattute in faccia, i rifiuti, gli abbandoni non sono sempre negativi, e se sei caparbio, volenteroso e paziente, fidati, prima o poi ce la farai.

E mi viene in mente una frase, "L'unica cosa che separa te dal tuo obiettivo è la stronzata che continui a raccontare a te stesso, per dirti che non puoi farcela", di Felix Baumgartner, scritta sul suo blog prima di lanciarsi in caduta libera dalla parte superiore della stratosfera a 39045 metri di altezza qualche tempo fa. Ecco, io credo che di cavolate ce ne raccontiamo tante, per paura, vigliaccheria o forse solo perchè è più facile piangerci addosso e io non voglio essere così, voglio dichiarare guerra aperta ai finti muri di paure e "non posso", "non ce la faccio" "è impossibile", "inutile provarci". Voglio sfidarmi e sfidare la sorte. Questo e godermi Londra, ormai così piena di italiani che non puoi sentirti solo. Londra che o la ami o la odi e io la amo dannatamente e non so spiegarmelo, o forse sì. La amo perchè è incasinata e casinista, lunatica e controversa come me e perchè è una bella botta di vita, a volte dosata male e con eccesso, ma sicuramente un'esperienza da vivere almeno per una volta.

Non so cosa sarà di me i prossimi giorni, mesi, anni, so solo che semmai qualcuno in futuro dovesse chiedermi "E' questa la vita che sognavi?", vorrei poterlo guardare dritto negli occhi e con un sorriso dirgli che non ho rimpianti e che sono felice. Vorrei potergli dire di aver amato incondizionatamente persone e luoghi e di essermi messa sempre in gioco per migliorarmi. Di aver sognato ad occhi aperti, perchè se li chiudi perdi di vista l'obiettivo e di aver agito. Di essermi persa, ma volutamente, perchè il viaggio è più bello se ci sono luoghi nuovi e nascosti da scoprire. Di essere stata ferma, sì, così ferma da farmi venire crisi di panico, ma dopo un po' di aver preso una direzione, una qualsiasi, anche se questo significava lasciare lavori, affetti, posti. Di aver trovato me stessa, l'essenza del mio cuore e di aver visto che in fondo non sono poi tanto male. Di essere finalmente felice. Anche se la strada è tanta e in salita.

Intanto mi godo il viaggio e guardo l'orario: sono le 19.20 (orario sempre italiano): missione (quasi) compiuta. Almeno per oggi.

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