Visualizzazione post con etichetta me. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta me. Mostra tutti i post

lunedì 31 agosto 2015

Welcome September: sui nuovi inizi e sul nuovo lavoro


31 agosto 2015. A casa, in Puglia, i miei giurano che si schiatti di caldo, mentre qui a Londra sembra già ottobre inoltrato. Stamani l'alba mi ha sorpreso sbadigliante, con un occhio semiaperto che si abituava alla prima, flebile luce del giorno e in mente il suono martellante della pioggia che ricade sui tetti e per strada rendendo il tutto più lento e quasi senza tempo. Una colazione abbondante, qualche pagina di Porter, i miei compiti a casa in formato moda, la mia playlist jazz preferita su Spotify e l'ultimo giorno di libertà assoluta da godermi in attesa di domani, 1 settembre, che per me ha sempre avuto un significato speciale, ma quest'anno è ancora più pieno, carico e colorato. Perchè proprio domani inizierò il mio nuovo lavoro qui a Londra.

Ci ripenso spesso da quando, due settimane fa, dopo alcuni colloqui e prove, mi hanno chiamato offrendomi ufficialmente il posto e io incredula e allo stesso tempo inorgoglita ringraziavo e accettavo con il cuore che batteva forte dalla gioia; il caso ha però voluto che proprio oggi, mentre facevo ordine tra i miei appunti, pensavo alle prossime foto da caricare su Instagram e rileggevo vecchi post, mi imbattessi in uno di questi e in una frase in particolare che mi ha letteralmente spiazzato:

"Sogno di andare a vivere all’estero, ma credo che non avrò mai abbastanza coraggio per farlo."


Da quella frase sono passati tre anni. Ero certa che gli eventi si sarebbero susseguiti e che qualcosa avrei fatto, ma mai e dico mai, nemmeno nelle più fervide fantasie, avrei immaginato che non solo avrei avuto abbastanza coraggio da spostarmi dalla mia città, ma di cambiare addirittura stato, viverci in pianta stabile e soprattutto trovare, nel giro di un anno, un lavoro nel mio campo. Un' amica, congratulandosi per la notizia, mi ha scritto che non ho mollato e il tempo mi è stato riconoscente e io sono pienamente d'accordo con lei, ma aggiungo che la vera benedizione per me è stata arrendermi ai cambiamenti e salire finalmente su quell'altalena di emozioni, tra alti e bassi, che è la vita. 

Un anno di follie, sogni, pianti, incertezze e dubbi, un anno di lavori che mai avevo fatto, ma che mi hanno portato a conoscere gente splendida, un anno di sogni grandi, di amici sinceri, anche se lontani, di passioni forti, sorprese e di una città che non smetto di amare, anzi, se possibile, si fa largo nel mio cuore sempre più prepotentemente. Durante quest'anno sono stati tanti i momenti in cui mi sono lasciata andare, ho perso di vista il mio obiettivo o l'ho messo in secondo piano giustificandomi che era troppo difficile per me e che forse avevo sbagliato tutto, ma i "non ce la faccio", in fondo lo ammetto sempre, solo in pochi casi corrispondono a verità e la maggior parte delle volte sono solo scuse che inventiamo per tenere a bada noi stessi e per non affrontare le paure. Io le mie le ho vinte quasi per caso un mese fa, dopo che si era presentata un'occasione imperdibile di lavoro a Monaco di Baviera e stavo per impacchettare tutto e trasferirmi, ma in cuor mio non era quello che volevo e sapevo che allontanarmi da Londra sarebbe stato molto doloroso. E allora in un misto di follia e disperazione ho deciso finalmente, dopo un anno, di darmi una vera possibilità qui e crederci fino in fondo, ho pensato che se in molti ce l'avevano fatta, anch'io avrei potuto trovare qualcosa di davvero adatto ai miei sogni.

Tutto è nato da quel momento. Il presente è me che scrivo questo post, con un mix di emozioni simili al primo giorno di scuola, quando sei incerta su ciò che succederà, ma hai voglia di iniziare, anche solo per indossare lo zaino e usare il diario e le nuove penne colorate. Il futuro? Un nuovo lavoro come social media marketing specialist in un'azienda di servizi e prodotti e la felicità di accogliere tutte le novità che arriveranno, perchè mai come oggi mi auguro di poter dire un giorno che sì, sono felice e senza rimpianti e che sto facendo esattamente ciò che sognavo. Domani è 1 settembre, dicevamo e io sono follemente innamorata del suo significato, dei nuovi inizi e delle liste di nuovi progetti e obiettivi, ma quest'anno, in cima a una serie di appunti, ancor prima della palestra, del cambio di stagione e dei nuovi posti da vedere a Londra, ci metto tre parole: PASSIONE, IMPEGNO e PERSEVERANZA.

E che buon inizio sia, non solo per me, ma per tutti voi, non solo per le mie novità, ma anche per i vostri sogni, qualsiasi essi siano, ovunque essi siano, con un occhio di riguardo a quelli nel cassetto.


Read more...

mercoledì 1 luglio 2015

Here I am! Per Italian Kingdom ci metto la faccia


Che in questo periodo sia più attiva sui social che qui sul blog, non è di certo un segreto. Sarà il fatto che sono sempre in giro e ho davvero poco tempo per sedermi e fare il punto della situazione, sarà che questi smartphone ci hanno semplificato la vita, ma dall'altra parte rovinato, creando una sorta di dipendenza dalla rete, sarà che Londra ti assorbe in un vortice e devi essere molto bravo ad evitare che ti ingurgiti del tutto, sarà che quella poca buona volontà che mi è rimasta sto cercando di investirla in altri progetti, ma sì, ecco, in questo periodo scrivo poco. E mi dispiace tanto.

Le mie idee e passioni però non le ho mai abbandonate e spesso danno vita a collaborazioni piacevoli che possono svilupparsi in modi inaspettati. Eccomi quindi a scrivere di quanto sia potente la rete, di quanto sia facile, con una sola mail, far nascere qualcosa di bello e di come basti un post per scatenare mille reazioni a catena. C'è stato il lavoro, una nottata di preparativi vari, Copenaghen (sì, Copenaghen, ma questa è un'altra storia!) e il poco tempo per condividere in tempo reale ciò che accadeva, ma ve lo assicuro, l'emozione e la sorpresa di rileggermi e osservare la mia faccia timida e poco fotogenica, è stata indescrivibile, nonostante sapessi che prima o poi il mio racconto sarebbe stato pubblicato!


Non è la prima volta che mi racconto parlando di Londra: ci sono state le prime considerazioni qualche settimana dopo essere arrivata e i soliti pensieri sparsi che da sempre mi caratterizzano, ma stavolta, per Italian Kingdom, è stato diverso, perchè il loro lavoro è diverso. Descriverli come un semplice magazine di lifestyle e intrattenimento sarebbe davvero poco, perchè hanno il grande sogno di dare voce a tutti quegli italiani che come me sono partiti per Londra e per farlo ci mettono  anche i volti. Io dal canto mio li sostengo con entusiasmo e mi auguro di poter dare un piccolo contributo ai loro progetti futuri (a proposito, date un occhio qui al racconto della mia esperienza vissuta grazie a loro al Gelato Festival 2015). 

La parte più divertente del veder pubblicato il mio racconto e averci messo la faccia? Leggere le reazioni dei lettori, scoprire le tante nuove richieste di amicizia, i commenti e soprattutto i messaggi, per la maggior parte di gente sconosciuta, che si complimentava con me e mi ringraziava perchè si rinconosceva in ciò che scritto. Un anno è ancora poco per integrarsi del tutto e dar consigli ad occhi chiusi, ma io sto provando davvero a fare mia questa città. Staremo a vedere cosa accadrà!

Read more...

mercoledì 15 ottobre 2014

Per vedere il mondo e guardare dietro i muri: lo scopo della mia partenza per Londra e il paragone con Walter Mitty



To see the world, things dangerous to come to, to see behind walls,
draw closer, to find each other and to feel.
That is the purpose of life.

Thè bollente alla mano, David Bowie e Lorde a farmi compagnia su Spotify e un tavolo bianco candido pieno di scartoffie (la mia amata gerbera fucsia l'ho messa al riparo sul camino), mi godo il meritato giorno off e torno a scrivere dopo una lunga pausa forzata. Perchè stavolta, signori, non è colpa mia o del blocco dello scrittore, ma di un trasloco zona 6-1 e di una connessione internet domestica che tardava ad arrivare, costringendoci ad arrangiarci come potevamo. Divoramento in meno di una settimana di quell'unico giga mensile di connessione su smartphone compreso.

E' un pomeriggio uggioso e dalla mia finestra vedo passare signori tutti di un pezzo con ombrelli e donne che ancheggiano su tacchi ticchettanti; io me ne sto buona buona qui, pensando che è già ora di vestirsi e andare a fare la spesa, almeno per la colazione di domani, che tanto alla cena ho già pensato: burrito! Questo pomeriggio mi ha visto mettere un po' di ordine tra appunti vari e mail e beccare un operatore dall'inglese incomprensibile barcamenandomi comunque in modo abbastanza dignitoso su questioni di soldi e account cancellati e fidatevi, sono soddisfazioni! Forse comincio a realizzare sul serio di aver quasi raggiunto l'obiettivo per il quale da anni mi arrovellavo sulla questione "partire o no per Londra". Sì, perchè non ho desiderato scappare dalla mia città per mancanza di lavoro e la questione dell'imparare l'inglese è ovvia e quanto mai banale: la vera, unica ragione per la quale ho deciso di mollare tutto e venire a Londra era (oltre a un cuore diviso che necessitava di ricongiungersi in qualche modo con la sua metà) ritrovare me stessa. Buttarmi, rinnovarmi, osservare, rischiare e fare figuracce. Avete letto bene: fare figuracce.


Perchè io sono quella che se ne sta buona buona in un angolo, chiede sempre scusa ed è assalita da mille paure, soprattutto di sbagliare, e nel dubbio preferisce stare zitta; solo che così si va avanti a passi da bradipo e io avevo bisogno di una bella botta di vita. Era necessario trasferirmi fin qui per svegliarsi? Per me sì: avevo bisogno di catapultarmi in un ambiente veloce, martellante, a tratti spietato se non stai al passo e soprattutto multiculturale, per vivere la differenza e cambiare. Avevo bisogno di perdere ogni punto di riferimento, fare mille corse per ottenere anche il più misero lavoro, rischiare di rimanere al verde, essere costretta a cambiare marca dei miei prodotti preferiti e chiedere di ripetere più volte le cose che mi venivano dette per rendermi conto che la vita è fatta anche di questo e che se non sei disposto ad accettare il cambiamento non cresci. Ora, non dico che in soli tre mesi sia diventata una campionessa di adattamento e di mentalità aperta, ma gioisco per ogni mio piccolo traguardo (soprattutto quando riesco a farmi capire senza nessun problema o a fare tutto da sola) e sono fiera dei sacrifici che ogni giorno faccio per raggiungere il mio obiettivo. E' per questo motivo che ieri notte, guardando le ultime scene di The secret life of Walter Mitty ho pianto. Se non l'avete ancora visto fatelo, è un film bellissimo. Ho pianto perchè per ottenere devi essere disposto a perdere e per cambiare devi buttarti, perchè, dicendolo con le parole della protagonista femminile del film, "la vita è avere coraggio e affrontare l'ignoto". E le montagne più alte da scalare restano quelle delle proprie paure: una volta eliminate saremmo in grado di fare molto di più. 


Desidero quindi inaugurare ufficialmente un capitolo nuovo di questo blog, visto che ho cambiato vita da un po', vivo in una nuova casa e in un nuovo quartiere, ho un lavoro per pagare le mie spese e sto cercando di inserirmi nel contesto sociale del posto. Ci penso da un po' e sono del parere che le esperienze vadano condivise per essere vissute fino in fondo, ormai è il mio terzo mese qui a Londra e parlando con tanti di voi ho ricevuto richieste di pareri e messaggi di lettori che sperano di raggiungere questa magnifica città al più presto. Così vi dico: io sono qui per ascoltarvi e consigliarvi e anche per proporre, attraverso questo spazio, contenuti sempre nuovi. C'è qualcosa che vorreste sapere in particolare su Londra e vi piacerebbe leggere su Lifestyle Notes? Mi piacerebbe sfruttare il mio blog per raccontare al meglio la mia esperienza, quindi fatevi avanti, attendo vostre! 

P.S: Il tempo qui vola e solo ieri mi sono accorta che sul "CHI E' CHI della moda e del giornalismo" quest'anno ci sono anch'io con Lifestyle Notes! Un piccolo riconoscimento che emoziona e riempie di orgoglio!

Read more...

domenica 10 agosto 2014

(Quasi) Un mese a Londra: riflessioni contorte, bilanci più o meno attendibili e aspettative future


"O la va o la spacca. Em, ormai ci conosciamo da cinque o sei anni, ma siamo diventati «amici», lo sai, da almeno due anni, che non sono un'eternità ma ormai credo un po' di conoscerti e di sapere qual è il tuo problema. E sappi che ho passato antropologia per il rotto della cuffia, perciò parlo con cognizione di causa. Se non vuoi sapere la mia teoria, piantala di leggere.
Bene, ecco qua: mi sa che tu hai paura di essere felice, Emma. Forse pensi che il corso naturale delle cose è che la tua vita sia triste, grigia, cupa, e che ti porti a odiare il tuo lavoro e dove abiti, rinunciando al successo o ai soldi o, Dio ce ne scampi, a un ragazzo (piccola digressione: ti avverto che essere bruttini è un atto di autolesionismo, si diventa noiosi). Arrivo a dire che in realtà secondo me ci provi gusto a essere insoddisfatta e a rendere al di sotto delle tue capacità perché così è più facile, vero? Insuccessi e infelicità...E' più facile così perché puoi scherzarci sopra. Ti scoccia sentirtelo dire? Scommetto di si. Be', siamo solo all'inizio. [...]
Em, non ti capisco: sei giovane, sei praticamente un genio, eppure la tua idea di divertimento è concederti il lusso di un bucato. Be', io penso che meriti di più. Sei sveglia, spiritosa, gentile (fin troppo, se vuoi sapere la mia opinione) e di gran lunga la persona più intelligente che abbia conosciuto. E (altra sorsata di birra, prendo fiato) sei anche una donna bellissima. E con questo (altra sorsata) voglio dire che sei anche «sexy», anche se scriverlo mi fa una certa impressione.
Be', non ho nessuna intenzione di farci sopra uno sgorbio perché è politicamente scorretto dire che una donna è «sexy», e per la semplice ragione che è la pura verità. Sei uno schianto, vecchia carampana, e se potessi farti un unico regalo per tutta la vita che ti resta sarebbe un'iniezione di fiducia. Abbi fiducia in te stessa. Un'iniezione di fiducia o una candela profumata, scegli tu."
(David Nicholls, One Day)
Per aggiornamenti in tempo reale, segui il mio profilo Instagram
17.50, orario italiano. Per ricordarmi da dove vengo e che prima o poi vi ritornerò. E' una domenica oziosa in pigiama, mentre fuori pioggia e sole giocano a rincorrersi. Il giusto tempo per riflettere, anche sul fatto che forse è il caso di tornare a scrivere. Caspita quanto mi manca scrivere! Nel frattempo qui a Londra bisogna sottrarre un'ora e io mi domando quante cose sarò in grado di fare durante questo tempo e se mai riuscirò a scrivere questo post tutto di un fiato. Perchè raccontarsi è per me facile, un po' meno se ho problemi di spazio e caratteri. A cosa sto pensando di preciso? Che sono contenta di aver finalmente deciso di arrendermi ai cambiamenti, perchè nulla è per sempre eccetto questi. Penso che se qualcuno mi chiedesse di descrivere il mio stato d'animo al momento, gli direi che è come se fossi su un'altalena: tra alti e bassi, di emozioni soprattutto. Rischio vertigini sempre in agguato. Penso che tra nove giorni sono due mesi esatti di follia assoluta, iniziata con la prenotazione di un volo per Londra, mille punti interrogativi e due valigie abbastanza pesanti, continuata con una splendida esperienza vissuta, un altro volo verso casa, una pausa di mare e amici e poi ancora un volo che mi ha riportato nel Regno Unito, questa volta definitivamente o almeno per un po'.

E dopo quasi tre settimane di sbattimenti, incertezze se restare o no, corse in metro, pause mozzafiato guardando la città col naso in su, chilometri macinati alla ricerca di un lavoro e pratiche burocratiche da sbrigare, solo oggi ho deciso di aggiornare la mia città attuale sui social network, non per farmi bella, ma perchè magari porta bene e finalmente ci credo fino in fondo. Perchè avevo immaginato il momento della partenza in mille modi, mille volte, ma mai avrei pensato che sarebbe arrivato, ancora più assurdo poi, immaginare la mia vita qui. Non so quale sia esattamente il meccanismo che fa seguire l'azione ad un pensiero, so solo che per tanto tempo mi sono detta "Ho voglia di trasferirmi, di vedere nuovi posti e fare nuove esperienze", ma mi è sempre mancato il coraggio e quel pizzico di incoscienza (o forse di presa di coscienza) che trasforma quella che sembra la più grande cavolata nel più bel regalo che potessi farti.



E così, improvvisamente, tutto diventa più facile e chiaro: ti sei buttata, e già questo è metà dell'opera, e tutto quello che senti non è paura del vuoto e di schiantarsi al suolo, ma voglia di toccare l'acqua e godersi il vento tra i capelli durante il tragitto. Ed io avevo bisogno esattamente di questo. Di questo, dell'imparare a fare figuracce e di migliorare il mio inglese. Anche a costo di dover lasciare un lavoro importante nella mia città e di vivere nell'incertezza. Anche a costo di lavorare come cameriera, commessa o cassiera per i primi tempi, in attesa di ambientarsi. Dopo tre settimane ho così realizzato che è non è cosa da tutti e mi sento più coraggiosa e sicura. Perchè i "non ce la faccio" solo in pochi casi corrispondono a verità e la maggior parte delle volte sono solo scuse che inventiamo per tenere a bada noi stessi e per non affrontare le paure. Non so ancora se vincerò mai le mie, ma ci sto provando.

Sto provando a ritrovare la mia individualità, a gestire gli imprevisti e ad improvvisare, a uscire di casa perchè c'è una metropoli dannatamente bella là fuori e con mille posti ancora da scoprire. Sto provando ad accantonare la parte più introversa e impacciata di me e sto cominciando a buttarmi, ad andare per prima e sola, a chiedere, anche se il mio inglese non regge, a fare colloqui, anche improvvisando con la lingua. Non sempre vinco, ma buttarsi nella mischia è sempre meglio di stare fermi.


I giorni trascorsi poi non sono sempre stati belli: i primi tempi in un posto nuovo tutto è splendido, è vero, ma basta un attimo di incertezza e un brutto momento a buttarti giù e farti desiderare di tornare in un posto sicuro e caro. Io di brutti momenti e ansia ne ho avuti un po' e ancora tanti ne avrò, ma quando mi capitano cerco un posto a caso non ancora visto e mi ci fiondo, osservo tutta quella gente accanto a me che mi sfiora, incrocia e sorpassa e penso che non sono sola e che forse, con tanta grinta e impegno, anch'io potrò farcela.

Era proprio necessario venire a Londra per capirlo e (provare a) cambiare? Per me che faccio le cose sempre e solo quando mi sento pronta, in grado e certa, sì. Per me che dico "Ok lo faccio" e poi mi tiro indietro, poi mi vengono mille dubbi e torno sui miei passi, sì. Per me che sono un'insicura cronica, altruista e poco propensa all'idea che possa essere all'altezza di qualcosa, sì. Perchè ho bisogno di cadere, fare figuracce, accettare l'idea di sbagliare forma, termini e frasi in inglese per i primi tempi, perchè ho bisogno di abbandonare le certezze di una vita e l'idea che tutto sia per sempre, perchè ho bisogno di capire che i "no", le porte sbattute in faccia, i rifiuti, gli abbandoni non sono sempre negativi, e se sei caparbio, volenteroso e paziente, fidati, prima o poi ce la farai.

E mi viene in mente una frase, "L'unica cosa che separa te dal tuo obiettivo è la stronzata che continui a raccontare a te stesso, per dirti che non puoi farcela", di Felix Baumgartner, scritta sul suo blog prima di lanciarsi in caduta libera dalla parte superiore della stratosfera a 39045 metri di altezza qualche tempo fa. Ecco, io credo che di cavolate ce ne raccontiamo tante, per paura, vigliaccheria o forse solo perchè è più facile piangerci addosso e io non voglio essere così, voglio dichiarare guerra aperta ai finti muri di paure e "non posso", "non ce la faccio" "è impossibile", "inutile provarci". Voglio sfidarmi e sfidare la sorte. Questo e godermi Londra, ormai così piena di italiani che non puoi sentirti solo. Londra che o la ami o la odi e io la amo dannatamente e non so spiegarmelo, o forse sì. La amo perchè è incasinata e casinista, lunatica e controversa come me e perchè è una bella botta di vita, a volte dosata male e con eccesso, ma sicuramente un'esperienza da vivere almeno per una volta.

Non so cosa sarà di me i prossimi giorni, mesi, anni, so solo che semmai qualcuno in futuro dovesse chiedermi "E' questa la vita che sognavi?", vorrei poterlo guardare dritto negli occhi e con un sorriso dirgli che non ho rimpianti e che sono felice. Vorrei potergli dire di aver amato incondizionatamente persone e luoghi e di essermi messa sempre in gioco per migliorarmi. Di aver sognato ad occhi aperti, perchè se li chiudi perdi di vista l'obiettivo e di aver agito. Di essermi persa, ma volutamente, perchè il viaggio è più bello se ci sono luoghi nuovi e nascosti da scoprire. Di essere stata ferma, sì, così ferma da farmi venire crisi di panico, ma dopo un po' di aver preso una direzione, una qualsiasi, anche se questo significava lasciare lavori, affetti, posti. Di aver trovato me stessa, l'essenza del mio cuore e di aver visto che in fondo non sono poi tanto male. Di essere finalmente felice. Anche se la strada è tanta e in salita.

Intanto mi godo il viaggio e guardo l'orario: sono le 19.20 (orario sempre italiano): missione (quasi) compiuta. Almeno per oggi.

Read more...

giovedì 19 giugno 2014

Lifestyle Notes (e la sottoscritta) si trasferisce a Londra. Almeno per un po'.


Non c'è mai un modo giusto per dire le cose. Spesso prepariamo lunghi discorsi che poi si sciolgono come neve al sole e vorremmo poter trovare le parole più adatte per spiegare, raccontare, a volte anche giustificare. Col tempo però si cresce e si impara: io ho imparato a tenere alcune cose, le più importanti, per me, almeno per un po' e a raccontarle solo a chi amo davvero; solo quando tutto è pronto e ufficiale ammetto infine a me stessa e agli altri che sì, è tutto vero e che quella determinata cosa sta accadendo. Tenete conto poi che in genere sono strana forte: credo fermamente nei treni da prendere al volo, nel talento che va premiato, nei sacrifici per un bene maggiore, nella formazione e nell'importanza della crescita personale e professionale, cerco di aprirmi mille strade e opportunità e poi alla fine, quando accadono cose belle e qualcuno ha anche il coraggio di prendermi sul serio, me la faccio sotto, seriamente! E' che sono una gran fifona (e frignona) e a volte temo che mi manchi il coraggio. Più volte però ho rimproverato a me stessa di vivere la vita solo a metà delle mie possibilità reali. Un esempio: ho sempre sognato di trasferirmi all'estero per un po', ma amo troppo la mia città e l'Italia e i cambiamenti mi destabilizzano, quindi fino 27 anni ho girato nel mio limbo tranquillo e rassicurante (e probabilmente vi ritornerò molto presto).


Perchè vi dico tutto questo? Perchè sto per fare una follia bella grande, ma la sensazione di non aver visto, conosciuto, esplorato posti diversi in questo momento è così forte da spingermi a crearmi, ancora una volta, nuove opportunità e stimoli. E quindi vi informo ufficialmente che Lifestyle Notes e la sottoscritta si fanno un bel viaggetto e si trasferiscono a Londra, almeno per un po'. Questo " po' " dovrebbe corrispondere a circa due settimane, durante le quali, nell'ordine, cercherò di sistemare alcune situazioni, conoscere nuova gente, fare un'esperienza al momento top secret e che, francamente, mi terrorizza (anche se in modo positivo) e guardarmi intorno. Perchè nella vita a volte bisogna buttarsi, anche a costo di bere un po' d'acqua, ma se alle spalle hai una spiaggia dove ritornare e spalle forti pronte a sorreggerti o gettarti un salvagente, forse è il caso di provare a darla qualche bracciata e capire se sei in grado di imparare a nuotare. Il mio augurio? Per l'Anna ventisettenne in cerca di se stessa, trovare un po' di serenità, per l'Anna autrice di questo spazio tornare a scrivere, già a partire da domani facendo tesoro di ogni più piccola esperienza vissuta, dei luoghi visitati, delle persone incontrate. See you soon!

Read more...

giovedì 5 giugno 2014

Happy Birthday Lifestyle Notes: da cinque anni a farmi/vi compagnia


Mi reputo da sempre una ragazza (abbastanza) fortunata, soprattutto professionalmente parlando, visto che le mie passioni coincidono per molti aspetti con il lavoro che svolgo. Spesso i due ambiti si intrecciano e scambiano, mi permettono di stringere belle amicizie e collaborazioni e conoscere sempre nuove persone di forte personalità e talento. Per tanti motivi però non ho mai considerato questo spazio come un business. La mia vita, grazie al cielo, mi consente di fare altro durante la giornata, così, come è giusto che sia, Lifestyle Notes resta un preziosissimo passatempo che diventa all'occorrenza il mio quaderno degli appunti strabordante di interessi e note e che soffre i periodi in cui sono maggiormente sotto stress, vuoi per poca ispirazione, vuoi perchè la vita, ancora lei, ti porta a vivere situazioni inaspettate. 

Unica costante: voi. Voi che ogni giorno, anche in silenzio, mi seguite. Voi, a volte amici di vecchia data, molto spesso curiosi capitati per caso tra queste pagine o lettori fedeli; voi che scrivete, chiedete, fate considerazioni in privato, voi che apprezzate ciò che quotidianamente propongo e vi immedesimate in ciò che scrivo, che si tratti di moda, lifestyle o farneticazioni sparse. E' a voi che dedico queste candeline virtuali, 5 per l'esattezza, quanti gli anni che Lifestyle Notes oggi compie. E come una mamma orgogliosa del proprio figlio, arrossisco al sol pensiero di come nasceva questo spazio, di quanto sia cambiata nel tempo e di quanto questo blog sia cambiato con me, accompagnandomi tra alti e bassi, sconfitte e successi. Presto arriveranno novità, ancora una volta riguardanti soprattutto me, ma che si ripercuoteranno anche su Lifestyle Notes: come sempre mi auguro che sarete al mio fianco, ridiate delle mie situazioni tragi-comiche e continuiate a fare il tifo per me. E ovviamente per questo blog. Ancora grazie!

Per seguirmi sugli altri canali:

• Facebook • Instagram • Twitter • Pinterest • Youtube 

Read more...

lunedì 5 maggio 2014

"Sei felice?" "No, ma sto lavorando per diventarlo"


 (Ascoltando Tove Lo - Out of my mind)

Sveglia ancor prima che il sole si decidesse a scender giù dal letto e stiracchiarsi, con gli occhi che bruciavano per la notte insonne precedente e già in funzione della giornata lavorativa che l'attendeva. Dolorante, come solo una donna in età fertile in quei giorni è, nevrotica, isterica e con il cuore e la mente brutalmente attaccati da pensieri e preoccupazioni. Tuttavia vogliosa di mettere i piedi fuori da quel maledetto letto che non l'aveva fatta chiudere occhio e con un'irrefrenabile voglia di scrivere, come non succedeva da mesi ormai. Questo il suo ritratto oggi: chi fosse stato così temerario da rivolgerle lo sguardo avrebbe scorto capelli arruffati e nervosi come i suoi pensieri, due fossi a solcare gli occhi umidi e denti serrati, che avrebbero volentieri sgretolato il mondo. O sbranato qualcuno. 

Sulla strada verso casa, con il cielo sempre meno luminoso, continuava a pensare che forse non era giusto condividere quei suoi pensieri, o forse, invece, non stava bene lasciar credere alla gente che tutto fosse sempre splendido; nel dubbio preferiva scrivere e condividere, perchè nella vita vera, nelle emozioni vissute, nelle gioie e nei dolori, c'è sempre qualcosa di comune, banale, scontato, nonostante le croci che ci carichiamo sulle spalle e le passioni che viviamo siano più o meno proporzionate al nostro peso e a quanto siamo capaci di donare. Ricevere è una cosa diversa e non sempre equa. Tutto questo pensava mentre girava le chiavi nella serratura, con la voglia di abbandonarsi al più presto sul letto; prima però avrebbe scritto. Perchè a volte scatta un qualche meccanismo di rivalsa: dalla vita, dai desideri che ogni giorno affollano la mente, da tutti quei "vorrei" fottutamente e purtroppo quasi sempre seguiti da "ma forse non posso", da tutte quelle persone che per un motivo qualsiasi feriscono, fosse anche per sola sopravvivenza personale. E allora decise di battere freneticamente le dita sulla tastiera per l'ultima volta quel giorno e di dedicare il suo pensiero a tutti quelli che come lei in quel momento non ostentavano falsa felicità e se ne stavano buoni buoni accovacciati in attesa di tempi migliori; a tutti quelli che hanno paura e non si vergognano di ammetterlo, a tutti quelli che sono ancora alla ricerca della loro strada. "Sorridere per attirare cose belle è un buon inizio, anche quando il cuore piange", pensava "Sbagliare, buttarsi e fare figuracce è sempre meglio di restare fermi divorati dai dubbi."

E se qualcuno in quel momento le avesse chiesto "Sei felice?" avrebbe risposto "No, ma sto lavorando con tutta me stessa per diventarlo". 

Read more...

lunedì 3 febbraio 2014

Ho smesso di temere i periodi morti, le pause, le pagine bianche


2 mesi di silenzio 
1 nuovo lavoro soddisfacente da più o meno lo stesso tempo
27 candeline spente
Un Capodanno indimenticabile guardando i fuochi d'artificio sullo sfondo del Big Ben
2000 mail in più nella casella di posta elettronica (sono indisciplinata, lo so!)
Tanto Batticuore Nuovi progetti
La voglia di prendere decisioni importanti
Partenze meditate ma non troppo
Follia


Ho smesso di temere i periodi morti, le pause, le pagine bianche. Tanto prima o poi ritorno. A parlare di me, soprattutto. Forse ha ragione lui, che mi conosce come le sue tasche e sa a memoria ogni mia più piccola contraddizione: i periodi di pausa, dedicarsi ad altro per un po', staccare la spina e perdersi ogni tanto, non è mai un male; al contrario, tutto ciò serve a prendere di nuovo la mira e fissare l'obiettivo, che per pigrizia, demotivazione o altro col tempo si è perso di vista. Ed io ero ferma da un po' e in qualche modo avevo bisogno di staccare. Troppi "no" detti, troppe scelte prese di petto seguite da pianti isterici, troppe persone e incarichi lasciati andare. Prima o poi però devi ammettere a te stessa che non sempre si può avere il controllo sugli eventi. E in fondo è meglio così. Ecco, se crescere significa anche questo, credo di essere sulla buona strada.

Avevo solo bisogno di resettare tutto, dicevo. Chiudere ponti e finestre per capire quelli che davvero valesse la pena riaprire. Questo blog è una costante e non sapete che conforto sia ammetterlo. Certo, con il nuovo lavoro e alcuni equilibri cambiati non è sempre facile gestire il tutto e per quanto mi piaccia descrivermi come multitasking, la verità è che spesso crollo e che ora più che mai ho bisogno di spuntare uno alla volta gli obiettivi dalla lista, seguire una scaletta, darmi delle scadenze e soprattutto delle regole (caspita quanto so essere indisciplinata!).


Tuttavia l'inizio dell'anno ha portato un po' di novità. Sono sincera, mi auguro ne seguiranno tante altre e tutte positive e se proprio questo 2014 volesse stupirmi, oltre a qualche opportunità in più mi auguro mi regali anche un po' di coraggio: quel tanto che basta per commettere una follia positiva, che mi permetta di prendere decisioni in modo più sereno, senza pensare alle conseguenze, al futuro, senza pensare che lo stesso potrebbe essere agghiacciante, catastrofico e pieno di insidie. Ora più che mai avrei bisogno di lasciare i sentieri sicuri e perdermi: sono certa che la bellezza è proprio lì, dietro l'angolo. Se solo mi buttassi!

E in attesa di una nuova me, in attesa che tutto qualcosa accada, ci tenevo a segnalarvi una di quelle cose che amo profondamente: scrivere articoli divertenti per aziende fighissime. Come per esempio Skyscanner. Per la sezione news italiana a gennaio mi sono divertita a scrivere due pezzi che sono sicura risulteranno molto interessanti alle globetrotter all'ascolto. Eccoli qui i link dunque:







E siccome San Valentino è alle porte, vi segnalo la lettura del post sulle 10 città più romantiche dove festeggiare! Buona lettura!

Read more...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

  © Blogger templates The Professional Template by Ourblogtemplates.com 2008

Back to TOP