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domenica 20 settembre 2015

I miei articoli per Italian Kingdom: cosa vi siete persi nelle puntate precedenti


La mia collaborazione con Italian Kingdom prosegue a gonfie vele. Parlare di lifestyle, nuovi locali e posti da scoprire e soprattutto di mode e tendenze in quel di Londra mi entusiasma e mi riempie di orgoglio. E poi non finirò mai di ripetere che loro sono davvero fighi!

Vi ho lasciato alle prese con tantissimi tipi di caffè nella City e con luoghi pop che fanno sushi fantastico, nel frattempo ho scritto altri quattro articoli, tra post dove comprare regali speciali o il tanto amato vintage, cibi che fanno venire l'acquolina in bocca e case da sogno.

Che ne dite di ripercorrerli con me? Quale il vostro articolo preferito?


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mercoledì 1 luglio 2015

Here I am! Per Italian Kingdom ci metto la faccia


Che in questo periodo sia più attiva sui social che qui sul blog, non è di certo un segreto. Sarà il fatto che sono sempre in giro e ho davvero poco tempo per sedermi e fare il punto della situazione, sarà che questi smartphone ci hanno semplificato la vita, ma dall'altra parte rovinato, creando una sorta di dipendenza dalla rete, sarà che Londra ti assorbe in un vortice e devi essere molto bravo ad evitare che ti ingurgiti del tutto, sarà che quella poca buona volontà che mi è rimasta sto cercando di investirla in altri progetti, ma sì, ecco, in questo periodo scrivo poco. E mi dispiace tanto.

Le mie idee e passioni però non le ho mai abbandonate e spesso danno vita a collaborazioni piacevoli che possono svilupparsi in modi inaspettati. Eccomi quindi a scrivere di quanto sia potente la rete, di quanto sia facile, con una sola mail, far nascere qualcosa di bello e di come basti un post per scatenare mille reazioni a catena. C'è stato il lavoro, una nottata di preparativi vari, Copenaghen (sì, Copenaghen, ma questa è un'altra storia!) e il poco tempo per condividere in tempo reale ciò che accadeva, ma ve lo assicuro, l'emozione e la sorpresa di rileggermi e osservare la mia faccia timida e poco fotogenica, è stata indescrivibile, nonostante sapessi che prima o poi il mio racconto sarebbe stato pubblicato!


Non è la prima volta che mi racconto parlando di Londra: ci sono state le prime considerazioni qualche settimana dopo essere arrivata e i soliti pensieri sparsi che da sempre mi caratterizzano, ma stavolta, per Italian Kingdom, è stato diverso, perchè il loro lavoro è diverso. Descriverli come un semplice magazine di lifestyle e intrattenimento sarebbe davvero poco, perchè hanno il grande sogno di dare voce a tutti quegli italiani che come me sono partiti per Londra e per farlo ci mettono  anche i volti. Io dal canto mio li sostengo con entusiasmo e mi auguro di poter dare un piccolo contributo ai loro progetti futuri (a proposito, date un occhio qui al racconto della mia esperienza vissuta grazie a loro al Gelato Festival 2015). 

La parte più divertente del veder pubblicato il mio racconto e averci messo la faccia? Leggere le reazioni dei lettori, scoprire le tante nuove richieste di amicizia, i commenti e soprattutto i messaggi, per la maggior parte di gente sconosciuta, che si complimentava con me e mi ringraziava perchè si rinconosceva in ciò che scritto. Un anno è ancora poco per integrarsi del tutto e dar consigli ad occhi chiusi, ma io sto provando davvero a fare mia questa città. Staremo a vedere cosa accadrà!

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giovedì 24 luglio 2014

Formazione & Lavoro// I corsi di fotografia dello IED per lavorare nella moda e non solo

Credo fortemente nella formazione, lo ripeterò all'infinito. L'improvvisazione infatti non è un'arte che compete tutti i settori; certo la creatività è come un fiume in piena e devi necessariamente possederla, ma se non è abbinata alla conoscenza delle teorie e delle tecniche, serve a poco. Per tutti quelli che desiderano quindi lavorare nella moda o nella comunicazione, lo IED, l’Istituto Europeo di Design, resta la scelta ideale e rappresenta da oltre quarant’anni un’eccellenza internazionale tutta italiana. Design, Moda, Comunicazione Visiva e Management delle imprese creative, queste le discipline fondamentali svolte e apprese in un ambiente di respiro globale e volto a captare gli ultimi trend di stagione. La scuola si avvale di professionisti e docenti, supportati da aziende e istituzioni che insieme agli studenti creano un network di relazioni e culture in ognuna delle sedi in Italia e all'estero (Milano, Roma, Torino, Venezia, Firenze, Cagliari, Como, Madrid, Barcellona, San Paolo e Rio de Janeiro); creatività e innovazione sono gli obiettivi principali dell'offerta formativa IED Italia, che si articola su differenti tipologie di corsi, in italiano o inglese.

Tra i principali e più importanti ricordiamo sicuramente il Corso di Fotografia, adatto a chi vuole avvicinarsi alla professione con serietà e competenza. Forte, dirompente e di impatto, l'immagine fotografica è più che mai attuale e onnipresente nel nostro tempo e chi ama questo lavoro sa benissimo di dover imparare a esprimere e trasmettere nelle proprie immagini idee, concetti, sentimenti, informazioni, percezioni, storie e desideri. Il corso di Fotografia dello IED permetterà così non solo di acquisire la padronanza della tecnica, ma anche e soprattutto la capacità di individuare contenuti e significati, trovando strade visive efficaci per comunicare con l'osservatore. Le basi saranno date dalle materie umanistiche, seguite dall'apprendimento dell'utilizzo corretto delle attrezzature tipiche dell'attività professionale. Illuminazione, ripresa in esterni e in sala di posa, gestione del set, postproduzione, presentazione delle immagini: ogni allievo avrà la concreta possibilità di valutare direttamente le diverse specializzazioni. Al terzo anno a Milano sarà poi possibile optare per un percorso specializzato e finalizzato allo specifico settore della fotografia di Moda o confermare il percorso formativo normale.

SPECIALIZZAZIONI: Fotografia di Moda (IED Milano)

Capitale della moda italiana e non solo, Milano è il luogo perfetto per studiare e sperimentare le nuove tendenze. Il percorso di specializzazione del corso di Fotografia dello IED accentra così sull’universo della comunicazione di Moda un’attenzione molto specifica, individuando stili di vita e modi d’essere e comunicando nel migliore dei modi il prodotto. Gli allievi vengono formati per essere esecutori e interpreti dei diversi stili nei settori del lifestyle, beauty e moda, analizzano da vicino le differenti cifre stilistiche, le interpretano e narrano per immagini. L'obiettivo è quello di costruire storie, elementi descrittivi, ambientazioni, ADV, redazionali e concepts.


PROSPETTIVE PROFESSIONALI: Fotografo, Specialista nell’Editoria Fotografica, Gestore di Archivi Fotografici, Art Buyer, Studio Manager.

LINK UTILI:

Milano
Roma
Torino

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lunedì 3 febbraio 2014

Ho smesso di temere i periodi morti, le pause, le pagine bianche


2 mesi di silenzio 
1 nuovo lavoro soddisfacente da più o meno lo stesso tempo
27 candeline spente
Un Capodanno indimenticabile guardando i fuochi d'artificio sullo sfondo del Big Ben
2000 mail in più nella casella di posta elettronica (sono indisciplinata, lo so!)
Tanto Batticuore Nuovi progetti
La voglia di prendere decisioni importanti
Partenze meditate ma non troppo
Follia


Ho smesso di temere i periodi morti, le pause, le pagine bianche. Tanto prima o poi ritorno. A parlare di me, soprattutto. Forse ha ragione lui, che mi conosce come le sue tasche e sa a memoria ogni mia più piccola contraddizione: i periodi di pausa, dedicarsi ad altro per un po', staccare la spina e perdersi ogni tanto, non è mai un male; al contrario, tutto ciò serve a prendere di nuovo la mira e fissare l'obiettivo, che per pigrizia, demotivazione o altro col tempo si è perso di vista. Ed io ero ferma da un po' e in qualche modo avevo bisogno di staccare. Troppi "no" detti, troppe scelte prese di petto seguite da pianti isterici, troppe persone e incarichi lasciati andare. Prima o poi però devi ammettere a te stessa che non sempre si può avere il controllo sugli eventi. E in fondo è meglio così. Ecco, se crescere significa anche questo, credo di essere sulla buona strada.

Avevo solo bisogno di resettare tutto, dicevo. Chiudere ponti e finestre per capire quelli che davvero valesse la pena riaprire. Questo blog è una costante e non sapete che conforto sia ammetterlo. Certo, con il nuovo lavoro e alcuni equilibri cambiati non è sempre facile gestire il tutto e per quanto mi piaccia descrivermi come multitasking, la verità è che spesso crollo e che ora più che mai ho bisogno di spuntare uno alla volta gli obiettivi dalla lista, seguire una scaletta, darmi delle scadenze e soprattutto delle regole (caspita quanto so essere indisciplinata!).


Tuttavia l'inizio dell'anno ha portato un po' di novità. Sono sincera, mi auguro ne seguiranno tante altre e tutte positive e se proprio questo 2014 volesse stupirmi, oltre a qualche opportunità in più mi auguro mi regali anche un po' di coraggio: quel tanto che basta per commettere una follia positiva, che mi permetta di prendere decisioni in modo più sereno, senza pensare alle conseguenze, al futuro, senza pensare che lo stesso potrebbe essere agghiacciante, catastrofico e pieno di insidie. Ora più che mai avrei bisogno di lasciare i sentieri sicuri e perdermi: sono certa che la bellezza è proprio lì, dietro l'angolo. Se solo mi buttassi!

E in attesa di una nuova me, in attesa che tutto qualcosa accada, ci tenevo a segnalarvi una di quelle cose che amo profondamente: scrivere articoli divertenti per aziende fighissime. Come per esempio Skyscanner. Per la sezione news italiana a gennaio mi sono divertita a scrivere due pezzi che sono sicura risulteranno molto interessanti alle globetrotter all'ascolto. Eccoli qui i link dunque:







E siccome San Valentino è alle porte, vi segnalo la lettura del post sulle 10 città più romantiche dove festeggiare! Buona lettura!

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mercoledì 20 novembre 2013

About me: miei nuovi post su Fashionblog.it


Quando non pasticcio su Lifestyle Notes, non mi cimento in mille altri lavori e non sono alle prese con un mondo da salvare, scrivo. Un po' dove mi capita e di tutto, l'importante è che non stia ferma con le dita. Giusto per tenervi sempre aggiornati su cosa combino quindi, sappiate che da un mesetto potete leggermi anche su Fashionblog.it. Cliccate sui link in basso per leggere e commentare i miei articoli:

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venerdì 1 giugno 2012

IED: 4 scuole per 4 mondi creativi

Interpretare il sogno della moda, captare l’essenza di una griffe, comunicare un messaggio con abiti e accessori. Essere assolutamente consapevole delle potenzialità di un servizio moda, comprendere il linguaggio della fotografia e sfruttarlo per immortalare un’immagine. Organizzare, pianificare, riflettere su ogni particolare: la location, i modelli, la scenografia. E poi la moda, la vera protagonista indiscussa. Una serie di scatti, le prove, il trucco e parrucco, il post produzione. In poche parole: il mestiere del fashion stylist. Perché nasce? Per quale esigenza? Oggi il suo ruolo è fondamentale all’interno di un qualsiasi patinato, che sarebbe disposto a pagare molto pur di avere in redazione qualcuno che sappia interpretare al meglio la filosofia del magazine e dei servizi fotografici, ogni volta categoricamente diversi. Audaci, romantici, sognanti, trasgressivi, emotivi, evocativi. Con un inizio e un finale, meglio se imprevisto, proprio come una vera storia.

Come in qualsiasi campo però, la gavetta è fondamentale e, nonostante quello del fashion stylist sia un mestiere che si impara sul campo e richiede molta esperienza pratica, lo studio dell’immagine, la conoscenza del giornalismo di base, della storia della moda, della semiotica e dell’arte restano importantissime e necessarie. Nonostante il momento difficile, credo quindi che sia importante investire sulla formazione ed è per questo motivo che vorrei segnalarvi l’ormai celebre IED, l’istituto Europeo di Design, che dal 1966 opera nel campo della formazione e della ricerca nelle discipline del design, della moda, delle arti visive e della comunicazione. Quattro le principali aree didattiche proposte: Moda, Design, Visual Communication e Management Lab, alle quali nel 1975 si è aggiunto il Centro Ricerche IED, specializzato nella sperimentazione e nella ricerca del nuovo.

IED moda, l’area didattica più affine ai miei interessi e a quelli di questo blog, lavora proprio sul campo creativo, commerciale e comunicativo di questa forma d’arte contemporanea e offre una didattica centrata su corsi triennali, tra i quali, appunto, quello di Fashion Stylist. Tra gli obiettivi del corso, quello di preparare una figura professionale in grado di ricercare, sperimentare e conoscere a pieno il sistema moda, dal punto di vista storico, culturale e sociologico. Acquisire i mezzi e le competenze necessarie, progettare, interpretare le tendenze in modo originale e alla fine tradurle in immagini di impatto.
Il corso di fashion stylist è attivo allo IED nelle seguenti sedi:

MILANO:
Qui potrete trovare informazioni generali sulla sede e qui sul corso specifico


ROMA:
Qui potrete trovare informazioni generali sulla sede e qui sul corso specifico.


Articolo sponsorizzato 
Viral video by ebuzzing

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lunedì 20 febbraio 2012

Cose che amo oggi e qualche sorriso // parte 2

(fonte)
Non smettere mai di sorridere, perché un sorriso tira l’altro, anche quando l’orizzonte è nero e confuso. Una delle cose che quotidianamente faccio appena apro gli occhi è trovare almeno un motivo per gioire della giornata appena iniziata: può essere un obiettivo, una commissione piacevole o semplicemente sapere che incontrerò in serata i miei amici, l’importante è cercare di essere sereni anche e soprattutto quando verrebbe voglia di mollare tutto. 


E allora per  questa seconda parte delle “Cose che amo oggi”, sorrido per il mio piccolo diario sulla rubrica Ventenni del settimanale A (Anna). Ho parlato di freddo nella mia città, magari qualcuno non sarà proprio d’accordo con me, ma sono molto felice, perché è un po’come realizzare in piccolo uno dei miei più grandi sogni.

Sorrido per l’amore e la pazienza di chi mi vuole bene. A volte è davvero difficile starmi dietro, prendersi cura di me e sopportarmi. Io per fortuna ho chi mi sostiene e, nonostante tutto, continua a credere in me.


Per le belle promozioni che fanno bene alla pelle (e al portafoglio), come quella di Clinique, che invita a fare uno scambio davvero interessante: portando in profumeria il vostro vecchio fondotinta, vi regala  infatti un kit per 3 giorni di prova del fondotinta ideale per il vostro tipo di pelle e in grado di accontentare le esigenze più frequenti (idratazione, macchie, rughe). La promozione è valida nel mese di Febbraio fino ad esaurimento scorte.


Sorrido per le novità divertenti, gli oggetti che sembrano altro e gli elementi di design più curiosi come il progetto Jelly Lamp. Eco-compatibile, Marmeled, la lampada che ricorda un vasetto di marmellata fatta in casa, sfrutta la tecnologia led e le sfumature dei gel colorati. Nessun interruttore da premere: basta capovolgere la lampada per accenderla. L'idea è di Semiki, duo formato da Laura Menichelli e Gianluca Ruocco Guadagno, giovani e talentuosi designer veneziani attenti alla tematica ambientale. Marmeled è infatti prodotta con materiali riciclabili. Disponibile in 6 colori al prezzo di 25 euro ciascuna. Per i punti vendita o acquistarla online, questo il sito

Se non sarà sereno si rasserenerà . Camminare sotto la pioggia non potrebbe essere più divertente con gli ombrelli firmati Camomilla. Leziosi e coloratissimi, potrete sceglierli anche in base alle frasi che li contraddistinguono. A partire da 20 euro.

Le giornate che migliorano fanno sperare di indossare presto le nostre amate ballerine. Per averle sempre a portata di mano e cambiarle all’ultimo momento, basta affidarsi alla collezione primavera/estate 2012 Yosi Samra. Indossate anche dalle star americane (Jessica Alba, Eva Longoria e Anne Hathaway) sono comode e pratiche da indossare grazie all’elastico morbido e alla suola in gomma, che permette di piegare le ballerine e riporle nel sacchettino da borsa. Numerosissime le texture e i colori accesi, dal cherry al verde mela al turchese all’arancio.


Sorrido inoltre per le splendide t-shirt Romantic Circus, di cui vi avevo già parlato qui. Disponibili a metà marzo nei punti vendita e online, ringrazio Sheila Salvato per lo splendido video in anteprima della collezione. L’atmosfera non poteva essere più dolce.


Infine tutta la mia gioia e impazienza va al prossimo mese. A fine marzo infatti partirò per Siviglia. Dopo tanto tempo finalmente qualche giorno di assoluto relax in una città tra le mie preferite in assoluto. Consigli e suggerimenti su luoghi da visitare, ristoranti e angoli suggestivi?

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mercoledì 7 dicembre 2011

Eventi & Lifestyle // Hip Hop Blogger Buster Milano, la caccia al tesoro più tecnologica che c'è



Da sinistra: Sybil, Cesare, Federico, Bimbi ed io


Qualche giorno e diversi impegni dopo, eccomi a fare un resoconto della giornata di sabato, trascorsa a Milano come protagonista della caccia al tesoro organizzata da Hip Hop Watches, il brand dei fantastici orologi che ricordano tanto gli anni '80. Ne avevo parlato qui, vi avevo raccontato che nonostante non mi piaccia essere inquadrata in una categoria di blogger mi sarei divertita, ma ammetto anche che c'era un po' di tensione, legata al fatto che prima d'ora non ero mai "uscita dal mio blog", preferendo descrivermi più che apparire. E’ stato però diverso e mi è piaciuto: stavolta c'era di mezzo un gioco divertente, la possibilità di conoscere altri blogger, collaborare con un marchio giovane e girare per Milano in compagnia di due carissimi amici, che non è poco. L'iniziativa di forte impatto tecnologico poi mi ha spinto a partecipare molto volentieri perché da sempre sono incuriosita dalle applicazioni legate a pc e cellulari e dai meccanismi che tendono ad avvicinare la gente oggi. E così sabato mattina sono salita sul primo treno per Milano e mi sono presentata all’appuntamento in piazza Duomo, non riconoscere gli altri era davvero impossibile.

Credits: Marcella di Dot Girl

Dopo le prime presentazioni e la fase di rodaggio dei cellulari e dell’applicazione su Facebook per poter essere rintracciabili attraverso GPS, ci si è divisi in zone dando il via alla caccia al tesoro: Via Dante e Castello Sforzesco per me. Nonostante non abbia avuto modo di approfondire la conoscenza degli altri ragazzi come avrei voluto, ero in ottima compagnia: tra i blogger da “acchiappare” infatti, oltre a me c’erano Bimbi e Marcella di Dot Girl (alle quali va un ringraziamento in più per parte di queste foto), Sybil (che ha dovuto prendere il posto di Valentina di Factory Style, purtroppo assente), Federico di My Cup of Coffee e Cesare di Riso Patate & Borchie. Attraverso il mio Iphone ho cercato di dare indizi ai concorrenti su dove mi trovavo in un determinato momento, fotografando negozi o particolari punti della città e lasciando indicazioni “in codice” per farmi trovare. La curiosità di capire chi mi avrebbe beccato per primo ammetto era tanta.

Con i miei due misteriosi cavalieri in giro per Milano

A fine giornata ci siamo ritrovati stanchi e felici per la piacevole esperienza. I miei ringraziamenti vanno agli altri blogger che hanno partecipato con me, a Hip Hop e agli organizzatori di questa bella iniziativa, che ricordo verrà riproposta sabato 10 dicembre a Roma e il 17 dicembre a Catania. Per partecipare al concorso basta diventare fan della pagina Facebook Hip Hop Watches e seguire le istruzioni per l'iscrizione. L'applicazione Blogger Buster è compatibile con tutti gli smartphone IOS e Android.
Potete trovarli qui

In attesa del prossimo evento divertente al quale prendere parte (ormai ci ho presto gusto, lo ammetto!), qui in basso trovate il video della caccia al tesoro, che per fortuna mi immortala pochissime volte (non sono per niente fotogenica e non mi piaccio quasi mai in video e foto!). Buon ponte dell’Immacolata a tutti voi!

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mercoledì 23 novembre 2011

Hip Hop Blogger Buster: è caccia aperta ai blogger italiani. Lifestyle Notes uno tra questi


Se vi state domandando cosa oggi detti veramente tendenza, senza ombra di dubbio vi rispondo i social network, in grado di scatenare vere e proprie epidemie in pochi secondi e qualche clic. E c’è una cosa legata alla tecnologia e alla moda che mi fa sorridere da qualche giorno e vorrei condividere con voi. Qualcosa di divertente, frizzante, colorato e non convenzionale, come l’iniziativa speciale organizzata da Hip Hop Watches, il brand di orologi dal sapore anni ’80, che mi vedrà personalmente coinvolta con Lifestyle Notes. Si tratta di “HipHop Blogger Buster”, una caccia al tesoro organizzata a Milano, Roma e Catania rispettivamente il 3, il 10 e il 17 dicembre. Cosa bisogna cercare? 5 blogger italiani per ogni tappa del tour ovviamente e tra questi ci sono anch’io!

La caccia al blogger è un’iniziativa divertente studiata per coinvolgere attivamente il popolo della rete, i lettori dei blog e i fan di Hip Hop, che conferma così la sua immagine giocosa. Dotati di uno speciale GPS per poter essere “beccati” mentre passeggiamo in giro per la città, cercheremo di dar indizi ai concorrenti che dovranno scovarci con l’ausilio di un’apposita applicazione scaricabile gratuitamente. Chi per primo riuscirà a trovare tutti e cinque i blogger e a fotografarsi con loro, vincerà gli orologi Hip Hop a scelta tra Large, Ghost Small, Crystals Regular, Full Color Regular e Hero small.

Per partecipare al concorso basta diventare fan della pagina facebook Hip Hop Watches e seguire le istruzioni per l’iscrizione. Pochi giorni prima dell’apertura ufficiale della caccia inoltre riceverete il link da cui scaricare gratuitamente la speciale applicazione Blogger Buster, compatibile con tutti gli smartphone IOS e Android.

Lifestyle Notes è parte della squadra dei 15 “bloggers busted”, nello specifico sarò una dei 5 blogger di Milano del 3 dicembre. Non sono e non mi piace essere considerata una fashion blogger, lo sapete, nonostante negli ultimi anni la moda è stata mia compagna nel cammino delle mie esperienze. Non mi vedrete quindi fare isterismi su cosa indossare (anche se un po’ d’ansia c’è, suggerimenti?), non mi vedrete girare per Milano con capi griffati e accessori must-have e scatterò solo le foto necessarie, ma prometto di tenervi aggiornati e farvi un bel resoconto finale, di quelli che mi piacciono tanto. Il mio blog lo conoscete bene, è un concentrato di pensieri e passioni e trovo che questo sia un modo per mettermi in gioco, conoscere i lettori di Milano (anche e soprattutto quelli silenziosi) o semplicemente incontrare per caso quanti ancora non mi conoscono, ma che in futuro vorranno seguirmi.

Divertita e curiosa di conoscere il vostro parere, potete leggere e seguire le comunicazioni ufficiali riguardo l’iniziativa su tutte le piattaforme social di Hip Hop.

Spero che ci sarete, commenterete e soprattutto apprezzerete! A prestissimo e buona caccia!

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giovedì 27 ottobre 2011

Non è assolutamente un paese per giovani


Chi nel tempo ha imparato a conoscermi e a seguire i miei discorsi più o meno sconclusionati può sicuramente affermare che il mio blog non è mai stato polemico, né volutamente attento all’attualità. Ho sempre preferito che restasse uno spazio tutto mio, anche a costo di risultare un po’ frivolo e quasi del tutto isolato dai fatti del mondo. Niente menzioni particolari a personaggi dello spettacolo da poco scomparsi (nonostante più volte sentissi alcuni particolarmente vicini), né tanto meno alla miriade di disgrazie e catastrofi dell’ultimo minuto, bandita la politica e pochissimo sarcasmo, assolutamente non in linea con il tono più leggero delle mie pagine.

Restare in silenzio però in alcuni casi è davvero ingiusto, oserei dire quasi un reato. E’ un po’ come essere omertosi e negare che un problema esista, è come non sentirlo vicino e non voler far nulla per migliorare una brutta situazione, e ammettere a se stessi di non aver nemmeno provato a far luce su una determinata tematica, è davvero molto triste. Ci sono infatti dei problemi che affliggono un elevato tasso di popolazione tanto seri che non si possono ignorare e vista l’età della sottoscritta proprietaria di questo blog, le esperienze pregresse e le prospettive future, credo proprio di non poter fare a meno di dedicare qualche riga alla vera piaga che affligge i giovani della nostra generazione: il futuro. Precario, incerto, buio.

Non si tratta di una presa di coscienza dell’ultimo minuto, ma di un pensiero nato in me fin dalla prima volta che mi è stato chiesto seriamente cosa volessi fare da grande, maturato durante gli anni di studi, la formazione e le prime esperienze lavorative, esploso negli ultimi mesi, vista tutta l’incertezza che ci circonda, la pseudo-crisi mondiale che ci affligge e i ripetuti rifiuti, ad andar bene, nel peggiore dei casi in realtà domande e richieste lavorative alle quali non è mai seguita una risposta. La decisione di dedicarvi un post nasce poi dalla visione online di “Generazione Sfruttata”, puntata del 2 ottobre di Presa Diretta, il programma condotto da Riccardo Iacona in onda su Rai Tre la domenica. Ne parlo solo ora per questioni pratiche, ma credo che non è mai troppo tardi per riflettere su un’emergenza che riguarda noi giovani, ma anche tutte le persone sensibili alle nostre problematiche.

La chiamano Generazione a perdere la nostra, quella senza lavoro, senza prospettive di un futuro, quantomeno pieno di speranze. Una generazione rubata, privata, alla quale è stato negato anche il diritto di sognare di realizzare i propri progetti, dopo anni di studi ed esperienze, formazione, stage, contratti precari, dopo tutta l’ansia, lo stress, il panico, i pianti e le speranze, dopo competenze accumulate e impilate su una scrivania, lavori con contratti tanto assurdi quanto i loro nomi impronunciabili, vita all’estero da fame e stage in aziende importanti. La nostra, la generazione saltata, sfruttata e umiliata, dal futuro incerto, precario, disumano, inammissibile.

A lungo involontariamente ho respinto l’idea di poterne far parte, posticipavo il pensiero al giorno seguente alla mia laurea, poi gli eventi della vita mi hanno investito in pieno come un treno e ho dovuto affrontare la mia più grande paura. E così da dieci mesi anch’io vivo da sola, lontana dai miei affetti e faccio parte dell’ormai tristemente celebre repubblica degli stagisti, anche se presto sarò costretta a ritornare a casa, a causa di uno stage che nel giro di pochi mesi scadrà senza possibilità di assunzione. Da dieci mesi anch’io mi faccio forza con le speranze più improponibili, ho assunto la stupida convinzione che non sono l’unica, che c’è chi sta peggio di me e vivo nell’illusione che l’esperienza di un anno accumulata, lottata e meritata, mi tornerà utile, anche solo a fare curriculum, ad aprire la strada ai miei sogni, a dimostrare che valgo qualcosa, a ricordarmi di lottare per un futuro migliore.

Ma sarà davvero migliore il nostro futuro? E quanti al potere sono realmente disposti a mettere nero su bianco questa piaga e a trovare soluzioni concrete? E poi, ci saranno davvero soluzioni realizzabili in un tempo più o meno breve? In poco più di un’ora Generazione Sfruttata sbatte sullo schermo la più cruda delle verità, descrive ansie e frustrazioni dei giovani di oggi, sfata tutti i cliché, rivela la triste realtà di questi pessimi anni da cancellare e fa rabbrividire già dopo i primi minuti di documentario.

Dati alla mano siamo la generazione più preparata, formata e specializzata, eppure al tempo stesso quella più sfruttata, derisa, ignorata. Siamo quelli costretti a scegliere lavori diversi dal nostro percorso di studi, perché ormai considerati poco remunerativi o "campati in aria", quelli costretti ad accettare sulla soglia dei trent’anni ancora stage, per di più non retribuiti, quelli che, nauseati dalla situazione qui in Italia, dalle caste, dalle raccomandazioni, dall’ignoranza, partiamo per l’estero alla ricerca di una carriera più dignitosa e magari troviamo chi apprezza realmente le nostre capacità, sposiamo una persona del luogo, facciamo anche dei figli e mai, per nessun motivo, decidiamo di tornare in patria. Siamo quelli che ormai stanchi dell’incertezza e assolutamente non in grado di pagare un affitto con uno stipendio da miseria, facciamo più lavori contemporaneamente, sopravviviamo e proroghiamo tutte le altre scelte di vita a data da destinarsi.

E ci si chiede anche come sia possibile tutto questo, quale assurdo meccanismo sia rimasto inceppato, lasciando credere agli altri che le cause ricercate nella politica ridicola, nella burocrazia lenta, nella filosofia di vita poco meritocratica, nel brutto andazzo di un Paese retrogrado, siano solo una vecchia cantilena noiosa, mentre “essere figlio di…” è un vanto e purtroppo apre ancora molte porte, a discapito di chi è costretto a tornare a casa a testa bassa dai genitori perché non può permettersi un’esperienza fuori senza lavoro. Lavoro che poi, quando c’è è sempre più a progetto e a scadenza, nascosto dietro assurdi cavilli burocratici a vantaggio del “capo”, ridicolizzato da contratti al limite della legalità e della dignità, a nero, nel migliore dei casi.

Perché essere costretti ad aver paura nel chiedere che fine hanno fatto il merito, i sacrifici, il talento? Perché essere costretti a rinunciare a queste parole? Davvero i nostri genitori non possono più essere in grado di rispondere ai nostri interrogativi e consolarci? Davvero tra qualche decennio saremo seriamente costretti a combattere il problema di una pensione non affatto assicurata?

Mi rifiuto di accettare una tale condizione, ma sono anche consapevole che di bocconi amari dovrò buttarne giù ancora molti. Vorrei poter essere consolata in qualche modo, sapere che prima o poi tutto andrà bene, che arriverà anche il mio turno e invece ogni giorno mi ritrovo a mettere in dubbio le mie capacità, se puntualmente il mio curriculum e le mie proposte vengono ignorate, mettendo a dura prova il mio livello di sopportazione. Credo fortemente nella formazione, ma che sia giusta ed efficace. Non si smette mai di imparare, ma è necessario che ci venga anche data fiducia e che veniamo messi alla prova. Sul serio

Con questa convinzione e con la speranza che qualcosa di positivo finalmente avvenga, vi rimando alla galleria Youtube del documentario, per quanti ancora non hanno avuto la possibilità di vederlo e mi auguro che questo post possa in qualche modo diventare un raccoglitore di esperienze, di pensieri intelligenti, un angolo per il confronto e i suggerimenti e perchè no, una scatola di pareri e racconti positivi e di speranza. Vi aspetto!

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mercoledì 31 agosto 2011

Interviste//About Wayne: l'amicizia, la passione, la buona musica


Cinque ragazzi in quella fascia d’età che precede il quarto di secolo. Nella vita di tutti i giorni studenti universitari, adorano divertirsi in compagnia, ma a differenza dei loro compagni hanno già all’attivo un album musicale e numerosi concerti a fianco di note band internazionali. Gli About Wayne nascono a Roma nell’aprile del 2008 dall’incontro di Giampaolo Speziale (voce), Daniele Giuili (chitarra), Jacopo Antonini (chitarra), Giovanni De Sanctis (basso) e Francesco Maras (batteria). E quella che sembrava essere una semplice passione da condividere in un garage in nome dell’amore per la musica, in poco tempo si trasforma in un importante successo e un accurato studio di sonorità lontane dai soliti clichè tipicamente italiani.


Un rock coinvolgente ed energico, per certi versi alternativo (almeno rispetto alle solite band nostrane e per la loro volontà di cantare esclusivamente in inglese) e ispirato alle grandi formazioni d’oltremare, come i 30 Seconds To Mars, i Panic! At The Disco e i My Chemical Romance. I testi invece esprimono un disagio e un senso di rivalsa tipico della loro, la nostra generazione, disposta a tutto pur di cambiare le cose che non funzionano.

Da cover band a gruppo con un proprio stile ben preciso, gli About Wayne iniziano così a suonare live in tutta Italia, partecipano a numerosi contest, vincono premi e salgono sul palco dell’Heineken Jammin Festival, lo stesso che lo scorso anno ha visto protagonisti anche Ben Harper e i Pearl Jam. Poi finalmente il loro disco d’esordio: "Rushism" esce ad aprile, composto da 10 tracce, tra le quali anche un bellissimo arrangiamento della cover dei Beatles “Eleanor Rigby”.


La volontà di intervistarli nasce dal desiderio di scoprire come cinque coetanei ce l’abbiano fatta in un periodo non proprio facile e conoscere i progetti futuri, che sicuramente vedranno il supporto di numerosi fans, gli stessi che da tempo li incoraggiano e seguono attraverso i canali sparsi per la rete o li hanno scoperti per caso in situazioni diverse dal solito concerto (hanno infatti firmato anche la colonna sonora di Freaks, la prima web serie italiana in onda su Youtube).

Ciò che ne viene fuori è il ritratto di cinque ragazzi semplici ma con le idee ben chiare, col cuore ancora chiusi  in quel box in cui instancabili condividono idee e arrangiamenti, ma già ben proiettati nel panorama della buona musica, di notevole livello, influenzata dai propri idoli e in grado di far esibire live con una grinta travolgente e tanta personalità e professionalità.


Chi sono gli About Wayne sul palco e nella vita reale?
Siamo cinque ragazzi che si divertono a mostrare alla gente la propria passione, con il sogno di diventare delle rock star affermate. Nella vita di tutti i giorni siamo persone semplici e tranquille, suoniamo tutti da tanti anni e quasi tutti lo facciamo anche per lavoro.

Come nasce il gruppo e qual è il vostro percorso musicale?
Io (Daniele Giuili) e Giampaolo (Speziale) ci siamo conosciuti nel 2006 e abbiamo iniziato a collaborare a vari progetti. Tra di noi c'era feeling, ma sentivamo che mancava qualcosa. Giovanni (De Sanctis) lo conoscevamo già e lo stimavamo come musicista. Io studiavo chitarra nella stessa scuola di musica di Jacopo (Antonini). Venivamo messi sempre in competizione e questa cosa paradossalmente ci ha permesso di legare molto. Francesco invece ce l’ha presentato Jacopo. Dopo esserci conosciuti abbiamo subito capito che avevamo un obiettivo comune, quello di scrivere musica originale e diffonderla. Quindi senza indugi ci siamo messi al lavoro.

Avete spesso dichiarato che il nome della vostra band deriva dal termine inglese “Wane” (con l’aggiunta della y), che corrisponde ad un modo un po’ retrò e letterario di definire il declino. Da quale punto di vista? Magari anche in riferimento ai nostri fatti quotidiani attuali?
Viviamo sicuramente in un periodo di declino e di recessione economica e culturale. Quanto a noi, piace parlare dei problemi quotidiani dei giovani della nostra età, con ironia però, senza vittimismi. Buttarci giù di certo non aiuterebbe nessuno. Infatti l'aggiunta della “Y” rende tutto più esotico e ottimista.

Siete saliti sul palco dell’Heineken Jammin Festival con alcuni dei più grandi del panorama musicale internazionale e nel 2010 avete anche vinto l’edizione 2010 dell’Aré Rock Festival. Che ricordo avete di quell’esperienza e del premio tutto pugliese?
E' stata un’esperienza bellissima, soprattutto perché ci siamo trovati benissimo con il pubblico pugliese e in particolare con quello di Barletta. La vittoria è stata molto soddisfacente, visto che gareggiavamo con gruppi molto validi. Abbiamo un ricordo fantastico.

La scorsa primavera invece è uscito il vostro album d’esordio, “Ruscism”, risultato di anni di sperimentazioni e intenso lavoro. Cosa contiene e quanto di vostro c’è in questo album? Chi scrive i vostri testi e come nascono?

La maggior parte dei testi li scriviamo io (Daniele Giuili) e Giampaolo, ma anche Giovanni, Jacopo e Francesco hanno partecipato in maniera attiva. In questo album c'è molto di nostro, ma assolutamente non tutto. E' normale che nel primo disco ci siano ancora molte influenze. Credo che i veri About Wayne in versione integrale, si ascolteranno nei prossimi dischi, sicuramente dopo aver raggiunto la quasi totale maturità artistica.

Avete firmato un bellissimo arrangiamento della cover dei Beatles “Eleanor Rigby”. Perché proprio questo pezzo che in qualche modo ha segnato uno spartiacque per il gruppo di Liverpool?
Amiamo i Beatles, li consideriamo quasi delle divinità, se non fossero fatti di carne ed ossa. Eleonor Rigby è un pezzo che ci ispirava moltissimo in ambito di riarrangiamento musicale. Ci si poteva lavorare sopra con molta libertà.

Da cosa nasce la voglia di cantare in inglese e quali sono le vostre ispirazioni?
Tutti noi ascoltiamo musica estera da quando siamo nati. Non siamo dei grandi estimatori della musica italiana. Quindi la scelta di cantare in inglese è venuta spontanea, e nulla potrà farci cambiare idea.

Che idea avete quindi del panorama musicale italiano? Davvero non vi piacerebbe collaborare con nessun nostro artista?
Non abbiamo assolutamente un’opinione favorevole del panorama musicale italiano. O meglio, ci sono un sacco di gruppi e musicisti strepitosi nel nostro Paese, che però non trovano spazio a dispetto di “cariatidi” prive di talento e creatività. Ci piacerebbe pero’ lavorare con un membro dei Verdena, un gruppo valido che a noi piace molto.

Impeccabili sul palco, ottimi brani e una particolare cura nell’arrangiamento dei pezzi e nei video. Chi cura le atmosfere e come avviene la scelta dell’ambientazione?

Tiriamo giù qualche bozza, ma sono i nostri registi di fiducia Claudio Di Biagio (youtuber di “Non aprite questo tubo”) e Matteo Bruno ( Cane Secco) a curare tutto in modo più dettagliato. Sono due grandissimi talenti e lavorare con loro è anche uno spasso.

La copertina dell’album è un incrocio dei vostri volti: quanto siete legati nella vita reale?
Siamo legatissimi, ormai quasi come una famiglia. Sono tre anni che ci frequentiamo assiduamente sia per lavoro che per svago. E questo non fa che aiutare nella riuscita del progetto.

Avete da poco firmato la colonna sonora di “Freaks”, la prima web serie tutta italiana su Youtube che ha registrato migliaia di followers e fan. Com’e’ stato collaborare con altri giovani di talento e quanto è importante credere in progetti nuovi e interessanti come questa serie ispirata ai telefilm d’oltremare?
E' stato fantastico lavorare con persone preparate, giovanissime e piene di idee. Ormai in Italia l'unica strada per affermarsi è avere delle idee vincenti e innovative e saperle sviluppare per conto proprio. Freaks è stato realizzato praticamente senza budget e ha dato tantissima visibilità a molte persone che lo meritavano.

Quanto conta per voi oggi la tecnologia e poter farsi conoscere e comunicare on-line?

E' fondamentale. Ed è anche molto divertente, visto che permette facilmente di confrontarsi con i fan.

Il 23 agosto c’è stata la Rocca Malatestiana, dove avete aperto addirittura il concerto dei Panic!At the Disco. I vostri progetti futuri? Quali sono le prossime tappe del tour?

C'è un tour autunnale in programmazione. Faremo il giro della penisola per continuare a promuovere il nostro disco. Poi subito un secondo disco. Ci chiuderemo nel nostro garage e ricominceremo a fare quello che più ci piace, scrivere.

Concludendo, che cosa ricorderete di questo periodo?

Credo che l'emozione più grande è stata il Rock In IdRhro, dove abbiamo suonato prima di uno dei nostri gruppi preferiti, i Foo Fighters e lo abbiamo fatto davanti a 5000 persone in festa. Indimenticabile!

                                    
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Seguite gli About Wayne in giro per la rete:

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venerdì 3 dicembre 2010

In partenza e con un mare di cose da fare

Mille cose da fare e poco tempo a disposizione. La valigia (che, anche se leggera e contenente le cose necessarie solo per due giorni, ahimè non l'hanno ancora inventata in versione animata e volenterosa, pronta a prepararsi da sola prima della partenza!) da riempire, consegne da rispettare, piccoli servizi da sbrigare in casa e tra poco più di quattro ore ho il treno per Roma! Che la forza sia con me! In tutto questo domattina devo essere fresca e lucida per otto ore di ufficio stampa di moda e la mostra sulla moda nei teatri durante la pausa pranzo. Mi auguro solo di non crollare sul letto dell'albergo con il mal di testa ad un orario improponibile come due sabati fa: sarebbe un vero peccato essere ancora nella capitale e non approfittarne per fare un bel giro e vivere l'atmosfera natalizia che qui, vuoi perchè sembra che abbiano tagliato i fondi alla città e luci di Natale per strada manco a pagarle, vuoi perchè quest'anno l'allegria pre-natalizia e l'attesa per il mio compleanno proprio non ci sono, non sento affatto.

Quindi a quanti diversamente da me non saranno in partenza stanotte, auguro una splendida serata e un bellissimo fine settimana. Ci sentiamo al mio ritorno spero con tante novità positive.

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lunedì 29 novembre 2010

Una meravigliosa opportunità

Ieri. Una domenica strana, sonnacchiosa, a casa con qualche acciacco. Il tempo sembrava non scorrere mai, potevo essere ovunque, in compagnia di chiunque e invece ero a casa, a morire di noia e con la consapevolezza che di cose da fare ne avrei avute, solo che mancava la voglia. E in un alternarsi di strani pensieri più o meno connessi, legati alla mia città e alle poche possibilità che offre, al mio futuro e, lo so che non centra nulla, al mio blog, che ormai è diventato fiacco e inutile, ho rimpianto i tempi in cui riuscivo a scrivere liberamente, non mi perdevo in chiacchiere ed ero un fiume in piena.

Che poi, a pensarci bene, qualcosa per cui sorridere e di cui dovrei andare fiera c'è, anche se non l'ho mai condiviso fino in fondo con tutti. Avrei voluto raccontarlo sin da subito, descrivere la mia emozione e tutti i particolari, ma non so perchè le parole si bloccavano nella mente ad ogni mio tentativo, proprio come ora, che sono davanti a questo schermo ormai da tempo e faccio fatica a scrivere anche solo una frase di senso compiuto. Ci provo comunque e vediamo cosa succede.

Qualche mese fa, in una mattinata dedicata alla lettura dei miei mensili preferiti, scopro nella pagina di Glamour dedicata alla formazione, la possibilità di vincere una borsa di studio a copertura totale per il Master in Comunicazione e Giornalismo di Moda Eidos a Roma. Senza pensarci troppo e senza troppe pretese, invio una lettera motivazionale e il mio curriculum vitae, salvo poi leggere con estremo piacere la risposta positiva alla mia mail e l'invito a prendere parte al test. Qualche tempo dopo ero a Roma per la prova insieme ad altre ragazze altrettanto motivate; a test terminato, sono tornata a Barletta tranquilla e in ogni caso  poco speranzosa di risentire i responsabili della scuola. Se in quel momento però mi avessero detto che di lì a una settimana mi sarei ritrovata a pensare a come organizzare i fine settimana romani dei prossimi quattro mesi, a firmare i documenti per l'iscrizione al master e decidere quando eventualmente far partire lo stage, di sicuro non ci avrei creduto. E invece giorni dopo la prova, il mio cellulare squillava e dall'altra parte della cornetta la voce della responsabile dei corsi si congratulava e si diceva felice per me, la vincitrice della borsa di studio a copertura totale al master!

E così è iniziata la mia nuova e splendida avventura. I giorni sono passati velocemente tra incredulità, congratulazioni e qualche esitazione (dovuta alla paura di stravolgere anche se di poco la mia vita), sono stati prenotati i primi voli e le prime notti in hotel e due fine settimana fa ho preso parte alle prime lezioni del master.

Chi mi conosce sa dei miei sogni, delle mie aspirazioni e soprattutto ha bene in mente il mio percorso. Poter studiare e approfondire due dei miei interessi più forti (il giornalismo e la comunicazione uniti alla moda) con grandi professionisti del settore, pensare di formarmi in un momento in cui la professionalità sembra essere stata del tutto calpestata, continuare a credere nelle mie potenzialità e fare qualche sacrificio in nome di un progetto di vita che nella mente è chiarissimo ma nella pratica è ancora poco più di un abbozzo, è per me una meravigliosa opportunità di crescita, professionale e personale, oltre che un modo per cambiare aria, uscire dal mio piccolo guscio provinciale e conoscere gente nuova con la quale poter condividere questa grandissima passione.


E così il prossimo sabato sarò di nuovo a Roma per la terza lezione del master e avrò anche l'opportunità di assistere a una mostra davvero interessante che consiglio a tutti voi, Il Teatro alla Moda, presso la Fondazione Roma Museo in Via del Corso 320 fino al 5 dicembre 2010. Le prime due lezioni sono state molto belle e formative, ho potuto approfondire argomenti che già conoscevo e imparare tecniche nuove, come quelle legate al giornalismo televisivo. Ho adorato le lezioni riguardanti il marketing di moda e beni di lusso, ho messo alla prova il mio inglese durante una lezione interamente in lingua e ho adorato Fabiana Romano, una delle due insegnanti (oltre a Rosanna Cancellieri) di questi primi giorni, sia come donna che come professionista legata al mondo del marketing.

Vorrei dirvi molte più cose, raccontarvi nei particolari le mie lezioni e i milioni di spunti raccolti in solo 8 ore, descrivervi il mio interesse e i miei progressi, ma al momento non saprei da dove cominciare. Dovevo però in qualche modo condividere questa notizia e il meccanismo che è scattato in me e che oggi mi porta ad approfondire questo interesse, a studiare le basi del sistema moda e crearmi una cultura e un'opinione a riguardo, che non sia quella classica e scontata legata ai gusti personali più o meno affini a una casa di moda o a notizie sparse prese dal web.

In un modo o nell'altro questa meravigliosa opportunità mi condurrà verso altri luoghi; non so come sarà tra qualche mese e non ho fretta di scoprirlo, voglio solo godermi questa esperienza passo dopo passo e condividerla con chi ha sempre creduto in me e nelle mie capacità, anche quando io per prima troppe volte mi son buttata giù.
Nella foto:
- Daniela Calanca "Storia sociale della moda"
-Guido Vergani "Dizionario della moda Edizione 2010"
-Daniela Fedi e Lucia Serlenga "Alla corte di re Moda"



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